“Sono nato nel 1969, anno in cui, per mia fortuna, non si buttava via nulla. Sono cresciuto in montagna, dove vivo e dove spero di rimanere per sempre; non potrei immaginarmi in un luogo diverso.
Il mio lavoro mi permette di stare a contatto con la natura e di trascorrere la maggior parte del mio tempo all’aria libera.
Probabilmente è stato l’ambiente che mi circonda a darmi l’ispirazione per cominciare a scrivere, attività che non avevo mai neppure preso in considerazione.
Ho iniziato a pubblicare nel 2019. Finora ho dato alle stampe quattro volumi, i primi tre della serie “Al di là delle Valli Gemelle” e L’albero.”

BUONGIORNO E BENVENUTO. COMINCIAMO SUBITO CON LA PRIMA DOMANDA: CHE GENERE SCRIVE?
Buongiorno e ben trovati. Sono contento di trovarmi qui, nel salottino di Babette.
Il genere con cui mi sono cimentato finora è il romanzo; mi risulta difficile darne una definizione più dettagliata, se proprio dovessi entrare nello specifico, direi che i miei sono romanzi a sfondo naturalistico. Questa definizione è più immediatamente riconoscibile ne “L’albero”, ma anche nella saga delle “Valli Gemelle”: gli equilibri naturali sono un fattore preponderante, quasi gli attori principali. Nei libri che ho scritto e pubblicato ho cercato di trasmettere la mia personale visione del mondo che mi circonda, un mondo governato da equilibri potentissimi, ma al tempo stesso delicati e precari, e la forma romanzata penso sia quella più appropriata per trovare la voce narrante ideale. Chi potrebbe essere più adatto per raccontare la vita di un bosco, se non un albero che in quel bosco vive?

COME SCRIVE? PENNA E QUADRENO? TECNOLOGIA A TUTTO SPIANO?
A causa della mia grafia, rischierei di dover farmi rileggere gli scritti da un farmacista, quindi utilizzo la tastiera del pc. Una sola volta ho provato a scrivere sullo smartphone, ma si è rivelata un’esperienza disastrosa, da non ripetersi; in un momento di particolare ispirazione ho cominciato a scrivere, scrivere e scrivere, salvo poi, con mossa repentina quanto sciagurata, cancellare tutto con un click. Sono riuscito a frenare l’istinto che mi suggeriva di scagliare con violenza il telefonino oltre il roccione su cui stavo seduto, ma, comunque, ho fatto tesoro di quell’avventura.

QUANDO SCRIVE? ALLODOLA, O GUFO?
Quanto alle tempistiche dello scrivere ho poca scelta, il lavoro che svolgo non mi concede molti spazi; scrivo principalmente di notte o di domenica. La notte, per quanto mi riguarda, è comunque il momento migliore; dove vivo, la notte fa il suo dovere e non esistono rumori molesti; se si escludono gufi e civette, null’altro interferisce con i pensieri, e la mente è libera di spaziare a piacimento.

COINVOLTO SEMPRE IN QUELLO CHE SCRIVE? OPPURE DISTACCATO?
Scrivendo mi faccio coinvolgere parecchio. Mi capita spesso di essere partecipe alle emozioni dei protagonisti, quindi è inevitabile soffrire o gioire con loro. È sempre stato così; fin da piccolo, leggendo romanzi di avventura, vivevo intensamente ogni storia, ma, adesso che a scrivere sono io, la sensazione è ancora più profonda. Non so se sia un bene o un male, se possa influire positivamente o negativamente sul risultato finale, ma la situazione è questa e non posso farci nulla. Anzi, non voglio farci nulla, perché riesco a partecipare maggiormente e ad affiancare i protagonisti, aiutandoli o contrastandoli, a seconda del ruolo che svolgono all’interno del romanzo.

SCALETTA FERREA, O STURM UND DRANG? COTRONEO, O BREGOLA?
Sia Cotroneo che Bregola scrivono per professione, io no, ma credo di poter dire che navigo a vista. Scrivere, per quanto mi riguarda, è puro divertimento, e tale deve rimanere; se devo sentirmi costretto in una forma schematica perdo tutta la libertà che la scrittura può darmi. E poi, per schematizzare, bisognerebbe avere un’idea del romanzo che ci si appresta a inventare, cosa che io non ho mai avuto: ogni libro è nato scrivendolo, sorprendendomi via via che gli eventi accadevano, un’esperienza impagabile. E poi, siamo sicuri che esistano delle regole imprescindibili o degli schemi inamovibili a cui affidarsi ciecamente? La storia ce lo racconta continuamente, il passato umano è costellato di certezze ferree che sono state smentite e ribaltate dagli eventi. Io, personalmente, sono piuttosto allergico a qualsiasi genere di regolamento; comprendo benissimo che per convivere siano necessarie delle regole, ma quando queste iniziano a essere troppe…

