Chi abbia letto Orgoglio e pregiudizio ricorda bene Mr Collins, il cugino pedante e solenne che parla con grande sicurezza di tutto ciò che conosce poco. Jane Austen lo aveva osservato con una precisione tale che, a distanza di due secoli, continua a ricomparire nei luoghi più inattesi.
Anche a scuola.

Il nostro Mr Collins insegnava Lettere nella scuola secondaria di primo grado — quella che tutti continuano a chiamare semplicemente le medie.
Fisicamente non colpiva per imponenza: un metro e settanta scarsi, cinquantacinque chili bagnato, e l’aria un po’ secca di chi vive più di regole che di entusiasmi.
Il tratto distintivo era l’abbigliamento.
Abito grigio. Sempre.
Di lana in inverno, di sintetico in estate — con effetti olfattivi che i colleghi avrebbero volentieri evitato.
Lo precedeva e lo seguiva una cartella di cuoio, pesante e solenne come un archivio ministeriale. Dentro si trovava l’intero equipaggiamento didattico: pacchetti di compiti legati con la fascetta, penna nera, penna rossa, matita, gomma. E soprattutto un temperino elettrico portatile che esibiva con orgoglio quasi scientifico.
Completavano l’arsenale un pacchetto di mentine — prudente tentativo di contrastare un alito non proprio memorabile — e un pacchetto di tabacco con cartine e filtri, soluzione economica al problema delle sigarette.
All’ora di ricreazione, nella sala docenti, arrivava il momento della merenda.
Un panino con la frittata, accuratamente avvolto nella carta oleata. L’apertura del cartoccio produceva un crepitio tale da interrompere qualsiasi conversazione.

Ma la vera vocazione del nostro Mr Collins non era la grammatica italiana.
Era il pontificare.
Convinto di possedere il parere corretto su ogni argomento, dispensava consigli pedagogici a chiunque avesse la sfortuna di capitargli accanto: insegnava matematica ai professori di matematica, spiegava tecnologia ai docenti di tecnologia e suggeriva metodi didattici anche a chi non glieli aveva chiesti.
Naturalmente parlava male di tutti. Con discrezione, però: solo quando i diretti interessati erano assenti.
Gli studenti lo detestavano con una sincerità disarmante, e il sentimento era cordialmente ricambiato.
Ancora oggi resta un piccolo mistero perché avesse scelto proprio l’insegnamento.
Ma forse la spiegazione è semplice: anche nella scuola, come nei romanzi di Jane Austen, i Mr Collins trovano sempre il modo di sistemarsi.

Domanda: quanti Mr Collins avete incontrato finora? Io un paio, ma questo che ho descritto è il più rappresentativo della categoria.

Copertina creata con ChatGPT.