Nato durante la terribile pestilenza del 430 a.C., il giovane Alessia cresce in anni cruciali per la storia di Atene, dei quali è testimone e protagonista. Il periodo è segnato dalla guerra contro Sparta e dal regime dei Trenta Tiranni; e poi l’ascesa e la caduta di Alcibiade, la disastrosa spedizione siciliana, la rivolta democratica di Trasibulo… Ma è anche l’epoca dei simposi di Socrate, delle discussioni nell’Agorà con Platone, Senofonte, Fedone. Fanciullo di rara bellezza, atleta ai Giochi Istmici, soldato e marinaio al servizio della patria, Alessia diventa efebo e poi uomo accanto al giovane Liside, l’amore della sua vita. Primo romanzo di Mary Renault ambientato nella Grecia classica, “Le ultime gocce di vino” (1956) – a suo tempo giudicato scandaloso per la naturalezza con cui affronta il tema dell’omosessualità maschile – è una emozionante vicenda di formazione sullo sfondo di un sontuoso affresco storico, che restituisce vividi nei dettagli quotidiani gli usi, la mentalità, i sentimenti dei personaggi – in parte realmente esistiti – mentre ricostruisce i grandiosi movimenti storici e politici dai quali è sorta la civiltà occidentale.

Titolo: Le ultime gocce di vino.
Autrice: Mary Renault.
Genere: Romanzo storico.
Editore: Mondadori.
Prezzo: euro 7,99 (eBook); euro 13,78 (copertina flessibile).
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Mi aspettavo l’intensità de “Il ragazzo persiano” e non l’ho trovata. Perché la storia di Alessia e Liside è la storia di un amore senza drammi e senza ostacoli, codificato dalle usanze dell’Atene del IV secolo avanti Cristo. Alessia sa che verrà corteggiato, sa che potrà scegliere il proprio amante-mentore, sa che avrà la benedizione della famiglia. Ragazzino amante della filosofia di Socrate, poi soldato, poi marinaio, poi uomo, sempre al fianco di Liside in un rapporto che unisce amore (lo sappiamo, ce lo dicono, ma per molte pagine, è semplicemente raccontato), amicizia, cameratismo e complicità. L’evoluzione di questo tipo di rapporti nella Grecia antica era altrettanto codificata: si diventava adulti, si sceglieva una moglie, si diventava padri. Alessia non sembra intenzionato, Liside sì, sceglie una fanciulla e la sposa sotto lo sguardo ancora complice, eppure addolorato di Alessia. E, senza fare spoiler, quando l’assedio di Atene genera una carestia in città, l’intensità decolla e Alessia compie scelte che parlano di un amore intenso, enorme, generoso. Leggere questa storia è stato faticoso per circa tre quarti, interessante per l’approfondimento storico e culturale, ma non coinvolgente. L’ultimo quarto, finalmente, ha assunto il passo giusto (per me) e sono felice di non essermi arresa. Molto belli i personaggi di contorno, la giovane Talia, la coraggiosa matrigna di Alessia, Merone il padre che alla fine capisce quanto valesse quel figlio che avrebbe voluto esporre da neonato, e poi Socrate, Platone, Fedone, Senofonte, Alcibiade, Crizia. Lettura consigliata, ma bisogna avere un po’ di pazienza.

OoO

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Copertina: elaborazione Canva (foto di Laura Costantini -di proprietà della stessa- e cover del libro recensito).