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Recensione: I battiti dell’amore, di Jewel E. Ann

Flint Hopkins è convinto di aver trovato la persona ideale a cui affittare lo spazio sopra il suo studio legale a Minneapolis. Spera ardentemente che la proposta di Ellen Rodgers vada a buon fine: le sue referenze sono ottime ed è persino di bell’aspetto. Ma quando Flint scopre che la ragazza passa le sue giornate a suonare… tutte le sue attese crollano. Ellen, infatti, è una terapeuta che usa la musica per aiutare i suoi pazienti. Tamburi, chitarre, persino urli a squarciagola. Flint è sul punto di scriverle una di quelle lettere degne di un avvocato d’assalto come lui, quando si accorge che a suo figlio, Harrison, affetto da una forma di autismo, Ellen sembra piacere molto. Un padre single non può certo competere con l’allegria contagiosa di una ragazza che suona la chitarra, ammaestra topolini e ha sempre il sorriso stampato sul viso. Purtroppo tende anche a invadere gli spazi di Flint… A sistemargli la cravatta, ad abbottonargli la camicia… Una cosa è certa: deve starle lontano!
L’amore si presenta sotto tante forme.
Anche quella di un’invadente ragazza dai capelli rossi.

Titolo: I battiti dell’amore.
Autrice: Jewel E. Ann.
Genere: Romance contemporaneo.
Editore: Newton Compton Editore.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 8,41 (cartaceo, copertina flessibile).

Wow! Newton Compton passa dal berretto di lana al cappello simil-Borsalino! Quale novità!
Anticipo il mio modesto parere: se non avete paura di sguazzare nella melassa, questo romance fa per voi.

Lui:
bello da mozzare il fiato
brillante avvocato (faccio pure la rima…)
ex giocatore di football
un atroce incidente lo inchioda al passato (seconda rima).
Lei:
bella da mozzare il fiato
brillante terapeuta (niente rima, stavolta)
musicista squisita
un atroce incidente la inchioda al passato.

La vicenda:
Si incontrano.
Si scontrano.
Sesso strabiliante.
Tenerezza come se piovesse.
Seghe mentali a ogni pagina.

Personaggi di contorno molto ben delineati, anche se sembrano i dépliant degli stereotipi disponibili sul mercato.
Finisce a tarallucci (anzi, biscottucci) e vino (meglio l’acqua minerale per un ex alcolista!), come è prescritto da una storia che voglia meritarsi l’appellativo di romance.
Carino, ma non lo rileggerò nemmeno sotto tortura.
E adesso vado a misurarmi la glicemia. Scusate, permesso…

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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