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The Acrobat – Un sogno lungo cinque giorni, di Agnes Moon

Quando due anni fa si è prospettata la fantastica eventualità di vedere il mio Acrobata  in teatro, la prima cosa che ho pensato è stata: “Come faccio ad andare a Malta?”
E sì, lo so che con un’ora di aereo ci si arriva, ma… ahimè, ho il terrore di volare ed essendo la paura una sensazione illogica, non c’è stato discorso sensato (è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo, guarda che la macchina è più pericolosa e bla bla bla) che abbia potuto farmi cambiare idea.
Così, utilizzando la scusa meschina di una luna di miele tutta per noi, ho costretto il mio povero marito a un viaggio lunghissimo comprensivo di macchina, traghetto e ulteriore traghetto per Malta. Una vera traversata, ma ne è valsa la pena, perché questi cinque giorni sono stati tra i migliori della mia vita.

È difficile descrivere l’emozione di salire sul set raffigurante in maniera perfetta l’idea decadente e misteriosa che albergava nella mia mente mentre scrivevo L’Acrobata. Lo scenografo Romualdo Moretti è stato bravissimo e il fatto che sia romano come me è stato un ulteriore bonus, perché ci siamo subito trovati in sintonia.

Assistere alla prova generale è stato fantastico. C’erano solo gli attori e la crew, un paio di fotografi per immortalare attimo per attimo ogni scena, mio marito e io.  Le foto di quella sera sono le uniche che vedrete, perché durante lo spettacolo era proibito fotografare. Vietatissimo anche riprendere (purtroppo!) a causa di alcune scene di nudo la cui visione si è preferito limitare al pubblico del teatro.

Liam e Vincent.
Foto di Christine Muscat-Azzopardi

Dopo la prova, mentre ancora gongolavo per la gioia, il produttore Adrian Buckle mi ha presentato gli attori e i membri dello staff. La lingua principale era l’inglese, visto che il cast è internazionale, ma ho scoperto con piacere che molti maltesi parlano italiano. Anche Marco Michel, l’attore che interpreta Vincent, lo parla molto bene, visto che è svizzero; è una persona davvero squisita. Invece Cody Edward, il giovanissimo attore che impersona Liam, viene da New York. Ammetto che capirlo è stata una sfida, ma era talmente simpatico e pazzerello da rendere tutto facile. Entrambi sono perfetti per la parte – Cody è identico all’idea che mi ero fatta di Liam mentre scrivevo il romanzo – e hanno una chimica pazzesca che permette loro di spaziare con incredibile facilità tra le innumerevoli emozioni che i due protagonisti sperimentano. Odio, amore o bruciante lussuria.

Il resto del cast è composto da validi professionisti: Jamie Cardona, Martin Székely e Rambert Attard sono giovani e talentuosi, vivono a Malta e interpretano numerosi ruoli durante lo spettacolo; Mark Windsor arriva dall’Inghilterra e ha affrontato con rara maestria i ruoli più ostici di The Acrobat, il crudele Gottenbraun, il delinquente Curt e il viscido pedofilo Steven.

Il giorno più emozionante è stato quello della prima ed è stata una gioia incontrare Dafne, l’unica tra le mie lettrici ad arrivare fino a Malta a supportarmi. Mi sarebbe piaciuto incontrarne altre, ma capisco che logistica, tempi e costi abbiano reso difficoltoso intervenire anche a quelle che più hanno amato L’Acrobata. Chissà, magari se lo spettacolo dovesse arrivare in Italia… Dafne comunque è stata ampiamente premiata, visto che ha avuto la possibilità di conoscere il cast al completo e fare molte foto insieme a loro.

Dopo lo spettacolo, tanto per farmi perdere altri dieci anni di vita, era prevista un’intervista in diretta con la possibilità di porre domande anche da parte del pubblico. A proposito… il teatro era pieno!!!
Ho sudato le proverbiali sette camicie per farmi capire, ma alla fine me la sono cavata. Come premio sono andata a festeggiare insieme al cast nel pub dove, a quanto pare, Oliver Reed ha bevuto fino a morirne. Non lo sapevo, ma vista la quantità di alcool che ho visto ingurgitare, sono pronta a crederci.

Potevo farmi scappare lo spettacolo della domenica? Certo che no. Con buona pace di mio marito che non capisce una parola d’inglese, mi sono goduta per la terza volta The Acrobat.
Quando le musiche dei Depeche Mode – splendida colonna sonora scelta da Adrian – hanno segnato il termine dello show, gli attori hanno salutato il pubblico e io ho provato un’enorme tristezza all’idea che il giorno dopo sarei dovuta partire.
Un’ultima bevuta con il cast, foto di rito, saluti e due chiacchiere su Legami di famiglia…

Mi è dispiaciuto andarmene e lasciare Adrian, gli attori e lo staff. In pochi giorni mi sono affezionata a loro e sapere che fino al 24 febbraio ci saranno altre sei rappresentazioni… mi ha fatto venire strane e avventurose idee.
Che ne dite? Ci ricasca mio marito con un’altra luna di miele?

Ove non diversamente specificato, le immagini appartengono ad Agnes Moon.

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