Ciao,
lo so che da me ti aspetti l’invito a riflettere sulla Giornata dedicata ai diritti delle donne che, bada bene, non è una festa perché non c’è niente da festeggiare. Oggi più che mai.
Però, no.
Sono stanca degli auguri, delle mimose (poverine, sono bellissime quando sono ancora attaccate al loro ramo, lasciamole lì), delle uscite tra amiche una volta l’anno, delle solite battute “ma la festa dell’uomo quand’è?”.
Sono stufa anche di ripetere che una giornata dedicata alle donne non dovrebbe esistere, perché il rispetto dei diritti dovrebbe essere acquisito, scontato.
Ciò che succede nel mondo è sotto gli occhi di tutte e tutti coloro che hanno voglia di ascoltare, informarsi, fermarsi a riflettere. Niente di ciò che chi ha lottato e pagato prima di noi e per noi va dato per scontato e acquisito.
Il tanto vituperato FEMMINISMO è necessario (per tutt*: maschi, femmine, persone non binarie), oggi più che mai.
Anche nel mondo dei libri, anche nelle storie di fantasia.
Il 22 e 23 febbraio ho partecipato a OBLIVION, la fiera romana del fantastico.
Il 28 febbraio sono stata coinvolta nell’evento “Parole in circolo – Le donne contano”.
Il prossimo 15 marzo sarò a Milano per il Festival del Romance Italiano.
In tutte queste occasioni si è parlato (e si parlerà) di quanto sia importante la presenza della voce delle donne, in qualsiasi forma sia declinata: storie, poesie, editoria.
E non perché esista una “scrittura al femminile”, no.
Semplicemente perché le voci di più della metà del genere umano hanno il sacrosanto diritto di trovare spazio, di raggiungere lettrici e lettori, di farsi ascoltare, di competere per premi importanti, anche di risultare fastidiose, urticanti, ma presenti.
Se la storia del genere umano non avesse assistito all’orrore del sistematico silenziamento delle menti, dei pensieri, delle idee, delle creazioni delle donne, hai mai pensato a quante opere d’arte, quanta musica, quanta bellezza, quante scoperte scientifiche in più avremmo oggi? Io ci penso spesso. Nei libri di storia le donne appaiono, se appaiono, come figure marginali. Nei testi di storia della letteratura sono quasi completamente assenti. In ambito scientifico spesso si sono viste rubare idee e brevetti. E nessuno si è mai preso la briga di denunciare la guerra intestina che il genere maschile ha dichiarato (e vinto per millenni) ai danni dell’altra metà del cielo. Davvero vogliamo tornare indietro?
Davvero ci accontentiamo di mimose, cene a tema, cioccolatini e 24 ore di presunta libertà?
Oppure vogliamo cambiare le cose?
Come? Pensandoci, riflettendo, sostenendo la creatività femminile in ogni ambito.
Al FRI – Festival del Romance Italiano, porto le mie storie rock.
Mi dicono che quando ho scritto i primi due romanzi – “Give me wings to fly” e “I don’t care if I die” – dovevo essere parecchio inc… ollerita con il mondo che ci circonda, con la discriminazione, con i social network, con i leoni e le leonesse da tastiera. Vero. E nel terzo volume – che spero di far uscire per il mio compleanno a giugno – lo sarò ancora di più. Perché scrivere non è un atto neutrale, non deve esserlo mai.
Le immagini dell’articolo e quella utilizzata per la copertina (creata con Canva) sono state inviate dall’autrice, Laura Costantini.
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