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Recensione: “For Real”, di Alexis Hall

Laurence Dalziel è stanco e sfiduciato. Per lui, la scena BDSM non riserva più alcuna sorpresa. A sei anni di distanza dalla sua ultima relazione, ha quasi raggiunto i quaranta e ne ha piene le tasche del suo ruolo da sottomesso.
Poi incontra Toby Finch. Diciannove anni. Indomito, impetuoso e vulnerabile. Tutte cose che Laurence non ricorda di essere mai stato.
Toby non sa chi vuole essere né cosa vuole fare, ma sa, con tutta la sicurezza della sua gioventù, di volere Laurie. Lo vuole in ginocchio. Vuole infliggergli dolore, vuole che supplichi, vuole che si innamori di lui.
L’unico problema è che, sebbene Laurie sia disposto a concedergli il proprio corpo, lo stesso non vale per il suo cuore. Perché Toby è troppo giovane, pieno di fervore, troppo facile da ferire. E il sentimento che c’è tra loro — per quanto giusto possa sembrare — non è destinato a durare. Non può significare nulla.
Non può essere reale.

Titolo: For Real.
Autore: Alexis Hall.
Genere: Romance BDSM; Romance M/M.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 3,99 (eBook); euro 24,00 (copertina flessibile).

OoO

For Real. Sto cercando le parole adatte per esprimere quello che penso, ma non è semplice. Non lo è per svariate ragioni, prima fra tutte quella che mi annoia il BDSM nella vita reale quanto, però, mi affascinano chi lo pratica e tutta la psicologia che c’è dietro.
Il fatto è questo: il romanzo denota una conoscenza approfondita da parte dell’autore del mondo che ha deciso di raccontare, ma non lo rende avvincente come un libro dovrebbe essere. Non mi si fraintenda, è fantastico il modo che Hall utilizza per spiegare e trasmettere al lettore la verità dietro determinate “pratiche” (parola che non amo, ma che perlomeno rende l’idea), ma la lentezza di molti passaggi distrugge tutto l’incanto creato fino a quel punto. Ciò che poi mi ha indispettita è l’eccessiva differenza d’età che l’autore rimarca appena può, e non tramite i personaggi (il che, almeno dal punto di vista di Laurie sarebbe comprensibile), ma ricavandola proprio dalla psicologia e dai caratteri di entrambi i protagonisti. Da una parte c’è un uomo fatto e finito, ma con mille problemi a livello intimo che ne frenano l’istinto e la felicità, dall’altro questo giovane entusiasta di ogni cosa, divertente e illuminato su un sacco di cose, che è dominatore per natura e che fa tutto perfettamente alla “prima botta”. Vecchio e malinconico VS giovane e allegro.
Ho trovato forzati alcuni passaggi, snervanti altri (tipo i continui paragoni con Harry Potter, che in questo caso non mi sanno di reale commento, ma di un tentativo ulteriore di far passare Toby per infantile nonostante il suo essere perfetto).
Non mi ha convinta, nonostante sia scritto e tradotto bene. È la storia che non avvince, sono i personaggi troppo “clichettati” (passatemi il termine) e non per la questione BDSM, ma per dinamica romance.

Tre stelle.

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Federica D'Ascani

Federica D'Ascani

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