Pensieri sparsi

Il primo libro non si scorda mai (prima puntata)

Segnalazione: l’ultimo libro (l’ottavo, il nono?) di un’autrice che tutti aspettavamo.
News: il nuovo romance di questo autore che ha fatto sognare milioni di donne.
Tutto bello, tutto vero, ma… quando hanno cominciato l’autrice che tutti aspettavano e l’autore che ha fatto sognare milioni di donne? L’abbiamo chiesto in giro, e tutti hanno risposto, anche chi era al primo libro e ai patemi da debutto. Perché, si sa, il primo libro non si scorda mai.

ALICE LAND (che conoscete come Alice Elle) è una lettrice seriale, scrive per il lit-blog New Romance Italia. A Second Life è il suo primo romanzo.

Il mio primo racconto? Un concorso scolastico, quindi si parla di una ventina d’anni fa. Il tema era la discriminazione e io scrissi di una rondine albina di nome Bianca. Sì lo so, viva la fantasia, ma avevo 13 anni… e del tutto a sorpresa vinsi. Il racconto finì nel paginone centrale del giornalino scolastico.

Mi ero divertita, la scrittura mi piaceva, ma era faticosa e io preferivo leggere, quindi archiviai l’evento come trascurabile e non scrissi più.

Poi, all’incirca una decina di anni fa iniziai a bazzicare su EFP. Un sito con racconti e romanzi gratis era una manna per me, che ne divoravo 2-3 alla settimana. Sul quel sito ho letto degli orrori, ma ho letto anche delle meraviglie. Alcune di quelle autrici ora sono pubblicate da importanti Case editrici, oppure sono autrici self di qualità e di successo. Mi fu di ispirazione. Rese la scrittura qualcosa che poteva essere alla mia portata.

E iniziai a pensare. Di sicuro volevo scrivere un romance, su questo non avevo dubbi. Ma cosa? Ero stanca delle solite storie, delle solite ambientazioni in America, dei soliti protagonisti (miliardari & co.). Volevo scrivere di persone normali, una storia semplice, in cui le lettrici avrebbero potuto identificarsi con naturalezza. E volevo qualcosa di originale. L’input? Una chiacchierata in pausa caffè con una collega, che mi ha raccontato di come sua cugina ospitasse i “bambini di Chernobyl”. Mi colpì tantissimo e iniziai a ragionarci su.

Scrissi i primi capitoli di A Second Life, ma non mi convincevano. Non erano entusiasmanti e se non ero convinta io, chissà che avrebbero pensato il lettori. Finì nel cassetto.

Poi ormai due anni e mezzo fa è venuto il blog. Un’avventura imprevista e bellissima, che mi ha fatto diventare una lettrice più attenta e consapevole. Prima del blog, non avrei saputo dire cosa mi era piaciuto di un libro e perché. I libri li divoravo, non li gustavo. Doverne parlare in modo sensato, doverli recensire in modo da comunicare “l’anima” del romanzo ai followers mi ha obbligato a fare più attenzione, a notare lo stile, la credibilità della trama, la coerenza dei personaggi ecc… Sono diventata una lettrice più esigente.

Dopo un anno di recensioni, mi sono resa conto che scrivere mi veniva naturale e che le mie capacità si stavano affinando (Se leggo le mie prime recensioni, mi viene da piangere).
Così ho ripreso in mano quella storia, prendendola come una sfida con me stessa e una sfida a tutti quelli che commentano “Chi sa fa, chi non sa insegna”. Spesso come blogger mi veniva contestato di non sapere di cosa stavo parlando perché “Non avevo mai scritto un libro”. Be’, sono un’ariete. Sono cocciuta come un mulo. Ho scritto il libro ed è piaciuto più di quanto mi aspettassi.

Mi sono appena resa conto che ho scritto un tema!
Che dire? Se qualcuno è stato così coraggioso da arrivare alla fine, me lo dica che gli regalo il mio libro! Mi pare il minimo.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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