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Diario di Viaggio: Salisbury e Bath, giugno 2018

Ah, quanto si sta comodi, quando in un pullman da 50 posti si schiaffano a sedere venti turisti, con gli zainetti, le guide, i viveri (e le bevande) di conforto. Due posti a testa: una delizia. Così posso stendere le gambe e godermela in santa pace.

La tabella di marcia di oggi prevede due tappe: Salisbury e Bath. Confesso che è la seconda ad attirarmi, specialmente dopo l’articolo di Rebecca Quasi (lo trovate QUI).

Salisbury (si pronuncia /ˈsɔːlzbɹi/, accidentaccio!) è una ridente cittadina (assomiglio a una guida tipo Touring Club, eh?) del Wiltshire, attraversata dal fiume Avon (Avon… e mi viene in mente Georgette Heyer, con La pedina scambiata e Il figlio del diavolo).

Salisbury si presenta con un corso d’acqua e una simpatica banda di cigni. Il sole picchia implacabile e -udite!- ci stiamo abbronzando.

Poco oltre, il fiume Avon diventa serio e maestoso.

Il mercato comincia ad animarsi. Più tardi sarà quasi impossibile attraversarlo, se non a forza di “Sorry… Excuse me…”.

A Salisbury mi pianto davanti a una casa che agli attenti osservatori riporterà alla mente un film uscito alcuni anni fa. Vi aiuto… Jane Austen… Indovinate? No?

Va bene, sono mossa a pietà (e addolcita dal pensiero del cream tea con cui farò festa nel pomeriggio). Si tratta di Mompesson House, una delle locations che compaiono nel film “Ragione e Sentimento”.

Al n° 1 di Minster Street, vi imbattete nella più antica locanda di Salisbury (uno di quei 25 pub del Regno Unito dove DEVI andare a bere prima di morire: io ci ho mangiato un panino, andrà bene lo stesso?), “The Haunch of Venison”. Al primo piano, c’è una saletta con il camino e uno dei sandwich più saporiti che abbiate mai gustato. Fateci un salto.

Logo della locanda-pub Haunch of Venison (http://haunchpub.co.uk/)

Se la cucina vi interessa poco, andateci perché quella locanda fu la sede di un incontro importante, quello tra Winston Churchill e Dwight Eisenhower, che vi pianificarono lo sbarco il Normandia, fra un bicchiere e l’altro.

Dopo il panino, si scarpina fino alla Cattedrale, il cui nome ufficiale è  Cathedral Church of the Blessed Virgin Mary. Fu eretta in soli 38 anni (dal 1220 al 1258, un record) ed è uno dei migliori esempi dello stile architettonico gotico inglese.

Nella cattedrale si trovano una copia della Magna Charta Libertatum (fila per vederla) e quello che gli inglesi definiscono il più antico orologio al mondo (non è vero: andate a Chioggia e poi mi direte).

Il chiostro è molto bello e garantisce una passeggiata al fresco.

Quello che mi ha colpito di più, però, è il monumento funebre al nobile Robert Hungerford, che volle farsi ricordare con l’amato cane.

Ed ecco il cagnolino che, per l’eternità, scalda i piedi al padrone. Lo so, ci sono altri monumenti funebri, per non parlare delle statue, delle vetrate, dei vessilli dei reggimenti che combatterono per il proprio Paese… ma questo monumento mi ha veramente commosso.

Prima di arrivare a Bath, vi potete rilassare con un gioco che ho trovato nel sito di libreriamo.it: quale eroina di Jane Austen sei? Scoprilo con questo test!

Quale eronia di Jane Austen sei? Scoprilo con questo test

Ho fatto il test. E non ho barato. Chi sono? Ecco qui…

Razionale come Elinor Dashwood. Sei assennata, critica e molto padrona delle tue emozioni. Proprio come per la protagonista di “Ragione e sentimento”, la tua praticità, senso della realtà e  spirito di adattamento sono il tuo punto di forza, poiché ti salvano da qualsiasi imprevisto cambiamento di vita ad opera del destino. Dovresti lasciarti coinvolgere un po’ di più dalle sane emozioni e non tenere tutto dentro.

