Se hai un gatto hai notato questo libro. Non fosse altro che è stato creato per somigliare a una scatola di crocchette. Sfogliandolo leggerai di gatti che salvano il mondo, lo distruggono, o ci giocano come fosse un gomitolo di lana gigante.
Gatti che invocano divinità o lo sono essi stessi, gatti che fanno le fusa, che indagano, combattono per proteggere i loro amici a prescindere dal numero di zampe, o che agitano le vibrisse per esprimere il proprio felino distacco.
Le autrici e gli autori hanno deciso di sostenere la Lega Italiana Fibrosi Cistica devolvendo i ricavi della vendita a quest’Associazione, che da oltre 40 anni è al fianco di persone con fibrosi cistica e le loro famiglie.
Titolo: Gattonomicon – Il libro dei gatti.
Autori e Autrici: M. Maitana Azzena, S. Dal Cin, P.A. Ferretti, A. Dell’Amico, M. Zambelli, A. Stella, A. Tommasi, K. Blacksmith, M. Spina, A. Venturo.
Genere: Narrativa su animali (antologia di racconti).
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 4,90 (eBook); euro 13,90 (copertina flessibile).
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Dieci autori e autrici, quindici racconti che spaziano dal fantasy al contemporaneo, attraversando fantascienza e sfumature horror. Questa antologia, il cui ricavato andrà a sostegno della LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica), è un felice connubio di stili e tematiche diverse con un elemento in comune; i protagonisti felini. Qui i gatti possono assumere qualunque ruolo: devoti famigli di streghe, feroci emissari di antiche divinità, fedeli compagni di vita di umani che hanno bisogno di loro.
Assistiamo a una passerella di caratteri profondamente diversi: gatti pigri e indolenti, guerrieri reduci da eterne battaglie, scanzonate bande di protettori felini. Uno degli assi vincenti della raccolta è proprio questo: la varietà. Ogni storia è una sorpresa, una vicenda da scoprire e da assaporare con calma. Autori e autrici hanno messo in campo idee originali e temi consueti espressi attraverso stili diversi, ma il risultato è sempre un’ottima scrittura.
Qualcuno ha anche sfatato il mito del micio tenero e pacioso, facendoci conoscere figure feline che non vorremmo mai incontrare. Altri ci sorprendono con idee originali, come nel racconto “L’ultima pinta” di Aurora Stella dove ci ritroviamo in una taverna frequentata da personaggi della letteratura fantastica come Frankenstein, Dracula, l’Uomo Invisibile e, naturalmente, il Gatto Mammone.
Singolare anche “Bastet”, di Andrea Venturo, dove l’ispettore che indaga su misteriose morti si chiama Nicola Giraldi e chi ha la mia età riconosce subito il personaggio reso celebre negli anni ’70 da Tomas Milian.
E cosa dire della tenerissima storia raccontata ne “Il patto”, di Kathy Blacksmith? Un cesto di gattini sul quale è stato gettato un antico incantesimo passa di mano in mano, diventando ogni volta nido dei compagni di vita di anziane persone sole.
Chiude la raccolta lo spassoso “Modestamente… gatti siamo”, di Andrea Venturo. Ambientato a Napoli, dove una banda eterogenea di felini si prende cura degli umani amici, favorisce storie d’amore e magari fa pure arrestare delinquenti. Tutto questo parlando in napoletano, naturalmente. Delizioso il racconto e gustosa la nota dell’autore dove spiega tutti i riferimenti che ha disseminato nella storia, da Fabrizio de André a Bud Spencer.
Una buona e piacevole lettura.
Quattro stelline.
Copia acquistata.
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Di Fernanda Romani vi segnaliamo l’ultimo romance uscito: LA TORRE CHE CANTA. Ne abbiamo parlato QUI.
Tristan, studente universitario, è entusiasta dell’idea del suo amico Alexander Merlin, aspirante druido, di passare a Stonehenge la notte del solstizio di primavera per un esperimento magico.
L’incantesimo riesce: la Torre-che-canta è davanti ai loro occhi, splendida emanatrice di armonia.
Quando Tristan ci cade dentro, però, l’entusiasmo scema, lasciando il posto a un vago senso di inquietudine.
Uscito dalla torre, il giovane scopre con terrore che il mondo dov’è arrivato non è il suo.
O, forse, non lo è ancora.
Mentre si guarda attorno incontra Mador, abiti medievali e sorriso sensuale. Il nuovo venuto potrà aiutarlo a tornare a casa?
E… Un momento! Cosa ci fa lì un certo Merlin?
L’epoca di re Arthur non era una leggenda?

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