Alice ha una vita perfetta: due bambini piccoli, una carriera da influencer e decine di migliaia di follower che pendono dalle sue stories. Peccato che i figli mostrati ogni giorno sui social siano bambole, e che nel condominio di via dei Tigli la chiamino “la svitata col passeggino”. A lei non importa: cammina dritta, gentile e convinta che la normalità sia un concetto sopravvalutato. L’equilibrio crolla quando al primo piano spunta un cadavere. Si tratta di Marcello Conforti, proprietario di un appartamento che da tempo cercava di cacciare Alice. Fra gli inquilini i pettegolezzi si sprecano: che Alice sia non solo stramba, ma anche un’assassina?
Per fortuna al piano di sopra c’è Gabriele, che è appena stato sospeso da scuola e ha molto tempo libero per aiutarla a trovare il vero colpevole. E c’è soprattutto Zeno, un agronomo che preferirebbe parlare con gli alberi, ma finisce sempre per prendersi cura delle persone. Compreso Gabriele, a cui fa da guida e, quando la madre non c’è, da babysitter. Zeno, tra equivoci e vicini troppo zelanti si ritrova suo malgrado al centro di una storia che mescola ironia, umanità e il fiorire di un nuovo, inaspettato sentimento.
Titolo: Il morto al primo piano. E altre grane condominiali.
Autrice: Rebecca Quasi.
Genere: Giallo cosy.
Serie: no.
Editore: Giunti.
Prezzo: euro 9,99 (eBook); euro 16,10 (copertina flessibile).
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Quando il mistero incontra l’ironia (e un passeggino molto particolare)…
Ci sono autrici che arrivano in libreria in punta di piedi.
E poi c’è Rebecca Quasi, che alla libreria ci arriva con una carriera nel self-publishing già ben salda, un pubblico affezionato e una voce narrativa riconoscibile al primo paragrafo. Il passaggio alla pubblicazione con Giunti non è quindi un salto nel vuoto, ma piuttosto un nuovo capitolo di una storia già avviata — e decisamente promettente.
Il romanzo che segna questo esordio in libreria è un giallo cosy brillante, di quelli che fanno sorridere mentre il mistero prende forma pagina dopo pagina.
La protagonista è Alice, influencer con una vita apparentemente perfetta: due bambini piccoli, un seguito social importante e stories seguitissime.
Peccato per un dettaglio non proprio irrilevante: i bambini che mostra ogni giorno online… sono bambole.
Nel condominio di via dei Tigli la chiamano senza troppi giri di parole “la svitata col passeggino”.
Alice, però, cammina per la sua strada con una gentilezza ostinata e una convinzione incrollabile: la normalità è un concetto decisamente sopravvalutato.
L’equilibrio già precario del condominio crolla quando compare un cadavere al primo piano.
La vittima è Marcello Conforti, proprietario dell’appartamento e — coincidenza poco felice — uomo che da tempo cercava di sfrattare proprio Alice.
A questo punto il meccanismo dei pettegolezzi condominiali si mette in moto con l’efficienza di un orologio svizzero: Alice non è solo stramba… è anche un’assassina?
Per fortuna Alice non è sola.
C’è Gabriele, studente appena sospeso da scuola, ma studente e informatico brillante: dotato, quindi, di risorse preziose per le indagini improvvisate.
E c’è Zeno, agronomo che preferirebbe di gran lunga conversare con gli alberi, visto che con gli esseri umani non lega più di tanto, ma che possiede quella rara qualità di chi finisce sempre per prendersi cura degli altri — anche quando non era nei suoi programmi.
Fra vicini troppo zelanti, equivoci, sospetti e un’indagine condotta con spirito decisamente poco ortodosso, Zeno e Alice si ritrovano trascinati al centro di una vicenda che mescola mistero, ironia e una notevole dose di umanità. E, come spesso accade nei romanzi di Rebecca Quasi, anche la possibilità inattesa di un sentimento nuovo.
Il punto di forza dell’autrice — chi la segue dai tempi del self lo sa bene — è proprio questo:
una scrittura che sa essere ironica senza diventare superficiale, capace di sorridere anche quando la storia tocca zone più oscure o dolorose.
La lingua è moderna, scorrevole, vivace, ma senza cadere in quel linguaggio un po’ “sbracato” che purtroppo compare spesso in certa narrativa contemporanea. Qui, invece, l’ironia nasce dalla situazione, dai personaggi, dagli scambi di battute: mai forzata, sempre naturale.
E i personaggi sono la vera ricchezza del romanzo.
Alice, con la sua eccentricità ostinata, è di quelli che restano impressi. Zeno è un protagonista silenzioso e gentile. Gabriele aggiunge energia e scompiglio quanto basta. Intorno a loro, il microcosmo condominiale di via dei Tigli diventa quasi un piccolo teatro umano, dove ognuno osserva, commenta e sospetta.
Una menzione personale non posso non farla: mi ha profondamente commosso la dedica dell’autrice, in cui mi ringrazia per aver accompagnato i suoi primi passi nella scrittura. Nei miei archivi conservo ancora l’editing di alcuni dei suoi primi romance, e vedere oggi Rebecca Quasi arrivare sugli scaffali di una grande casa editrice è una soddisfazione che va oltre il semplice ruolo di lettrice.
Significa assistere alla crescita di una voce narrativa che ha trovato la sua strada.
E questo romanzo ne è una prova luminosa.
Nota personale sul prezzo. Il cartaceo, su Amazon, si trova a 16,10 euro: per un volume di buon spessore è una cifra più che equa. Diverso il discorso per l’ebook a 9,99 euro, prezzo stabilito dalla casa editrice: una cifra che, a mio parere, resta piuttosto alta per il formato digitale. Ma questa è una riflessione generale sul mercato editoriale — non certo sulla qualità del romanzo.
Copertina dell’articolo creata con ChatGPT e Canva.
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