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Recensione: “Nocturnales, le ultime giacobine”, di Beatrice da Vela

Parigi, inverno 1795. Dopo l’esecuzione dei robespierristi e la sconfitta dei Giacobini, la Repubblica è nel caos della reazione termidoriana; gli ideali di uguaglianza, libertà e fraternità sembrano solo un lontano ricordo e professarli è diventato pericoloso. Quattro donne molto diverse tra loro, ma che hanno condiviso le stesse battaglie e gli stessi affetti, si trovano a vivere in un mondo ormai a loro ostile dopo aver perso i loro affetti più cari. La giovane Élisabeth, vedova di uno dei robespierristi, fa la lavandaia per mantenere il figlio di pochi mesi. Henriette, amante di Saint-Just, dopo essersi rifugiata dai propri genitori, è costretta a sposare François, un medico privo di fascino e che lei non riesce ad amare. Charlotte, sorella di Robespierre, subisce il ricatto di un funzionario corrotto e senza scrupoli che minaccia la sua vita e quella di chi le sta vicino. Éléonore, sorella di Élisabeth e compagna dell’Incorruttibile, langue in carcere fra violenze e angherie perché non intende rinunciare ai propri valori.

Il destino fa rincontrare le quattro donne a Parigi, là dove erano state felici: scoprono così che il loro legame è ancora forte e che nessuna di loro ha abbandonato il sogno di un mondo migliore. E se proprio il ricordo del passato e l’amicizia, che le lega, fossero la chiave per continuare a lottare?

Titolo: Nocturnales, le ultime giacobine.

Autore: Beatrice da Vela.

Genere: Romanzo storico.

Editore: Triskell Edizioni.

Prezzo: euro 5,24 (eBook); euro 10,20 (cartaceo).

Quattro stelline.

Nocturnales – Le ultime giacobine è un libro particolare. Sebbene si chiarisca fin dall’inizio che il testo è un’opera di fantasia, il romanzo racconta le vicissitudini di quattro donne realmente esistite, Élisabeth Duplay, Charlotte Robespierre, Henriette Le Bas ed Éléonore Duplay, nel periodo del Terrore bianco.

Come ci informa l’autrice, nella puntuale prefazione, Henriette fu molto vicina a Saint- Just, mentre, secondo la tradizione, Éléonore fu legata a Robespierre. Conoscere l’esistenza di queste donne significa ripercorrere passo dopo passo anche la vita dell’Incorruttibile e degli uomini che gli furono vicini durante il periodo del Grande Terrore, uomini che Élisabeth, Charlotte, Henriette ed Éléonore amarono e i cui ideali condivisero.

Si snodano così, tra il ricordo e il rimpianto per i loro amici, mariti e fratelli, inghiottiti dal terribile meccanismo che essi stessi avevano messo in moto, le vicende delle quattro donne. Separate nel primo capitolo, finiranno poi per incontrarsi, rivelando i legami che le uniscono. Donne diverse, con un vissuto differente, ma unite dalla rabbia, dal dolore per le perdite subite e dalla paura per una Rivoluzione che imboccò un’altra strada, rispetto a quella che i loro uomini avevano indicato.

Romanzo interessante, molto curato e ben scritto. Oserei dire: colto. L’ho letto con piacere, anche se non è riuscito a coinvolgermi perché, pagina dopo pagina, il pensiero che il Grande Terrore fu uno dei periodi più bui della storia e che distrusse tutto ciò che la Rivoluzione aveva gloriosamente iniziato nell’89, non mi ha mai abbandonato, nemmeno per un istante.

Non sono riuscita mai a pensare a Robespierre, Saint Just, Le Bas come a degli eroi, perché per me sono sempre stati dittatori spietati e sanguinari e quindi non sono mai riuscita a condividere il dolore delle loro donne.

Credo che il limite del romanzo sia proprio questo: se non siete convinte che gli uomini del Grande Terrore siano stati degli eroi, lo leggerete come un documento interessante, ma ne rimarrete distaccate.

Consigliato a tutte coloro che amano gli storici, i romanzi ben documentati e che desiderano conoscere il ruolo che le donne ebbero nella storia della rivoluzione francese.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

2 Commenti

  1. 30 Gennaio 2019 at 20:29 — Rispondi

    Bonsoir,
    Le livre est-il traduit en Français ?

    Merci

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