Abbiamo parlato della Serie Bridgerton, tratta dal primo volume di Julia Quinn (Il Duca e io, in fondo all’articolo copertina e trama) e Monica Altobelli, che tutti conosciamo come Missing Sun, ha detto la sua. Ed è un decisissimo SÌ.

Non è il classico period drama, ma l’ho trovato accattivante, insolito, ironico, fluo, spassoso, irriverente, iconico. La linea del ‘politically correct’ non ha sconvolto le storylines, né la verve, la frizzantezza, lo spirito e l’ironia della saga che restano il fulcro della storia. Simon non avrà i capelli castani e gli occhi chiari, ma è esattamente il Duca fatto e finito della saga, con un backgound pesante di insicurezze e non accettazione, una diatriba interiore e un animo blindato contro le emozioni. La serie Bridgerton non è un trattato storico, né un documentario, non è fedelissima alla saga che lo ha ispirato, ma la stessa saga non è fedelissima alla storia. Non si può ironizzare sull’epoca Regency, sulle sue regole, sulle sue fissazioni, sui suoi vizi e sulle sue virtù se non la si padroneggia in modo approfondito come Julia Quinn, che sa prendersi evidenti e spesso esasperate ‘licenze’.
I miei personaggi preferiti sono Eloise e Penelope, due donne evolute e in cerca di emancipazione, un inno all’Amicizia, alla Sorellanza, alla Lealtà.
Mi piace come il bellissimo rapporto di complicità fra Eloise e Benedict abbia avuto risalto anche nella serie. Aspetto con ansia la prossima stagione dedicata ad Anthony, uno dei miei personaggi preferiti. Uno sbattere d’ali molto rumoroso ha annunciato, sul finire dell’ottava puntata, quasi un passaggio del testimone, che ovviamente può essere colto solo da chi ha letto la saga.
L’esasperazione dei tratti fisici, razziali e comportamentali, far diventare delle macchiette alcuni personaggi, come la Regina, a mio avviso ho un triplice scopo: far risaltare maggiormente l’assurdità di alcune regole, omaggiare alcuni period drama del passato, uno fra tutti Maria Antonietta della Coppola e rendere il ‘carrozzone’ più appetibile per l’audience media che non si avvicinerebbe mai a un ‘classico’.
Netflix sa vendere bene, è il suo mestiere. La rivisitazione in chiave classica di alcuni brani moderni ha creato una colonna sonora che sarà molto amata/scaricata/ascoltata, una vera ciliegina sulla torta.
Ben fatto Netflix, brava Julia Quinn, produttrice esecutiva della serie, bravissima Shonda Rhymes, sceneggiatrice e “maga”. Riusciranno a sdoganare il period drama e farlo diventare mainstream? Me lo auguro e questo mi fa ben sperare per il futuro del mio period drama preferito, Sanditon. Sosterrò sempre la tv period/romance/fantasy contro quella dei reality spazzatura.
Per il politically correct… negli USA la fa da padrone, ma qui, seppur molto pesante (oltre il 40% del ton è multietico, compresa la Regina), non ha comunque sconvolto la trama originale, sia nei personaggi principali, Simon in primis, sia in quelli secondari, come Marina, presente nella saga marginalmente come lontana cugina dei Brigerton nel quinto libro (quello dedicato a Eloisa), come moglie di sir Philllip Crane, già intravisto nella prima stagione.

QUI per conoscere gli otto libri della saga dei fratelli Bridgerton (articolo dell’1 settembre 2020).

Londra, 1813. Simon Arthur Henry Fitzranulph Basset, nuovo duca di Hastings ed erede di uno dei titoli più antichi e prestigiosi d’Inghilterra, è uno scapolo assai desiderato. A dire il vero, è letteralmente perseguitato da schiere di madri dell’alta società che farebbero di tutto pur di combinare un buon matrimonio per le loro fanciulle in età da marito. E Simon, sempre alquanto riluttante, è in cima alla lista dei loro interessi.
Anche la madre di Daphne Bridgerton è indaffaratissima e intende trovare il marito perfetto per la maggiore delle sue figlie femmine, che ha già debuttato in società da un paio d’anni e che rischia di rimanere – Dio non voglia! – zitella.
Assillati ciascuno a suo modo dalle ferree leggi del “mercato matrimoniale”, Daphne e Simon, vecchio amico di suo fratello Anthony, escogitano un piano: si fingeranno fidanzati e così saranno lasciati finalmente in pace.
Ciò che non hanno messo in conto è che, ballo dopo ballo, conversazione dopo conversazione, ricordarsi che quanto li lega è solo finzione diventerà sempre più difficile. Quella che era iniziata come una recita sembra proprio trasformarsi in realtà.
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