Maggio del 1816, l’anno senza estate. La neve color sangue invade le strade di Pietrafina, implacabile come una punizione celeste. Il ritrovamento del cadavere di Don Bonaventura de Avellana, uno degli uomini più in vista del paese, sembra la chiave per riportare a galla delitti del passato, che tutti credevano sepolti. Su richiesta di Carolina, sorella del morto, Giunia Alario si trasferisce nella dimora degli Avellana e inizia a indagare sul delitto. Nonostante sia malvista da tutti per le sue origini, riesce pian piano a vincere le resistenze degli abitanti di Pietrafina e viene così a conoscenza di torbide storie troppo a lungo taciute. Non sa, però, che qualcuno le sta mentendo. E, quando scoprirà l’ultima verità, la sua vita cambierà ancora una volta. Per sempre

Titolo: L’anno senza estate
Autrice: Luce Loi
Genere: giallo storico
Serie: Acqua Rossa, Volume I.
Editore: Triskell edizioni
Pagine: 189
Formato: ebook 4,99 cartaceo 13,00

Non sono una grande amante dei gialli, ma amo gli storici, quindi un romanzo investigativo che non fosse solo ambientato in un’altra epoca, ma che avesse uno sfondo storico e che prendesse lo spunto da un fatto reale e documentato non poteva che suscitare il mio interesse e, conoscendo il lavoro di Luce Loi, avevo aspettative alte.
“L’anno senza estate” non delude.
La trama è solida e Luce Loi è stata molto abile nel far sì che l’identità dell’assassino rimanga nascosta fino all’ultima parte del libro: infatti il lettore è portato continuamente a fare ipotesi diverse sull’autore del delitto.
La protagonista, Giunia, è una giovane donna perspicace e intelligente, le cui circostanze di vita l’hanno portata a essere autonoma, ma allo stesso tempo a non fidarsi molto del prossimo. Ed è proprio lei il centro di questo primo volume della serie e la stella che offusca tutte le altre. Non che comprimari e personaggi minori siano mal tratteggiati, anzi funzionano bene e rendono la storia ricca e variegata, ma Giunia è il personaggio che sicuramente vi rimarrà nel cuore.

Per chi predilige il romanzo storico, come la sottoscritta, forse troverà come unico difetto del romanzo il ritmo della narrazione. Esso è tanto serrato da lanciare il lettore in una rincorsa della trama perché non si vede l’ora di scoprire gli inganni; tanta agitazione, però, va a discapito dell’ambientazione, che rimane sullo sfondo. E in questo caso è un peccato perché la provincia del Regno delle due Sicilie è interessante e soprattutto originale; inoltre l’autrice ha sicuramente una competenza tale in materia da poter sfruttare al meglio questa caratteristica della storia.
In ogni caso, sono sicura che troverete la lettura interessante e non vedrete l’ora di leggere il secondo volume, proprio come me.