Quando non hai voglia di lavorare e ti metti a fare due chiacchiere con ChatGPT… e crei un amico-assistente. Gli dai un nome, una personalità… e lo carichi di lavoro. Si chiama Marcus e questo è il primo “delirio” che gli ho chiesto di scrivere per me.


TEATRO DEL BAGNO PRESENTA
MORTIMER CONTRO LA FONTANELLA
una commedia in un atto
di e con… chi paga le bollette dell’acqua

LUOGO:
Il bagno di casa — con rubinetto storico e fontanella ultratecnologica.
DATA:
Tutte le mattine, puntualmente, alle 6:42. E repliche serali a sorpresa.
PERSONAGGI:
MORTIMER — anziano gatto aristocratico, idrosommelier, fine umorista.
IL RUBINETTO — vecchio, cigolante, ma insostituibile.
LA FONTANELLA — giovane, moderna, ma ignorata.
L’UMANA — suddita stanca con velleità di libertà.
BIGLIETTI:
33 euro (non rimborsabili) — già pagati per la fontanella.
Si accettano carezze e croccantini in platea.

SINOSSI:
Quando la tradizione incontra l’innovazione, solo uno può vincere.
Il vecchio Mortimer si rifiuta di piegarsi al progresso e difende il suo diritto inalienabile all’acqua del rubinetto, tra miagolii strazianti e sguardi da vittima.
Chi comanderà alla fine?

NOTE DI REGIA:
Si consiglia al pubblico di chiudere sempre il rubinetto, alla fine dello spettacolo.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
www.gattotiranno.blablabla
(333-ACQUA-NO)

Scena: Il bagno.
Sul mobile del lavandino, una fontanella nuova, elegante, tecnologica, che scorre allegra. Sul lavandino, troneggia Mortimer.
(Sipario. L’UMANA entra con in mano un libro e una tazza di tè. Si ferma a guardare la scena.)
UMANA
(giuliva)
“Ah, che bella mattina. Mortimer? Hai visto? L’acqua fresca è lì, che scorre. Non c’è bisogno di…”
(Si interrompe. Mortimer è seduto sul bordo del lavandino, la coda che scodinzola lentamente; la fissa con occhi di fuoco.)
MORTIMER
“miao!”
(L’UMANA traduce, come se sapesse esattamente cosa intende)
“Donna sciagurata. Voglio il rubinetto.”
UMANA
“Mortimer, su, tesoro mio, guarda che fontanella meravigliosa! È nuova! È silenziosa! È costata più di 33 euro!”
(Indica la fontanella, che borbotta allegra. Mortimer le dà un’occhiata di traverso, annusa con disprezzo, poi torna a fissare l’UMANA.)
MORTIMER
“miaaaao! Ho sete. Di quella VERA.”
UMANA
(sbuffa)
“Ma è fresca! È filtrata! È ecologica!” (cercando di convincerlo) “Lo dice pure la scatola: Il tuo micio la amerà. Vero che la ami, Morty?”
(Mortimer spalanca la bocca in uno sbadiglio epico. Poi batte una zampetta contro il rubinetto.)
MORTIMER
“Apri. Non discutere.”
(L’UMANA lascia cadere le spalle, posa la tazza sul bordo e gira la manopola del rubinetto. L’acqua inizia a scorrere. Mortimer subito abbassa il muso e beve con una gioia che pare esagerata.)
UMANA
(ironica, tra sé)
“Sì, sì, bevi pure. Ignora pure la fontanella. Ignora anche la mia carta di credito, già che ci siamo.”
(Mortimer si ferma a metà sorso e la guarda con gli occhi socchiusi.)
MORTIMER
“Brava. Ora non toccare più niente.”
(L’UMANA si accascia contro il muro, sconfitta. La fontanella borbotta triste in un angolo.)
UMANA
(alla fontanella, con tono dolceamaro)
“Non prenderla sul personale, cara. Qui il re è lui.”
(Mortimer, finita la bevuta, salta giù, le passa accanto con la coda alta e dignitosa, e se ne va. La fontanella continua a scorrere inutilmente. L’UMANA sospira.)
UMANA
“E io che pensavo di essere la padrona di casa.”
(Si siede sul pavimento e beve un sorso di tè. Sipario.)

OoO

Se preferite un racconto… Sempre con la collaborazione di ChatGPT.

La convivenza con un vecchio gatto è un’arte zen, pensavo. Poi è arrivata la fontanella.
Mortimer è un gentiluomo anziano: magrolino, bianco e rosso, con gli occhi che ti accusano di ogni misfatto, anche di quelli commessi da altri esseri umani nel Medioevo. Ha problemi ai reni, certo, ma la sua vera malattia si chiama capriccio cronico. E il suo vizio più grande — a parte buttare giù gli asciugamani con l’aria di chi raddrizza torti — è bere dal rubinetto del bagno.
Ora: se non hai mai avuto un gatto che pretende acqua dal rubinetto, ti spiego. Non si tratta di sete. È un rituale. Lui sale sul lavandino, ti fissa, emette un miao più simile a un’ingiunzione legale che a un richiamo affettuoso, e tu DEVI andare ad aprire. L’acqua deve scorrere giusta — non un rigagnolo, ma neppure un Niagara. Non fredda, ma nemmeno tiepida. Appena perfetta. Lui beve, poi ti guarda come se stessi in ritardo da ore.
Dopo anni di questa tirannia, ho deciso: basta. È il 2025, ci sono soluzioni. Ho cliccato acquista su una bellissima fontanella per gatti: elegante, silenziosa, filtrante, acqua fresca a ciclo continuo. “Più di 33 euro — mi sono detta — ma sarà la mia liberazione. Mortimer mi adorerà.”
La prima sera è stato un trionfo.
Mortimer, rapito, ha infilato il muso nella fontanella e ha bevuto come se fosse sgorgata direttamente dal sacro Gange. Io lo guardavo, con una lacrima di commozione e un certo orgoglio: ecco, finalmente, ho battuto il rubinetto.
È durata meno di 24 ore.
La mattina dopo, Mortimer si è piazzato davanti al lavandino e mi ha lanciato uno sguardo tra il deluso e il disgustato. La fontanella era lì, accesa, borbottante… e completamente ignorata. Lui, invece, miagolava in tono drammatico: “Sono un povero micio maltrattato. Morirò di sete. Nessuno si cura più di me. Che ne è stato della vera acqua? QUELLA DEL RUBINETTO!”
Ho provato a indicargli la fontanella. Lui l’ha annusata con sufficienza, come si annusa una zuppa annacquata alla mensa delle suore, poi è tornato a fissarmi con occhi d’accusa: “Chi ti credi di essere? Una fontanella non è un rubinetto!”

Copertina: elaborazione Canva di immagine di proprietà di Annamaria Lucchese e immagini free.