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Recensione: Vittime e delitti, di Maria Masella

 

Inutile. Quando arriva un romanzo di Maria Masella, lo Staff entra in fibrillazione e c’è la fila per recensirlo. Dopo quello di Teresa Siciliano, ecco il parere di Macrina Mirti.

Teresa Maritano ha ottenuto l’affido di Paola, ha riorganizzato la sua vita e ha assunto Sara, una giovane studentessa, per aiutarla nel bar e con la bambina. Avrebbe la vita tranquilla che desidera da anni, ma ritorna il commissario Marco Ardini. A Borgo Incrociati, poco lontano dal bar, è stato ucciso un falegname restauratore, Remo Valsi. Teresa non vuole essere coinvolta, ancora una volta, in un’indagine su un omicidio, ma Ardini la minaccia di farle togliere l’affido di Paola se non lo aiuterà a scoprire la provenienza di un mobiletto che ha visto sul luogo del delitto. È un’indagine che lui non riesce ad affrontare, perché quel mobiletto gli ha risvegliato ricordi del periodo in cui è stato imprigionato e seviziato da bambino. Gli è bastato rivederlo per perdere la lucidità e sprofondare nel buco nero del passato. No, non cerca Teresa per l’omicidio di Valsi, caso che considera già risolto, ma per qualcosa di molto più importante: il mistero della sua prigionia. Teresa è costretta ad accettare per non perdere Paola e per aiutare Ardini a liberarsi dai suoi fantasmi. Ma l’omicidio di Remo Valsi, che sembrava così semplice, diventa all’improvviso più complesso intrecciandosi con un’indagine che Ardini sta portando avanti da mesi in segreto.

Titolo: Vittime e delitti. La seconda indagine di Teresa Maritano e Marco Ardini.
Autrice: Maria Masella.
Genere: Giallo.
Editore: Fratelli Frilli Editori.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 10,96 (cartaceo).

“Vittime e delitti” è la seconda indagine di Teresa Maritano e di Marco Ardini, una strana coppia di investigatori, legati da un complesso rapporto di odio e amore.

In breve: Teresa Maritano è una bella donna, dai capelli ricci e color del fuoco. Dopo aver denunciato dei colleghi corrotti, ha abbandonato la polizia e ha iniziato a gestire un bar vicino al torrente Bisagno. Non solo: grazie all’aiuto del suo antico superiore e amante, il commissario Marco Ardini, ha anche ottenuto l’affido di Paola, una bimba orfana. Sembra che la sua vita sia cambiata e che tutto vada per il meglio, ma così non è, perché Marco Ardini riappare da un passato che non vuole morire.

Poco distante dal suo bar, è stato ucciso un uomo, Remo Valsi, un artigiano che si occupa del restauro di mobili antichi. Il commissario desidera che lei indaghi su di un mobiletto che è stato ritrovato nella bottega del restauratore. Si tratta di un manufatto molto comune, né bello né brutto, formato da tre cassetti e una parte aperta “che forse, un tempo, era chiusa da una ribalta”. Marco, imprigionato e seviziato da bambino, è convinto che quella piccola cassettiera abbia avuto una parte nel suo doloroso passato, proprio nel periodo in cui era stato chiuso in una stanza e incatenato. Teresa non vorrebbe accettare, ma è costretta a farlo, perché il commissario la minaccia: se lei non gli darà una mano a rintracciare i proprietari del mobiletto, lui le farà perdere l’affido di Paola.

Il delitto dell’artigiano sembra risolto, quando un secondo omicidio costringe la polizia a riaprire le indagini. Teresa si ritrova coinvolta in prima persona in una storia maledetta che affonda le radici in un passato lontano. Allo stesso tempo, però, sarà costretta anche a fare i conti con il proprio passato, e in particolare con il sentimento profondo che l’ha legata per anni, e forse la lega ancora, al commissario Ardini.

Un bellissimo noir, teso e coinvolgente, che vi afferra sin dalla prima pagina e vi tiene incatenati fino alla fine in una girandola di delitti e sentimenti. La protagonista, Teresa Maritano, è tratteggiata magistralmente con tutto il corredo di emozioni profonde che si dibattono nella sua anima. Ha amato il suo lavoro e ha amato Marco, anche se vorrebbe chiudere quella pagina, girarla, e andare avanti, ma non può, perché, come ognuno di noi sa, c’è sempre qualcosa che ci tiene avvinti al passato e non ci lascia andare. Accanto a lei, il commissario Ardini le fa da contraltare. Freddo, distante, eppure emotivamente fragile, è il passato che ritorna, l’amore che non si dimentica e che le impedisce di continuare dritto per la sua strada.

In una Genova fredda e austera, diversa dalla città solare che tutti abbiamo in mente, i due si muovono all’unisono, si trovano e risolvono il mistero che si cela dietro la morte di Valsi.

Splendida la scrittura di Masella, che riesce a usare la prima persona e l’io narrante in modo da trasmetterti brividi ed emozioni che una narrazione fredda e impersonale non potrebbe mai dare.

Consigliato a tutti gli amanti del noir, e non solo a loro.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

1 Commento

  1. 17 maggio 2018 at 8:05 — Rispondi

    Grazie anche qui

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