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Recensione: Matrimonio d’onore, di Marilena Boccola

 

Il tenebroso maggiore Edward Fitzwilliam, figlio cadetto del marchese di Winchester e valoroso combattente al servizio della Corona inglese, ha un unico piano: far sposare lo scapestrato nipote Thomas duca d’Arcy entro l’estate, in modo da assicurare alla sua casata una discendenza. Finita la stagione poi, ritirarsi in solitudine nella sua tenuta nel Devonshire, lasciando per sempre fuori dalla sua vita tutte le passioni che, dopo la menomazione subita in battaglia, ritiene essergli ormai precluse.
Eppure l’incontro con lady Esther Ashcroft, unica donna che a quanto pare è ancora in grado di accendergli i sensi e far palpitare di nuovo il suo cuore divenuto di pietra, fa vacillare il suo piano. Le sue resistenze vengono meno quando la necessità di salvare la reputazione della bella baronessina si mette di mezzo, costringendolo a chiedere proprio la mano della donna che avrebbe voluto con tutte le forze allontanare da sé.
Il matrimonio d’onore che ne deriva nasce sotto i peggiori auspici. Incomprensioni, malcelata gelosia e vane opposizioni alla passione, ogni giorno più vibrante, rendono la convivenza dei due coniugi quantomeno scomoda…

 

Titolo: Matrimonio d’onore
Autrice: Marilena Boccola.
Genere: Storico, Regency.
Editore: DRI Editore.
Prezzo: euro 2,99 (eBook)

Dunque vediamo: l’editore è DRI, la cover ha il pizzo e le silhouette, i paragrafi citano con meticolosa attenzione data e giorno della settimana di un lontano 1813, quindi è per forza uno storico!
Ovviamente tutto questo non basta e per fortuna c’è molto di più nel lavoro di Marilena Boccola, perché al di là della trama (non nuovissima, ma svolta con sufficiente fantasia) è soprattutto lo stile ciò che si fa apprezzare in questo romanzo.

Questo vale soprattutto per le descrizioni, che riescono a dosare ritmi e lessico con una grazia che in molti momenti non ha nulla da invidiare a un testo davvero scritto due secoli fa, mentre i dialoghi restano un po’ più anonimi, e la differenza è resa forse ancora più evidente proprio dalla qualità della parte in prosa.
Forse è dovuto ai personaggi – almeno quelli principali -che non sembrano avere tutto quello spessore che serve per “bucare lo schermo”, ma ammetto di aver fatto fatica in alcuni punti a mantenere acceso l’interesse quando si trattava di seguire gli scambi di battute (personalmente poi non amo le “virgolette” per circoscrivere il discorso diretto, anche se hanno funzionato egregiamente in altri lavori pubblicati sempre dalla stessa casa editrice).

C’è un unico aspetto che proprio non mi ha convinto e che per fortuna è talmente marginale che non danneggia in nessun modo una storia che merita di essere letta. Mi riferisco – senza fare spoiler – alle lettere scritte dalla protagonista. Sarò troppo esigente, ma fatico a credere che una ragazza del 1813 avrebbe messo per iscritto certe cose già con la sorella, figuriamoci poi con suo padre, però capisco che ormai è quasi impossibile riuscire a non cedere all’impulso di modernizzare trame e personaggi.

Dopotutto per Marilena questo è una specie di debutto (è il suo primo storico, dopo numerosi successi contemporanei), quindi aspetto con curiosità il seguito… perchè sarebbe un peccato che dopo Edward e Esther Marilena non ci porti di nuovo nel suo mondo Regency!

Voto: 4 stelle

p.s. spero che la copia data al pubblico sia stata sanata dalla presenza imbarazzante di refusi ed errori di battitura che invece erano presenti in quella inviata forse con troppa fretta al blog. Come si dice: a caval donato… il dubbio resta.

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Dalida Lorenzi

Dalida Lorenzi

Nell'attesa di arrivare viva a festeggiare quota 100, trascorro il mio tempo davanti ad uno schermo, che sia quello del pc (da Impiegata per necessità e da Grafica per hobby), della tv o del reader.
Cambierei volentieri il fiumiciattolo dietro casa con il Tamigi, ma devo accontentarmi di sublimare la mia passione per tutto quello che è british con l'aiuto di santa-subito BBC e consorelle.
Un sogno nel cassetto? Uscire dal cassetto!

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