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Recensione: Rebel, il deserto in fiamme, di Alwyn Hamilton

Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento. Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il sultano di Miraji e il figlio in esilio, il principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l’ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell’acqua… Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.

Titolo: Rebel, Il deserto in Fiamme. Serie Rebel of the Sands, Volume I.
Autore: Alwyn Hamilton.
Genere: Fantasy.
Editore: Giunti.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 6,71 (copertina flessibile); euro 14,45 (copertina rigida).

Di solito, non amo il genere YA (young adults), preferisco storie che trattino di personaggi più maturi, ma questa saga sembra creata apposta per stuzzicare la mia curiosità.
Prima di tutto, una protagonista femminile, Amani, che aspira a fuggire dalla sua condizione sociale, condizione determinata dal fatto di essere nata donna.Poi, un’ambientazione esotica e arabeggiante, fatta di deserti e creature magiche.
L’autrice ha scritto un fantasy che affronta una tematica molto moderna, la ribellione di una ragazza a una società dove, in quanto femmina, non conta nulla, e ne fa una storia rutilante e piena di colpi di scena.
Sicuramente si può definire un romanzo d’azione. Non mancano duelli, sparatorie, inseguimenti, combattimenti, scene drammatiche e situazioni al limite della credibilità, degne di un film di Indiana Jones.
Amani, sedicenne, abilissima tiratrice, deve tenere nascosto il proprio talento perché proibito alle donne. Coglie l’occasione per scappare verso una meta che le dà speranza per una vita migliore e, soprattutto, più libera. Una fuga che si trasformerà in un’avventura senza respiro, dove sarà costretta a usare ogni mezzo pur di perseguire il suo scopo. L’incontro con Jin, misterioso rivoluzionario, le farà conoscere i ribelli che tramano contro il sultano, un tiranno deciso a sfruttare i metodi più sporchi e sanguinari pur di conservare il potere. Un despota reazionario e bigotto contro un principe portatore di idee nuove e illuminate, a capo di un manipolo di seguaci dove donne con poteri magici non vengono trattate come demoni da bruciare, ma come preziose alleate, e dove una donna intelligente, dotata di grandi capacità strategiche, può essere considerata un’abile comandante, non semplicemente carne da letto.
L’autrice ha lavorato sul world building con grande abilità, costruendo un mondo credibile, dettagliato, dove si respira la polvere del deserto, l’oppressione a cui devono sottostare le donne, gli aneliti di libertà di chi vorrebbe cambiare le cose. In questo contesto ha inserito protagonisti ben delineati, ognuno con le proprie peculiarità e con aspetti caratteriali a volte irritanti, ma utili a evitare di farne dei “perfettini”.
La storia è chiaramente diretta a un pubblico femminile. Amani è la protagonista assoluta, è solo lei che racconta la storia, in prima persona; ci fa vivere la sua condizione di donna in un mondo dove questo significa essere zero. Ci rende partecipi delle sue aspirazioni, della sua ribellione che si realizza non solo imparando a sparare, ma diventando la migliore tiratrice del territorio. Tutto questo senza potersi dichiarare, costretta ad agire con il volto coperto e vestita da uomo. Una ragazza a cui non interessa un matrimonio combinato con qualche anziano pretendente o con chiunque non sia scelto da lei. La sua disperata ricerca della libertà, contro tutto e tutti, per portare a compimento il proprio sogno senza guardare in faccia nessuno, è un anelito che molte di noi hanno dimenticato, convinte che sia acqua passata o un problema di altre culture. Sicuramente l’ambientazione esotica contribuirà a consolidare quest’ultima opinione ma, osservando la storia in maniera più ampia, vi si può leggere un problema che esiste da millenni: la sistematica oppressione delle donne.
Naturalmente, la vicenda non si sofferma su questioni filosofiche: si tratta pur sempre di un romanzo d’avventura e credo sia facile immaginare che negli altri due volumi si svilupperà anche un aspetto romance.
Lo stile è semplice e accattivante; la struttura della storia è costruita con abilità, dotata di colpi di scena che non solo caratterizzano ogni capitolo, ma spesso rovesciano situazioni e prospettiva.

Cinque stelline.
#copiaacquistata

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Fernanda Romani

Fernanda Romani

Fernanda Romani è autrice della Saga Fantasy "Endora".
Socia di EWWA, collabora come "recensora" con il nostro Blog.

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