Diario di ViaggioRubriche

Diario di Viaggio: la Torre di Londra, giugno 2018

Cominciamo con la parte noiosa? Dai, un po’ di storia…

La Torre di Londra è un castello situato sulla riva nord del Tamigi. La Torre Bianca, da cui il nome della struttura, fu edificata da Guglielmo il Conquistatore nel 1078. È costituita da diversi edifici, edificati soprattutto durante il regno di Riccardo Cuor di Leone, Enrico III e Edoardo I (secoli XII e XIII). Nel corso dei secoli, è stata utilizzata come arsenale, tesoreria, ménagerie, sede della Royal Mint, (Ufficio del Pubblico Registro) e sede dei gioielli della Corona inglese. Tra il XVI e il XVII secolo l’utilizzo come prigione ebbe la sua fase di picco, quando molti personaggi caddero in disgrazia, come Elisabetta I quando non era ancora regina. Nella seconda metà del XIX secolo, istituzioni come la Royal Mint si spostarono al di fuori della Torre di Londra, lasciando molti edifici vuoti. Durante la prima e seconda guerra mondiale, la Torre è stata nuovamente utilizzata come prigione e vi sono state le esecuzioni di 12 uomini accusati di spionaggio. Al termine del secondo conflitto mondiale, i danni causati durante la battaglia d’Inghilterra sono stati velocemente riparati e il castello ha riaperto al pubblico. Oggi la Torre di Londra è una delle attrazioni turistiche più popolari del paese. Sotto la giurisdizione cerimoniale del Conestabile della Torre, fa parte dell’Historic Royal Palaces ed è protetta come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Immaginate una giornata di sole, 28 gradi di temperatura (non scherzo, a Londra, sì), un’arietta piacevole e un gruppo bene assortito di turisti curiosi. La sottoscritta nel mucchio, con il suo bastone e due infiltrazioni al ginocchio destro che -alleluia!- sembrano funzionare.

Sul pullman, si chiacchiera come tante allegre cicale, mentre Londra scorre davanti ai nostri occhi. “Ahhh… Ohhh…”: ho detto tutto. Vi piazzo qualche foto scattata lungo il tragitto dall’albergo alla Torre di Londra.

The London Bridge

La costruzione rotonda, sede del Comune, è detta “Il testicolo”. A destra, “La Scheggia”, di Renzo Piano.

Arriviamo sparati, dopo una lauta colazione (ne parleremo) in albergo. Vogliamo sbrigarci, per non essere sommersi dalla marea montante di visitatori. Primo ingresso: l’esposizione dei gioielli della Corona. Dopo un’ora, ci spiega la guida, le sale saranno piene di gente e non sarà possibile vedere niente (soprattutto per quelle che sono dannate da 163 centimetri di altezza… se e quando mi tengo bella dritta).

Evitiamo la coda!

La visita alla Torre e al Tesoro della Corona costa 31 sterline, pari a circa 35 euro. Potete prenotare i biglietti online, vi risparmiate una bella coda. Per arrivarci, consiglio di scendere alla fermata della Metropolitana “Tower Hill” (il biglietto costa 4,90 sterline, pari a circa 5,50 euro).

Gli orari:

Estate (01/03 – 31/10)
Martedì-sabato: 09.00-17.30
Domenica-lunedì: 10.00-17.30
Ultimo ingresso: 17.00

Inverno (01/11 – 31/02)
Martedì-sabato: 09.00-16.30
Domenica-lunedì: 10.00-16.30
Ultimo ingresso: 16.00

Chiuso dal 24 al 26 dicembre e il primo gennaio.

Con un sottile filo di bava che scende dalla bocca (vorrei essere Arsenio Lupin, lo confesso), barcollo da una teca all’altra. Oro e pietre preziose in grandi quantità. Nessuna foto, ovviamente, per via della sicurezza. Obbedisco: trascorrere le vacanze in guardina non è il massimo come aspirazione. Pubblico qualche immagine trovata nel web (n.d.r. Le fotografie senza attribuzione sono state scattate da Babette Brown).

Il Diadema e la Corona di Stato di Maria di Modena (Maria Beatrice d’Este) realizzati per la sua incoronazione con il re Giacomo II nel 1685.
(credits: quilondra.com)

Visita d’obbligo all’armeria e rimembranze letterarie (Sir Walter Scott!). La Cappella di San Giovanni, la ricostruzione di qualche stanza dell’appartamento reale. Corri, corri, sempre con la marea di umani che monta alle spalle. Alla fine, mi trovo a rotolare giù per una tortuosa scala in ferro. Quanti piani? Non li ho contati, ma erano tanti. Dopo, ho saputo dell’esistenza di un ascensore…

La Cappella di San Giovanni.

Tiro il fiato per due secondi, perché una processione di personaggi in costume me lo mozza. Chi sono? Che cosa fanno?

Dal 5 maggio al 28 agosto, ha luogo lo spettacolo “Anne Boleyn – Live at the Tower of London”. Si tratta della rievocazione dell’interrogatorio, del processo e dell’esecuzione di Anna Bolena, la seconda moglie di Enrico VIII.

Tantissima gente, assiepata lungo l’area dove si svolge lo spettacolo. Molti si siedono sul prato, i fortunati (eheheh) occupano le poche panchine. Capisco una parola ogni tanto, ma questo non mi impedisce di seguire con attenzione spasmodica il dipanarsi della tragica vicenda. Mi accorgo che il gruppo se n’è andato da un pezzo e corro per non arrivare in ritardo al punto di raccolta.

Salgo sul pullman in uno stato d’animo particolare. Quello di chi ha visto la storia svolgersi sotto i suoi occhi.

Alla prossima.

Post precedente

L'Artiglio Rosa: Maria Masella, Mia Mirtàl, RJ Scott

Post successivo

Diario di Viaggio: Salisbury e Bath, giugno 2018

Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *