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Recensione: L’assaggiatrice di tè, di Giulia Dal Mas

Tra preziosi tè giapponesi e il ricordo di un antico amore, lo svelarsi di un segreto nascosto nel cuore di Siena.

Vanessa vive a Siena dove è arrivata dal Giappone: là sua nonna Magiku le ha insegnato l’arte del tè quando era ancora una bambina. Nella città toscana ha aperto una raffinata sala da tè, dove accoglie i clienti con sorprendenti miscele personalizzate.
Magiku e Vanessa. Nonna e nipote. Geisha e assaggiatrice di tè. Un legame profondo per la ragazza, anche ora che la nonna non c’è più, velato dal mistero della vecchia lettera che ha trovato tra le sue cose: un addio, intriso di sentimenti e spedito da lontano.

Un giorno Vanessa incontra Giorgio, il proprietario del vecchio edificio, nella contrada della Civetta, che la sua amica Celeste intende trasformare in una scuola di danza. L’intesa è immediata e il desiderio di conoscersi li porta a trascorrere sempre più tempo insieme: accompagnata dal fervore del Palio e dalla passione generata dagli eventi che lo scandiscono, l’attrazione tra i due si rafforza finché, durante una breve vacanza in un casale sulle colline, si scoprono involontari protagonisti di una storia iniziata molti anni prima. È una vicenda lontana, che ha segnato il loro passato e minaccia di sconvolgere irrimediabilmente anche il loro futuro.

Riuscirà Vanessa a trovare le risposte che cerca su Magiku e su quel misterioso e profondo amore di cui non le ha mai parlato? La sua storia con Giorgio riuscirà a sopravvivere ai colpi che le riserverà il destino?

Titolo: L’assaggiatrice di tè.
Autrice: Giulia Dal Mas.
Serie: Villa Matilde, la casa degli amori ritrovati. Volume III.
Genere: Narrativa contemporanea.
Editore: Amazon Publishing.
Prezzo: euro 3,99 (eBook); euro 9,99 (copertina flessibile).

Vanessa è un nome insolito per una ragazza giapponese. Non così insolito però se la nonna che l’ha cresciuta come una madre e le ha tramandato l’amore per il tè è stata anche una bellissima gheisha che tra le sue infinite doti aveva coltivato anche la lingua italiana. Ed è proprio l’Italia a giocare un ruolo decisivo nella vita tranquilla di Vanessa, perché la morte della nonna le farà conoscere una vecchia storia d’amore che la condurrà a Siena.

La storia quindi si avvia su questi due diversi piani temporali, da una parte Vanessa e la sua casa del tè a Siena, dall’altra Magiku e la sua sete di libertà da una vita che altri hanno comprato per lei facendone una gheisha.

Ho trovato decisamente più fluido e avvincente il racconto nel passato. La vita della giovane gheisha è stretta nella morsa di un destino che non le appartiene e si riesce a percepire la malinconia con cui Magiku vive la routine delle sue mansioni. La storia d’amore poi è al tempo stesso intensa e composta, come ti aspetti che sia l’amore di una donna che ha imparato per anni a nascondere le proprie emozioni. A mio avviso, invece, la parte contemporanea manca di vitalità. Vanessa e la sua passione per il tè non sono riuscite a catturarmi. Ogni scena, ogni dettaglio – dalle ricette del tè alla minuziosa descrizione della città di Siena e delle sue tradizioni – sono perfetti, ma didascalici e non c’è stato un solo momento in cui sia riuscita a non sentirmi solo ‘spettatrice’ di un immenso documentario.

Ho scoperto solo a fine lettura che questo è il terzo episodio di una serie che coinvolge le altre amiche di Vanessa, e non so se arrivare a questo ultimo libro con l’aiuto degli altri avrebbe potuto darmi di più. Resta comunque la sensazione di aver avuto tra le mani una storia che avrebbe potuto essere emozionante e che invece mi ha solo tenuto compagnia.

Quattro stelle (soprattutto per lo stile, quello sì, impeccabile).

 

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Dalida Lorenzi

Dalida Lorenzi

Nell'attesa di arrivare viva a festeggiare quota 100, trascorro il mio tempo davanti ad uno schermo, che sia quello del pc (da Impiegata per necessità e da Grafica per hobby), della tv o del reader.
Cambierei volentieri il fiumiciattolo dietro casa con il Tamigi, ma devo accontentarmi di sublimare la mia passione per tutto quello che è british con l'aiuto di santa-subito BBC e consorelle.
Un sogno nel cassetto? Uscire dal cassetto!

1 Commento

  1. maria
    2 Marzo 2019 at 12:36 — Rispondi

    ho letto i due precedenti, sono scritti bene ma mi hanno emozionato molto poco. Descrizioni anche troppo impeccabili. In entrambi il medesimo schema. Temo che anche il terzo sia analogo.

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