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Recensione: Love o2o, china drama

Love O2O è una serie televisiva cinese 2016 basata sul romanzo omonimo scritto da Gu Man, con Yang Yang e Zheng Shuang. È andato in onda su Jiangsu TV e Dragon TV dal 22 agosto al 6 settembre 2016. Il dramma è un successo commerciale in Cina.

Love o2o. Che non è O2O come lo cercavo inizialmente, senza trovare mai nulla!
Chinese Drama, da non confondere con il film che ha comunque la stessa trama (ma non ha gli stessi attori, via! Che quello del b-romance… (il b-romance!) è così bravo da rubare la scena perfino al protagonista, quando appare sullo schermo.)

Tratto dal romanzo omonimo, Love o2o racconta la storia di Bei Weiwei (Zheng Shuang), geniale studentessa della facoltà di informatica di Beijing che, tramite un gioco di ruolo online, si imbatte nel più bravo tra i suoi avversari, Xiao Nai (Yang Yang), finendo per costruire con lui una coppia ai fini del gioco. Nel tempo, la personalità del ragazzo che Bei Weiwei conosce solo virtualmente la affascina al punto che la ragazza se ne innamora, senza sapere che in realtà lui è proprio la persona di cui è infatuata a livello “idolatria” nella vita di tutti i giorni (come la stragrande maggioranza delle altre studentesse, essendo Xiao Nai il più figo del reame. Della serie: l’unica cosa che non sa fare è cucinare, ma non si può mai dire che in futuro…).

Grandissimo è lo shock quando Bei Weiwei scopre la verità, e ancora di più quando Xiao Nai le rivela che lui non solo sapeva già chi lei fosse, ma che si era innamorato al primo sguardo.
Insomma, la classica storiella d’amore con i personaggi perfetti che fanno cose perfette e che stancano e… no! E no, perché se lo guardi non ne esci più.

Love o2o è un tunnel profondo, lunghissimo, senza uscita. E ci si sguazza dentro che è una meraviglia, specialmente se si ha fame di romanticismo.
Partiamo con gli attori, che nel tempo ho imparato a “studiare” al di là dei drama. Già, perché se nel nostro immaginario occidentale sono soltanto gli americani e gli inglesi quelli che “sanno fare tutto”, in realtà con la Cina viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda. La cosa riguarda molto più gli attori uomini che, nella maggior parte dei casi sono cantanti o idol piazzati in serie tv di vario genere pur di far salire lo share; anche se non è raro imbattersi in donne con le stesse caratteristiche.
Ok, non è questo il caso, ma la puntualizzazione era doverosa.

Zheng Shuan, classe ’91, è “solo” un’attrice, ma che ha fatto il proprio debutto “di fama” già nel 2009. Bravissima, dotata di forte espressività, riesce a impersonare una Bei Weiwei davvero convincente (baci a parte, che per le attrici cinesi rimangono proprio uno scoglio assurdo da superare, temo per la loro totale inesperienza nel campo. In questo caso, si vocifera che per sua politica l’attrice non risponda ai baci di scena, ma… a guardare Yang Yang uno si chiede: come cavolo può?! All’età sua, in tutti i luoghi e in tutti i laghi!). Comunque… bellissima, anche se paga lo scotto di disordini alimentari fin troppo visibili sullo schermo (problematica su cui sembra stia comunque lavorando).

Yang Yang, classe ’91, è attore, cantante e ballerino di danza classica (tipo quei tizi con la gamba che gli arriva sulla fronte. Tipo quelli, sì). Bellissimo, faccia da bravo ragazzo, impersona Xiao Nai alla perfezione. Certo, se quando corre gli togliessero il palo che lo sorregge dalle terga in su, sarebbe meglio, ma per il resto tanta roba. Non a caso, il tipetto nel 2017 era al 5° posto della classifica Forbes in Cina. Così, due spicci…

Torniamo a parlare del drama. Perché pur avendo una trama abbastanza standard (anche se non tratta i soliti tira e molla delle commedie romantiche cui siamo abituati), conserva dei particolari che lo rendono non solo godibile, ma anche memorabile. Per la grafica e gli effetti speciali (i protagonisti, quando giocano online, si calano nei panni dei loro personaggi in tutto e per tutto, con tanto di mosse di kung fu contro i mostri); per i vari messaggi che veicola (la lotta al bullismo virtuale, la fiducia e l’amore, l’amicizia e l’importanza di lavorare e vivere in un contesto di rispetto reciproco); il neanche poco velato invito a essere ciò che si è, vivendo tutto con la giusta normalità (sì, c’è un piccolo cammeo b-romance che merita tantissimo sia per la bravura dei personaggi sia per la complicità dei loro amici che reputano quella “strana connessione” qualcosa voluto dal fato).

La cosa che mi piace particolarmente di questa serie, così come di altre di stampo cinese, è la visione del “ragazzo ideale” completamente diversa da quella occidentale. In un periodo storico in cui impazza nelle sale cinematografiche un film come After (tratto dall’omonimo “capolavoro” cartaceo), è bellissimo secondo me notare come dall’altra parte del mondo non sia il “bad boy” a farla da padrone, ma quel ragazzo mezzo asociale e studioso che, quando si innamora, vede in “lei”solo la metà del proprio cuore e la idolatra come fosse fatta di porcellana. Un atteggiamento che farebbe un gran bene agli “uomini duri” che abbiamo da questa parte, no?
Pezzo memorabile: Bei Weiwei che vede per la prima volta Xiao Nai. Lui le propone di accompagnarlo e restare nel campo mentre gioca a basket, lei che si fa mille problemi perché se in facoltà li vedranno insieme la gente fraintenderà e penserà chissà cosa… e lui che le risponde: “E da quando la nostra NON è una relazione? Cosa dovrebbero fraintendere?”
Insomma: romanticismo a tutto spiano, recitazione decisamente sopra la media (grazie anche ai personaggi secondari davvero notevoli) e finale scontato ma per niente stucchevole.
Cinque stelle strameritate e posto d’onore nella mia personale classifica “top”.

Santa Wikipedia dice:

Love o2o (cinese : 微微 一笑 很 倾城) è una serie televisiva cinese del 2016 basata sul romanzo omonimo scritto da Gu Man, con Yang Yang e Zheng Shuang . È andato in onda su Jiangsu TV e Dragon TV dal 22 agosto al 6 settembre 2016.
Il dramma è un successo commerciale in Cina. È uno dei drammi moderni cinesi più visti, con oltre 24 miliardi di visualizzazioni online.

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Federica D'Ascani

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