Che tipo di marito può rivelarsi un Barbablù?
Genova, 1856.
Nella numerosa e stravagante famiglia Fleres, in cui le passioni rovinose sono all’ordine del giorno, la ventottenne Regina è considerata quasi una vedova. Sette anni prima il suo fidanzato è morto valorosamente nella battaglia di Novara e nessuno si aspetta che lei possa pensare di sposarsi, tradendo il ricordo di un simile eroe! Quando la giovane nipote Babetta, di ritorno da un viaggio, si presenta con un fidanzato del tutto inappropriato, di vent’anni più grande, serio e quasi arcigno quanto lei è leggera e superficiale, e per di più vedovo e con un figlio quasi adolescente, Regina è l’unica ad avanzare dubbi su quell’unione. Dubbi che i familiari interpretano per invidia. Ma, davvero, cosa c’è da invidiare? Chi potrebbe aver voglia di diventare la moglie di David Ballestreri, quella specie di Barbablù che sembra aspettarsi che il mondo intero si metta sull’attenti alla sua presenza? Tuttavia… un attimo di smarrimento, un panico improvviso, e le cose possono cambiare in modo repentino e una matura zitella, pressoché rassegnata al suo destino, può ritrovarsi tra le braccia di un Barbablù… senza quasi sapere come ci sia finita. A parte che non è riuscita a resistere alla scandalosa attrazione che si è sprigionata tra loro. Sposare un Barbablù, però, è sempre un azzardo, perché non si può mai sapere quali segreti nasconda. D’altra parte, anche Regina ha un segreto, che è riuscita a tenere nascosto per sette anni ma che d’improvviso si ripresenta alla sua porta carico di minacce…

Titolo: Un marito per Regina.
Autrice: Roberta Ciuffi.
Genere: Romance storico.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 2,99 (eBook); euro 11,43 (copertina flessibile).
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Quando Barbablù ha gli occhi di ghiaccio e vive a Genova (ma niente cantine piene di cadaveri, forse).

Che succede se una vergine rassegnata (pardon, quasi vedova morale) incontra un uomo che sembra uscito da una favola gotica, con l’aria del “non disturbarmi o ti guardo male”? Accade che lo sposa. Senza capirlo, senza volerlo… e senza capire ancora come ha fatto a rotolare dritta tra le braccia di un Barbablù ligure, vedovo, arcigno, ma capace di sprigionare un’attrazione da far arrossire anche le mattonelle del porto.

Siamo a Genova, 1856. La famiglia Fleres è il caos romanticamente organizzato: passioni, gelosie, tragedie domestiche e drammi da corredo. In mezzo a tutto ciò c’è Regina, ventottenne di carattere tranquillo, reputazione illibata e lutto eterno per un fidanzato morto nell’eroica battaglia di Novara. Tutti la credono una santa martire dell’amore. Lei, invece, vorrebbe solo che nessuno le mettesse un monumento funebre davanti al cuore.

Ma il destino è vizioso: la nipote Babetta torna a casa con un fidanzato “inadatto”, vedovo, maturo, serioso… insomma, uno che sembra il suo stesso suocero. Tutti lo esaltano; Regina soltanto vede rosso. Non per invidia (come le rinfacciano), ma perché qualcosa puzza. Il problema è che la prima a cadere nella rete del serio David Ballestreri… è proprio lei.

E qui la trama prende fuoco. No, non aspettatevi solo sospiri e tè freddi: Regina, alla faccia della vedova vestale, si ritrova coinvolta in un’attrazione scandalosa, una di quelle che non si dovrebbe raccontare all’ora del rosario.

Tra segreti che riemergono dopo sette anni (alla faccia della rassegnazione), sguardi che mordono più di un bacio e una Genova agitata dai venti del Risorgimento, la storia si tinge di giallo, rosa, nero e… rosso. Rosso passione, ma con garbo: sì, c’è erotismo, ma niente pale e torce dei vicini indignati.

I punti forti…

Un romanzo corale ricco di personaggi ben definiti, ciascuno con caratteri e nevrosi tutte loro.
Romanticismo diverso dal solito, senza i cliché da zuccheriera.
Ironico, agile, con finale prevedibile (ma non importa, perché il bello è il viaggio).

Per chi è consigliato? Per chi ha voglia di una storia d’amore con più personalità che miele; per chi ama i segreti familiari, la Genova ottocentesca e gli uomini impossibili da capire (ma facili da desiderare).

Perché leggerlo? Per scoprire che a volte Barbablù non uccide le mogli. Le sposa… e poi le seduce.