La serie TV Shogun non è arrivata in Giappone e Grazia Maria Francese, da Tokyo, chiede lumi al Gruppo Facebook (siamo QUI).

Grazia Maria Francese: Pare che tra le serie tv più gettonate del momento ci sia “Shogun”, remake tratto dall’omonimo romanzo di J. Clavell.
Ho letto dei commenti positivi e spero sia migliore del romanzo, che trovo veramente brutto. In ogni caso il romanzo, e quindi inevitabilmente anche le sue trasposizioni televisive, si basano su una visione molto discutibile delle vicende storiche di quel periodo.
La figura di Anjin/Blackthorne, il protagonista, adombra un personaggio storico realmente esistito: un inglese di nome William Adams. I cristiani giapponesi, se sono stati perseguitati e massacrati, possono dire grazie alle falsità messe in giro da lui e da altri avventurieri senza scrupoli. Mentre quei cattivoni dei Gesuiti stavano in realtà portando avanti un esperimento di integrazione culturale in anticipo di secoli sulla loro epoca, senza fini di conquista o di lucro.
Scusate, mi faccio prendere dall’argomento. Ma la visione anglocentrica della storia mi fa andare in bestia. Perché fare un eroe di una spia commerciale, e spalare fango (siamo eleganti, via!) su personaggi molto più illuminati di lui?

Al grido di dolore risponde Michela Piazza: In realtà, nella serie TV, Blackthorne è descritto proprio come un avventuriero senza troppi scrupoli, che è arrivato in Giappone con intenti poco puliti e con alle spalle atti efferati. Proprio una spia commerciale, come dici tu, a cui infatti danno del pirata.
Poi, dato che la storia è vista dal suo P.O.V., ovviamente un po’ si parteggia per lui… Ma diciamo che non è descritto come un santo.
In quanto ai Gesuiti, la penso come te: uno dei miei ordini preferiti da sempre.

Grazia Maria Francese: menomale, hanno corretto un po’ il personaggio che nel romanzo, ahimè, sembra proprio uno stinco di santo. Speriamo abbiano corretto anche Toranaga (Tokugawa Ieyasu) cui si devono 250 anni di sakoku “paese in catene”…

Michela Piazza: Oranaga è oggettivamente il personaggio più interessante della serie, secondo me. Ma resta un uomo pronto a passare sopra ad amicizie e affetti (approfitta perfino della morte dello stesso figlio) pur di arrivare al potere…
Comunque, sarebbe interessante conoscere la tua opinione su come gli showrunners hanno rappresentato usi e costumi del Giappone: a me sembra abbiano fatto un buon lavoro, però non sono un’esperta come te.

Grazia Maria Francese: la serie TV qui non è visibile e dubito che lo diventerà, i giapponesi hanno i loro sceneggiati in costume che di solito sono strepitosi. Ho letto i commenti di un amico italiano che ne sa di storia del Giappone feudale. Secondo lui è fatto molto bene.

Interviene Sonia Morganti: Uh, interessantissimo questo post. Ho visto la serie, girata davvero come un kolossal a puntate, e non sapevo se leggere o meno il libro…. Ti aspettavo al varco e mi hai tolto il dubbio!
In tutta onestà, se c’è un personaggio davvero trasparente, senza doppi fini e ambiguità, è proprio il giovane gesuita Martin. Anche Toranaga si mostra un maestro estremo dell’inganno, specie nelle ultime due puntate.
Su “la visione anglocentrica della storia” mi spello le mani di applausi (è un discorso che vorrei affrontare primo o poi su Nubes, perché al cugino romano di Nobunaga han mediaticamente fatto di tutto!). La diffusione linguistica e la capacità di produzione industriale di storie vanno a braccetto. Io continuerò sempre a caldeggiare i tuoi libri agli italiani che leggono!

Grazia Maria Francese: cara Sonia, il cugino romano di Nobunaga ne avrebbe da insegnare di cose, ai britanni! Grazie.

Sonia Morganti: Sono anni che mi batto per ribadire che quel cugino aveva l’aspetto di un normale mediterraneo, con occhi e capelli (quando c’erano) scuri.
Nulla: siamo passati dal biondo e occhi azzurri canonizzato dalla McCoullogh – siccome è brava deve avere ragione con buona pace di Svetonio, Plutarco, Cassio Dione – al “troppo bianco”.
Non gliela possono fa’.
Vista dal lato positivo, per me che sono abituata alla lingua originale, la serie Shogun è stata appagante. Ma io sono estrema; sfruttando i sub eng mi sono vista Dark in tedesco, Il settimo sigillo in svedese e Russian Ark in russo.

Volete conoscere i libri delle nostre chiacchierone? Fate click sul loro nome.
Grazia Maria Francese
Michela Piazza (scrive a quattro mani con Pamela Boiocchi)
Sonia Morganti

Shōgun è una miniserie statunitense (potete vederla su Disney+) basata sull’omonimo romanzo di successo scritto da James Clavell. Creato da Rachel Kondo e Justin Marks, il drama storico è ambientato nel Giappone del 1600, all’alba di una guerra civile che segnerà un secolo. Hiroyuki Sanada (Westworld) interpreta Lord Yoshii Toranaga, che sta lottando per la sua vita mentre i suoi nemici nel Consiglio dei Reggenti si coalizzano contro di lui. Quando una misteriosa nave europea viene ritrovata abbandonata in un vicino villaggio di pescatori, il suo marinaio inglese, John Blackthorne (Cosmo Jarvis, Peaky Blinders), arriva portando con sé segreti che potrebbero aiutare Toranaga a ribaltare le sorti del potere e a distruggere la temibile presenza dei nemici di Blackthorne, i preti gesuiti e i mercanti portoghesi.
I destini di Toranaga e Blackthorne diventano inestricabilmente legati alla loro interprete, Toda Mariko (Anna Sawai, Pachinko), una misteriosa nobildonna cristiana, ultima di una stirpe caduta in disgrazia. Mentre serve il suo signore in questo scenario politico difficile, Mariko deve conciliare il suo legame ritrovato con Blackthorne, il suo impegno verso la fede che l’ha salvata e il suo dovere nei confronti del padre defunto.
Nella miniserie recitano anche Tadanobu Asano (Mortal Kombat) nel ruolo di Kashigi Yabushige, un noto traditore e stretto alleato di Toranaga; Takehiro Hira (Monarch: Legacy of Monsters) di Ishido Kazunari, un potente burocrate che è il principale rivale di Toranaga; Tommy Bastow (The Crossing) di Padre Martin Alvito, un leader religioso gesuita e traduttore; Fumi Nikaidô di Ochiba No Kata, la venerata madre dell’erede che non si fermerà davanti a nulla pur di porre fine a Toranaga e alla sua minaccia al potere del figlio; Hiroto Kanai di Kashigi Omi, il giovane leader del villaggio di pescatori dove viene trovata la nave di Blackthorne; Moeka Hoshi di Usami Fuji, una vedova che deve trovare un nuovo scopo nel mezzo della guerra del suo signore; Shinnosuke Abe (13 assassini) di Toda Hirokatsu, il geloso marito di Mariko; Tokuma Nishioka di Toda Hiromatsu, il generale fidato e il più caro amico di Toranaga; Yuki Kura di Yoshii Nagakado, lo sfacciato figlio di Toranaga che ha un forte desiderio di mettersi in gioco; e Yuka Kouri di Kiku, una cortigiana rinomata in tutto il Giappone per la sua abilità artistica. (Comingsoon.it)