METODICO NELLA SCRITTURA, OPPURE “QUANDO-POSSO-NON-SO-SE-POSSO”?
Mi lascio assolutamente trascinare dall’ispirazione. Come già detto, non sono capace di pianificare un romanzo, quindi accendo il pc solo quando ho qualcosa che preme per essere messa per iscritto. Non potrei concepire l’idea di dover scrivere qualcosa ogni giorno, non riuscirei a conciliare la creatività con l’obbligo di averla. Forse una regolarità simile sarebbe possibile se si dovesse scrivere un saggio, ma, se la fantasia deve tracciare la via da percorrere, non la si può imbrigliare con tempistiche impostate a priori, non credo che ne sarei capace.

AMA SEMPRE CIÒ CHE HA SCRITTO?
Forse dire che amo ciò che scrivo è sbagliato, ma rileggendo mi capita spesso di non riconoscere ciò che ho appena scritto, quasi non fosse opera mia. Una strana sensazione; strana e appagante al medesimo tempo. A volte mi sembra di scoprire una parte di me che non conoscevo, la parte più sensibile che forse siamo tutti un po’ costretti a mascherare per crearci quella scorza impenetrabile che ci permette di convivere con gli altri esseri umani.

SA CHE CI SONO SCRITTORI CHE NON RILEGGONO MAI QUELLO CHE HANNO SCRITTO E PUBBLICATO? LEI COME SI COMPORTA?
Rileggo sempre i miei scritti, anche dopo che sono stati pubblicati, un po’ per la soddisfazione di vedere il volume, un po’ perché mi dà l’idea di percepire la storia in maniera più completa che non facendola scorrere sul video del pc. E poi è una lettura diversa, quasi liberatoria. Se tutto il lavoro che ha preceduto la pubblicazione è stato fatto nel migliore dei modi, si riescono a cogliere i frutti, si legge “un” libro, non il proprio libro.

C’È QUALCOSA DI AUTOBIOGRAFICO IN CIÒ CHE SCRIVE? SIAMO CURIOSI.
Tra le righe si può leggere qualcosa di autobiografico, ma credo che possa essere colto solo dalle persone che mi conoscono bene, e sono poche.

LEGGE MOLTO? A NOI PIACCIONO I TOPI DI BIBLIOTECA…
Leggere è fondamentale, a prescindere se si scriva o no. Leggere è utile per chi si voglia cimentare nella scrittura, un vocabolario ricco agevola la costruzione delle frasi. Inoltre per me è una passione; non sono un lettore seriale e non conto i volumi, ma quelli che leggo diventano parte di me. Ho sempre letto parecchio, fin da piccolo, e di questo devo dire grazie a chi mi ha insegnato a farlo, cosa che, purtroppo, sembra non essere più tanto di moda. L’unico momento in cui abbandono la lettura è quando scrivo, sarà perché sono un uomo e riesco a svolgere con difficoltà più mansioni contemporaneamente, a differenza delle donne che sono multitasking, ma, comunque, non avrei il tempo necessario per dedicarmi a entrambe le attività.

CONCORSI: NOTA DOLENTE. SÌ, O NO?
Mi è capitato di partecipare a un concorso, ma prometto di non farlo più. L’esperienza è stata tragicomica, al pari di quelle avute con alcune case editrici. Credevo, ingenuamente, che chi si occupa di cultura fosse animato da nobili sentimenti, invece mi sono trovato ad affrontare una cruda realtà. Oggigiorno, per fortuna, esistono svariate possibilità per pubblicare, senza dover necessariamente passare sotto la supervisione di onnipotenti recensori dalle dubbie capacità.  Chi fa da sé fa per tre, recita il famoso detto, e credo che mai affermazione sia più appropriata.

PROGETTI PER IL FUTURO?
Ho ultimato la rilettura di un romanzo che pubblicherò entro fine anno, in cui è un paese a essere protagonista. Sto completando la stesura di un nuovo romanzo, è ormai questione di pochi giorni, poi lo lascerò decantare per qualche tempo prima di rimetterci mano; nel frattempo, inizierò l’ennesima rilettura del quarto episodio della saga, che credo pubblicherò la primavera prossima.

ALLA PROSSIMA, EWARD!
Grazie, a presto.

I libri di Eward C. Bröwa li trovate QUI