Il loto viene coltivato a scopo alimentare per la radice, che in giapponese si chiama renkon. La si consuma tagliata a fette e sbollentata in acqua e aceto, oppure stufata con salsa di soia e mirin.
In questo angolino pacifico di campagna nella Prefettura di Chiba, chissà perché, ci sono distese sterminate di campi umidi per la coltivazione del loto. I fiori sono uno spettacolo, c’è ovunque un volo di libellule, ma quello che davvero mi ha sorpresa… sono le rane!
La città di Novara dove sono nata io è circondata da risaie, da piccola ci andavo sempre con i nonni in bicicletta, anche a pescare le rane. Sono ancora capace di riprodurre il loro gracidio, come mi facevano fare per attirarle verso l’esca. Qui però, più che un gracidio è un muggito! Non per niente sono chiamate ushigaeru, “rane-mucca”. Roba da non credere, fanno proprio muu, muu.
Copertina: elaborazione Canva di due immagini (inviate da Grazia Maria Francese).
I libri di Grazia Maria Francese li trovate QUI


Grazia, che emozione! Scoprire le rana-mucca mi ha fatto sorridere della stessa manera che ha fatto sorridere lautrice. A 66 anni, la vostra nuova vita a Tokyo sembra davvero una fuga meravigliosa dalle rane dei nonni! E io, con la mia A.I., mi auguro di avere ancora tanto tempo per scrivere (e trasformare la sfortuna, scommetto!). Lidea di una rana che fa muu, muu è un vero spasso! Un grande in bocca al loto per questa avventura!grow a garden calculator
In bocca al loto è fantastica! Grazie!