Ne abbiamo parlato nel Gruppo Facebook (ci trovate qui), mercoledì scorso. L’argomento era, precisamente: classici vs contemporanei. Quali scegliete più spesso e perché?
Il confronto ha mostrato un rapporto molto personale e mutevole con i classici. Alcuni partecipanti raccontano di averli letti intensamente in gioventù, per poi allontanarsene nel tempo a favore di romanzi contemporanei, thriller, storici o letture considerate più “leggere” e immediate. Altri, invece, continuano a considerarli una presenza importante, anche se affrontati senza obblighi o rigidità.
È emersa spesso l’idea che la scelta della lettura dipenda dall’umore, dal momento della vita e dal bisogno del momento: evasione, riflessione, conforto o semplice intrattenimento. Diversi interventi sottolineano come certi classici restino immortali non per imposizione scolastica, ma perché capaci di parlare ancora ai lettori moderni.
Jane Austen viene citata con particolare affetto e ammirazione, come esempio di autrice in grado di raccontare l’animo umano con straordinaria lucidità. Al tempo stesso, qualcuno osserva che l’esperienza scolastica può avere reso alcuni classici meno attraenti, associandoli a letture obbligatorie anziché a un piacere spontaneo.
Molti partecipanti sembrano concordare su un punto: non esistono letture “giuste” o “sbagliate”. Conta soprattutto il piacere di leggere, che si tratti di un romanzo dell’Ottocento o di un thriller contemporaneo.
La mia riflessione
Credo che i classici abbiano un destino curioso: spesso vengono scoperti troppo presto. A scuola li leggiamo con l’ansia dell’analisi, del voto, del “cosa voleva dire l’autore”. Poi, anni dopo, capita di riaprirli liberamente e di accorgersi che dentro quelle pagine c’è ancora vita vera.
Non tutti i classici parlano a tutti, naturalmente. Alcuni invecchiano, altri restano sorprendentemente moderni. Ma quando un libro scritto due o tre secoli fa riesce ancora a emozionare, irritare, far riflettere o persino divertire, allora significa che ha superato il tempo. Ed è forse questa la vera definizione di classico.
Intervenuti (in ordine alfabetico):
Antonella Sacco
Babette Brown
Eward C. Bröwa
Fernanda Romani
Giovanna Barbieri
Milka Gozzer
Copertina creata con ChatGPT.
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