Ed eccoci arrivati a Bath. È è la città più grande della contea del Somerset , ed è nota per le sue terme costruite in epoca romana. Si trova nella valle del fiume Avon, a 97 miglia (156 km) ad ovest di Londra e a 11 miglia (18 km) a sud-est di Bristol. La città è diventata un sito del patrimonio mondiale nel 1987.

Ci infiliamo nel complesso termale, che comprende una grande vasca e il museo. Tanta gente. Si fa fatica a fotografare qualcosa fra un turista e l’altro.

Il “pezzo” più bello dell’intera collezione museale è la testa della divinità protettrice del complesso: si tratta di una scultura in bronzo dorato che raffigura Sulis Minerva, e che fu scoperta nel 1727.

Usciamo dalle Terme e ci contiamo: venti, più la guida, siamo a posto. Nessun disperso.

In pochi metri quadrati, Bath raccoglie edifici di grande prestigio e di alto valore. Il secondo appuntamento della giornata è con l’Abbazia.

The Abbey Church of Saint Peter and Saint Paul, o semplicemente Bath Abbey, fu fondata nel VII secolo, riorganizzata nel X secolo e ricostruita nel XII e XVI secolo. Rappresenta uno dei maggiori esempi di gotico perpendicolare della West Country.

La chiesa ha pianta a croce latina e può contenere circa 1200 persone. Viene usata per cerimonie religiose e civili, concerti e letture. Non c’è il bar (non scandalizzatevi, molte abbazie e cattedrali hanno il bar o, comunque, un punto di ristoro).

Lascio la parola a Wikipedia. La città di Bath è impreziosita dal Royal Crescent, un complesso residenziale molto importante che include trenta unità abitative a schiera. Fu ideato da John Wood il Giovane e realizzato in meno di dieci anni, tra il 1767 e il 1774. La sua peculiarità è rappresentata dalla forma a mezzaluna (crescent, in inglese, vuol dire appunto mezzaluna): non è un caso che questo complesso costituisca l’esempio di architettura georgiana più importante di tutto il Regno Unito.

Il numero 1 del Royal Crescent non è una casa ma un museo, che è affidato alle cure della Bath Preservation Trust, grazie al quale si può scoprire l’arredamento scelto dai ricchi proprietari di un tempo per le proprie abitazioni.

Di fronte al Crescent si trova, poi, il Royal Victoria Park, che è una piattaforma che viene adoperata durante la stagione estiva per il lancio di piccole mongolfiere, principalmente nel tardo pomeriggio o di prima mattina.

Nel cuore della città si trova il Jane Austen Center, un’esposizione permanente che esplora l’epoca di Jane a Bath e l’influenza che questa bellissima città ha avuto sui suoi libri, personaggi e vita personale. La statua in cera di Jane Austen è opera dello scultore Mark Richards.

Il Jane Austen Center è situato in una proprietà d’epoca originale, e le visite sono arricchite da guide esperte in costume Regency. Ci sono discorsi, attività e mostre contemporanee, inclusa l’opportunità di vestirsi in costume Regency e vedere un film esclusivo con Adrian Lukis (il signor Wickham nel celebre adattamento della BBC di Pride and Prejudice ).

A questo punto, il panino mangiato a Salisbury è un lontano ricordo e mi infilo in una sala da tè per un meritatissimo “cream tea”. Il tè c’entra, ed è buonissimo, ma è il resto che mi attira. Fin da quando Rebecca Quasi (ma sì, è lei la spacciatrice di godurie Made in England!) mi parlò di questa crema squisita, a metà strada fra la panna e il burro, che gli inglesi spalmano su scones e altri pasticcini. Bevo e mangio in religioso silenzio: mi godo questo momento che diventerà un ricordo da conservare negli anni. Direte “E tutto il resto?”. Rispondo “La cucina è cultura, gente!”

Ho dimenticato di fotografare la teiera, la tazza, il pasticcino XXL e la clotted cream. Vi lascio il volantino della tearoom, se per caso passate da Bath…

Al prossimo “Diario di Viaggio”!

N. B. Le fotografie del Royal Crescent e del Jane Austen Center sono di Carola Besana, una dei compagni di viaggio.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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