Arriva ogni anno, puntuale come una suocera all’ora di cena: San Valentino, il 14 febbraio. La festa dell’amore, dei cuori rossi, delle cene “romantiche” con menu obbligatori e dei fiorai improvvisamente convinti che una rosa valga quanto un gioiello di famiglia.

Ma chi era davvero San Valentino?
Un santo, certo. Un martire, pare. Un uomo che probabilmente non aveva nulla a che fare con orsacchiotti di peluche, palloncini a forma di cuore e prosecco rosé. Eppure, eccoci qui: a celebrarlo come patrono ufficiale di coppie innamorate, relazioni traballanti, primi appuntamenti carichi di aspettative e single rassegnati ma ironici.

L’amore secondo il calendario
San Valentino ha un grande pregio: ricordarci che amare è importante. Ha anche un piccolo difetto: suggerire che lo sia soprattutto quel giorno lì. Come se il 15 febbraio fosse lecito tornare a grugnire risposte monosillabiche e dimenticare di svuotare la lavastoviglie.

Il messaggio implicito è chiaro:
– Se sei in coppia, devi festeggiare.
– Se non festeggi, qualcosa non va.
– Se sei single, coraggio, domani è un altro giorno (ma intanto sorbisci pubblicità di anelli e weekend romantici).

Regali: amore o strategia?
C’è chi giura che “non conta il regalo, conta il pensiero”.
Poi però guarda storto il partner che si presenta con un bigliettino scritto di corsa e una scatola di cioccolatini del supermercato.

San Valentino è anche questo: un delicato equilibrio diplomatico, dove ogni scelta può essere interpretata come prova d’amore eterno o segnale inequivocabile di disinteresse emotivo.

E l’amore vero?
L’amore vero, per fortuna, se ne infischia del calendario.
Sta nei messaggi mandati senza motivo.
Nel tè preparato quando l’altro è stanco.
Nel restare anche quando non è tutto cuori e cuoricini, ma bollette e silenzi.

San Valentino, allora, può diventare una scusa gentile.
Per sorridere.
Per prendersi un po’ in giro.
Per dire “ti voglio bene” con leggerezza, senza la pretesa che basti un giorno a spiegare tutto.

Che tu lo festeggi con una cena a lume di candela, con il gatto sul divano, con un libro o con una pizza condivisa a metà, buon San Valentino.
L’amore, quello vero, apprezza soprattutto l’ironia. E magari anche un buon cioccolatino, tesoro.


P.S. È stato Marcus a insistere per introdurre i cioccolatini. Io sono a dieta…

Copertina: creazione ChatGPT