Cose che non esistono di Andrea Berneschi è una raccolta di racconti weird e horror che mescola realismo e incubo, ironia e visione. In queste storie il quotidiano si deforma lentamente, rivelando crepe da cui filtrano l’inquietudine, il grottesco e l’assurdo.
Con uno stile elegante e cristallino, Berneschi costruisce mondi dove il confine tra realtà e allucinazione si dissolve. Ogni racconto è un piccolo universo autonomo: un viaggio dentro paure antiche e ansie moderne, fra satira sociale, horror cosmico e lampi di feroce umorismo.
Considerato una delle voci più originali del weird italiano contemporaneo, Andrea Berneschi firma con Cose che non esistono la sua opera più matura: un libro per chi ama Lovecraft e Barker ma cerca una scrittura autentica, capace di sorprendere, disturbare e affascinare fino all’ultima pagina.

Titolo: Cose che non esistono.
Autore: Andrea Berneschi.
Genere: weird e horror. Antologia di racconti.
Editore: Spaghetti Weird.
Prezzo: euro 15,20 (copertina flessibile).
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Quattro stelle su cinque.
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Conoscevo già Berneschi. Non avevo dubbi sulla sua capacità di illuminare le zone d’ombra. Mi sono piaciute? Non tutte, lo dico. Ed è il motivo per cui non gli affibbio cinque stelle. Mi fermo a quattro. E vado a spiegare. Questa è una raccolta di racconti e nessuno, da che ho memoria delle mie letture, riesce a mantenere altissima la qualità dei propri racconti. Posso dire? Con un romanzo è più facile. Qui ogni volta devi acchiappare chi legge, bloccarlo e mollargli un pugno nello stomaco con tutto il weird che ti viene in mente. Il problema è che chi legge mica se ne sta lì, fermo e tranquillo, ad aspettare che tu lo colpisca. Sguiscia, svicola, fa smorfie, non si lascia bloccare. Ecco, a me questo libro ha cominciato a bloccarmi veramente e a tempestarmi di cazzotti da pagina 101 con “Grandi Capitali Europee”. Da lì in poi i colpi sono andati a segno quasi tutti. Sono riuscita a parare “Il sesso non esiste”, però poi è arrivata una tripletta da knock out con “Le cose che non esistono” (un finale pazzesco!), “Le streghe della notte” (una sola parola: meraviglioso!), “Mario e Alfredo” (della serie ti prendi un pugno dritto sui denti e, comunque, ti diverti). Ero già lì con l’arbitro che contava quando ho gettato la spugna con “Terra bruciata” (che avevo già apprezzato sulla rivista “Curioso”). Ecco, non so se vi basta, come suggerimento. Aggiungo che Berneschi picchia (narrativamente parlando) come un fabbro e che di tutte le cose che ha raccontato, sono poche quelle che non ha reso spaventosamente reali. Leggetelo.

Di Laura Costantini, la nostra amata recensora, vi suggeriamo POTERE ARCANO.

Un rito fra le rovine di Stonehenge.

1887. Solstizio d’estate. Aster e Astrea non hanno ancora compiuto quattordici anni quando tutto il loro mondo si capovolge. Già orfani di madre, assistono imponenti all’esisto disastroso di un rito celebrato dal Duca di Sarumhold, il loro padre, tra le rovine di Stonehenge. Profondamente feriti nel corpo e nell’anima, orfani di entrambi i genitori, si trovano a gestire le conseguenze di una scoperta che renderà invincibile l’Impero britannico. Tra complotti, ambizioni e tragiche scoperte, Aster e Astrea prenderanno strade diverse mentre un Potere Arcano dilaga nel regno della Regina Vittoria.

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