Recensioni

Recensione: “Le nostre anime di notte”, di Kent Haruf

“Le nostre anime di notte” è il sigillo perfetto all’opera di uno dei grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.

“Le nostre anime di notte” è un libro di assoluta semplicità, senza fronzoli, che comincia in medias res. Matteo Persivale, Corriere della Sera.

«Per molti anni della sua vita di scrittore, Kent Haruf è partito per un luogo lontano. E sembra che prima di partire si abbassasse sopra agli occhi un berretto di lana, in modo da scrivere alla cieca. Batteva le dita sui tasti senza vederli, senza controllare le parole che andavano sfilando sul foglio, senza preoccuparsi della punteggiatura, di andare a capo.» Tommaso Pincio, La Stampa.

«La storia che ne nasce è una carezza che si legge in un pomeriggio e a cui val la pena di prepararsi.» Valeria Parrella, Grazia.

Titolo: Le nostre anime di notte.
Autore: Kent Haruf.
Genere: Narrativa contemporanea.
Editore: NN Editore.
Prezzo: euro 14,45 (brossura).

La storia dolce e coraggiosa di un uomo e una donna che, in età avanzata, si innamorano e riescono a condividere vita, sogni e speranze. Nella cornice familiare di Holt, Colorado, dove sono ambientati tutti i romanzi di Haruf, Addie Moore rende una visita inaspettata a un vicino di casa, Louis Waters. Suo marito è morto anni prima, come la moglie di Louis, e i due si conoscono a vicenda da decenni. La sua proposta è scandalosa ma diretta: vuoi passare le notti da me? I due vivono ormai soli, spesso senza parlare con nessuno. I figli sono lontani e gli amici molto distanti. Inizia così questa storia di amore, coraggio e orgoglio.

“Le nostre anime di notte” parte da un premessa tanto interessante quanto semplice: Andie, un’anziana signora che vive a Holt, cittadina fittizia immersa nelle Grandi Pianure Americane, un giorno chiede al suo vicino Louis di passare la notte con lei.

Non si tratta di una proposta romantica, bensì di un modo per affrontare la solitudine della notte.

In fondo, entrambi sono vedovi ed entrambi sanno quanto può essere difficile invecchiare da soli dopo una vita condivisa con un’altra persona.

Può sembrare una richiesta assurda, soprattutto se fatta da una persona che non si conosce poi così bene, eppure Louis accetta di provare. I due cominciano quindi a trascorrere le notti insieme, uno accanto all’altro. Parlano. La loro relazione all’inizio si limita solo a questo, anche se basta per destare la curiosità dei vicini che vedono Louis rincasare la mattina. Con il passare del tempo però e l’arrivo del nipote di Andie, Jamie, il loro rapporto si intensifica, finché di fatto diventano una coppia. Tuttavia entrambi sanno che quella condizione non potrà durare per sempre.

Ho trovato questo romanzo molto delicato e ben scritto. Lo stile è semplice e benché non vengano usate per scelta le caporali nel discorso diretto, si sa sempre chi sta parlando.

I due protagonisti fanno parte di una realtà molto più ampia, quella di Holt, una cittadina fittizia degli Stati Uniti.

A suo modo, la storia regala emozioni, tuttavia a mio parare manca un po’ di mordente, di quella marcia in più che avrebbe reso il romanzo una lettura più che piacevole, memorabile.

La vicenda non ha avuto la crescita che speravo, si è mantenuta più o meno sulla stessa linea e questo è un vero peccato. Mi aspettavo di più nella seconda parte.

Ho capito e apprezzato l’intento dell’autore, il messaggio che vuole trasmettere: ci si può innamorare a qualunque età e questo sentimento non deve essere mai causa di vergogna.

Forse coglierò a pieno il valore letterario di quest’opera solo fra un po’ di tempo, quando avrò assaporato la trilogia della pianura, una delle mie prossime letture, ma per adesso non mi sento di dare a questo romanzo più di quattro stelle.

Voglio comunque dare un’altra possibilità a questo autore riportato alla luce dalla casa editrice NN e spero di potermi fare un’idea più precisa e soddisfacente della Saga di Holt.

È una lettura che consiglio soprattutto perché ci insegna, fra le altre cose, che non servono sensazionalismi e grandi colpi di scena per costruire una storia valida.

Post precedente

Recensione: "La maschera del Dio Senza Cuore", di Fernanda Romani

Post successivo

Recensione: "Nocturnales, le ultime giacobine", di Beatrice da Vela

Valentina G. Bazzani

Valentina G. Bazzani

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *