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Recensione: Lezioni di disegno, di Roberta Marasco

Un amore finito, un impiego insoddisfacente lasciato indietro e una vita che, a 39 anni, non ha ancora messo radici e sta tutta in una valigia. Come quella con cui Julia arriva a Barcellona, nella lussuosa villa di Pedralbes che lei e le sorelle sono costrette a vendere dopo la morte della madre Gloria.
Fra i ricordi di un padre autoritario e severo, complice della dittatura franchista, e i segreti di famiglia occultati fra le pareti delle stanze deserte, Julia ritrova anche una fotografia della madre da giovane, abbracciata a un bellissimo sconosciuto.
Alle prese con la sfrenata nipote, figlia della ribelle Olga, Julia si trova a fare i conti con un passato pieno di rivelazioni.
Dalla Barcellona in fermento degli anni Settanta, quella delle prime manifestazioni e delle assemblee femministe, dell’amore libero, della musica e della controcultura, emerge il volto segreto di Gloria, una donna che la figlia conosceva solo a metà, capace di vivere una passione clandestina e travolgente che molto ha da insegnare, sull’amore e sulla vita. E sulle ribellioni silenziose che ci conducono verso i nostri sogni.

Titolo: Lezioni di disegno.
Autrice: Roberta Marasco.
Genere: Narrativa contemporanea.
Editore: Fabbri.
Prezzo: euro 9,99 (eBook); euro 14,58 (cartaceo).

Julia, Olga e Anna. Tre sorelle che si riuniscono per vendere la villa di Pedralbes, la casa di famiglia. Tre donne, diverse l’una dall’altra, ma unite da un passato che condiziona ancora i loro giorni, le loro vite. Tre modi di amare gli altri e se stesse. Spesso sbagliati, impacciati modi di amare.

La voce narrante è quella di Julia, 39 anni, un’esistenza fra alti e bassi, con questi ultimi che sembrano prevalere: non ha un lavoro, non ha un uomo. Una vita per sottrazione, insomma.

Dal passato, in un gioco di specchi, appare una seconda voce narrante, quella di Gloria, la madre. Sposata a un uomo legato al regime franchista, fragile, abituata a usare la resilienza per sopravvivere, per mantenere dentro di sé un barlume di umanità, di colore, di calore.

Incombe su tutte la casa avita: grande, lussuosa, piena di oggetti meravigliosi, vuota di aria. Non si respira nella villa di Pedralbes, le mura ti soffocano, ti ricordano ciò che vorresti dimenticare, o che hai cancellato per poter andare avanti.

Su questa base, Roberta Marasco imbastisce una storia doppia: quella di Julia-oggi e quella di Gloria-ieri. Un gioco a rimpiattino. A ogni capitolo, scopriamo qualcosa di due storie piene di oscurità. Un amore lontano e uno a cui -forse- tornare. Per due uomini che svelano a poco a poco i propri segreti.

L’ho detto e lo ripeto: questo 2018 mi ha portato alcuni libri che ho letto davvero con piacere. Con quella gioia che scaturisce da una bella storia, narrata con una lingua preziosa. Una sensazione che ti fa interrompere la lettura, ogni tanto, per racchiuderti in te stessa, per rivivere quella pagina che hai letto, che ti ha fatto piangere, o ridere, o semplicemente ricordare. L’ho fatto anche con “Lezioni di disegno”, il mio “più bel romance” di questo primo semestre del 2018. Ho stretto a me il tablet, per una volta rimpiangendo il peso dolce del libro di carta, l’odore della pagina stampata. E ho ringraziato Roberta Marasco per alcune ore di pura felicità.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 19 giugno 2018 at 7:37 — Rispondi

    Cara Babette, non hai idea, hai descritto esattamente quello che inseguivo io mentre lo scrivevo e trovare la tua recensione il mattino dell’uscita è stato un regalo prezioso. Grazie grazie grazie di cuore!

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