Il loto viene coltivato a scopo alimentare per la radice, che in giapponese si chiama renkon. La si consuma tagliata a fette e sbollentata in acqua e aceto, oppure stufata con salsa di soia e mirin.
In questo angolino pacifico di campagna nella Prefettura di Chiba, chissà perché, ci sono distese sterminate di campi umidi per la coltivazione del loto. I fiori sono uno spettacolo, c’è ovunque un volo di libellule, ma quello che davvero mi ha sorpresa… sono le rane!

A sinistra: Grazia Maria Francese.Sfondo: valle dei fiori di loto.

Hokketani, la valle dei fiori di loto. Chiba, Giappone.

La città di Novara dove sono nata io è circondata da risaie, da piccola ci andavo sempre con i nonni in bicicletta, anche a pescare le rane. Sono ancora capace di riprodurre il loro gracidio, come mi facevano fare per attirarle verso l’esca. Qui però, più che un gracidio è un muggito! Non per niente sono chiamate ushigaeru, “rane-mucca”. Roba da non credere, fanno proprio muu, muu.

Copertina: elaborazione Canva di due immagini (inviate da Grazia Maria Francese).

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