LAURA COSTANTINI: Io sono una lettrice onnivora, curiosa come una scimmia, mi intrufolo dappertutto, mi lascio guidare dalla curiosità, ho il click d’acquisto facile se un titolo mi solletica. Mi ero prefissa, quest’anno di leggere almeno 60 tra romanzi e saggi. Da #goodreadschallenge sono arrivata a 79, senza considerare libri che su quel social non ci sono, manoscritti inediti, racconti, novelle sparse. Una massa di storie nelle quali ravanare alla ricerca del podio dei primi tre.
Non è facile, no. I titoli che ho scelto (ce ne sarebbero stati mooolti altri) non appartengono allo stesso genere, neanche un po’. E sono primi a pari merito: tre belle medagliette d’oro, ok?
In ordine di lettura:
“Il recinto dei pazzi” di Luana Troncanetti (self) dolorosissima immersione del mondo dei manicomi italiani degli anni ’50;
“Mushroom blues” di Adrian M. Gibson (Letterelettriche Casa Editrice) fantascienza strepitosa per raccontare quanto sia difficile superare la volontà di bollare l’altro da sé come diverso e inconciliabile;
“L’onda lunga” di Mariano Rose (Las Vegas edizioni) distopia che strappa l’anima con protagonista una balena parlante.

EWARD C. BRÖWA: Quest’anno sono anche incappato in letture pessime ma ce ne sono state di decisamente buone. Ne scelgo tre diversissime.
1 Cavalli selvaggi di Mc Carthy. Il West dopo che l’epopea western è finita. Un luogo nel quale rimane molta della violenza della frontiera ma in cui si sono persi eroismo e scopo; dove il coraggio è quello di restare coerenti con se stessi, e di continuare, pur sapendo che forse una meta vera non c’è. Personaggi dolenti e tragici, immersi nella bellezza sconfinata del paesaggio. Un libro in cui si sente spesso la sconfitta, ma mai – mai – la rassegnazione. Scrittura per certi aspetti minimalista, ma trascinante, capace di fermare l’attenzione su un dettaglio e dargli voce da protagonista.
2 L’amuleto di Samarcanda di Stroud. Fantasy di magia ma non per bambini. È, in un certo senso, l’anti-Potter, perché intriso di sarcasmo, perché i maghi sono malvagi e dominano i comuni, perché non ci sono scuole né capacità ereditarie ma solo l’abilità di schiavizzare creature ultraterrene, loro sì magiche. Un romanzo in cui scarseggiano i buoni ma il senso morale è forte. Il jinn protagonista, con la sua sbruffonaggine e le bugie che, consapevolmente, racconta anche a se stesso, resterà per me memorabile. Si alternano capitoli in prima e in terza persona, scelta stilistica non autocompiaciuta ma con una specifica funzione narrativa.
3 Storia della pirateria di Cordingly. Non straordinario ma molto interessante e che menziono soprattutto per ricordare che non è necessario annoiare scrivendo un saggio documentato e attendibile. Unisce tono piacevole, e capacità di raccontare, a molte fonti storiche affidabili e ad altre meno affidabili ma correttamente presentate come tali. Tutto ciò che avreste sempre voluto sapere su pirati, corsari e bucanieri, incluso ciò che non vi sarebbe mai venuto in mente di chiedere, dallo stile di vita alle piratesse, dalle navi ai personaggi più famosi, dagli abiti alla violenza, dai Caraibi alla Cina.