Il racconto della formazione di Vittorio, uomo del sud, che non emigra, ma scappa da Napoli per una delusione d’amore ed approda sulla costa romagnola: amori minimi, relazioni superficiali e avventure sessuali gli formano il carattere mentre attraversa gli anni ’90 e l’inizio del millennio. Lui, che non ha avuto da ragazzo “cielo da vedere e terra da camminare”, si aggrappa alla vita con la certezza che tutto sarà meglio di prima, e s’impone una missione: imparare. Così studia e diventa portiere e poi direttore d’albergo. Dalla fine dell’adolescenza all’età adulta, si dipana la sua esistenza senza un passato e una famiglia da ricordare, nel microcosmo di un hotel a metà tra un Day use, un posto dove passare poche ore di sesso, e un vero albergo con residenti. Ogni stanza del suo piccolo hotel accoglie vicende di vario genere che cominciano col sesso e diventano storie d’amore, a volte drammi. Dal proprietario dell’hotel ex camorrista, al factotum cingalese, alla dolce cameriera ai piani, in una ventina di stanze vive una famiglia anomala e affiatata, attraversata dai suoi clienti. Tragedia, umorismo, ironia, sesso e un finale commovente. Sullo sfondo della storia la grande e caotica conurbazione alla periferia Nord di Napoli con le sue contraddizioni: paesaggi mozzafiato e ordinario degrado, violenza diffusa e ansie di riscatto.

Titolo: Hotel Aurora – Tre stelle.
Autore: Francesco Di Domenico.
Genere: Narrativa contemporanea.
Editore: Marlin.
Prezzo: euro 16,50 (copertina flessibile).
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Cinque stelle su cinque.
Questo è un libro scostumato, come solo le storie partenopee sanno essere. D’altronde che ti vuoi aspettare da un albergo a ore?
Vittorio non porta su il caffè a chi fa l’amore, ma lo spirito è proprio quello della famosa canzone: malinconico, fatalista, però dolce perfino nel momento più drammatico e commovente. Vittorio è il portiere/direttore dell’Hotel Aurora che accoglie con sguardo pieno di disincanto e umana partecipazione le coppie improbabili (ma anche quelle ben assortite) che si presentano per affittare qualche ora di sesso lontano dagli affanni, dalle promesse fatte e non mantenute, dai dolori che la vita infligge. E intanto ricorda, ripercorre, si fa conoscere ed amare perché non si nasconde mai, non si atteggia a qualcosa di diverso da quel che è: un uomo che ha vissuto, amato, sbagliato, restando sempre fedele a se stesso.
Tra tutte le cose che ho letto di Francesco Di Domenico è il titolo che mi è piaciuto di più. C’è tanta poesia, tanta dolcezza anche nell’ironia. Belli i personaggi femminili, tutti, anche se la preponderanza di femmine prive di mutande è… molto novecentesca, come l’autore. Che è stato veramente bravo nel trasfondere tra le pagine un certo modo di intendere la vita, un’indulgenza consapevole verso le fragilità umane, maschili e femminili. Nessun giudizio, tanta comprensione per tutte le svolte sbagliate, le scelte precipitose, i rimpianti. Bello, veramente molto bello. Consigliato.

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Le tre copertine della serie "Una storia rock", di Laura Costantini.

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Copertina: elaborazione Canva (foto di Laura Costantini -di proprietà della stessa- e cover del libro recensito).