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Recensione: Blood Bonds, la Prima Trilogia

Titoli della Trilogia: SoffocamiDistruggimiUccidimi.
Autrice: Chiara Cilli.
Editore: self publishing.
Prezzo: euro 4,99 (per ciascuno dei tre eBook).

**Attenzione**
Si tratta di Romanzi Dark Contemporanei: contengono situazioni inquietanti, scene violente, linguaggio forte e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non sono adatti a persone sensibili al dolore e alla schiavitù. Non sono adatti a minorenni.

Soffocami (Volume Primo Trilogia Blood Bonds).

Avevo tutto ciò che ho sempre sognato.
Non ho mai avuto la vita che sognavo.
Avevo lavorato sodo per arrivare dov’ero.
Violenza, soprusi e crudeltà mi avevano segnato per dieci anni.
Ero pronta a portare l’azienda di famiglia ai vertici del successo.
Ero pronto a saziare la mia vendetta contro chi aveva abusato di me per lungo tempo.
Poi mi hanno rapita.
Così ho preso la figlia di Nikolayev.
Ora devo sopravvivere a un uomo che mi consuma l’anima.
Non importa quanto lotterà, non ha scampo.
Non posso lasciare che mi soffochi con la sua presenza letale.
Perché la ucciderò.

Distruggimi (Volume Secondo Trilogia Blood Bonds).

Credevo di essere sopravvissuta all’orrore. Mi sbagliavo.
Credeva di potermi sfuggire. Ma non ha scampo da me.
Non riesco a liberarmi di lui.
Non le permetterò di cacciarmi dalla sua mente.
È nella mia testa, nel mio sangue, nelle mie ossa.
È un mostro che vuole impossessarsi della mia anima e farla a brandelli.
Henri Lamaze è l’incubo di morte da cui non sarò mai in grado di svegliarmi.
Aleksandra Nikolayev è l’ultimo demone che devo sconfiggere.
Questa volta non riuscirò a contrastare il suo veleno.
Questa volta sarò io a non sopravvivere a lei.
È finita.
E non posso accettarlo.

Uccidimi (Volume Terzo Trilogia Blood Bonds).

Non avrei mai immaginato che la mia vita sarebbe finita così.
Non avrei mai creduto che la mia vita sarebbe dipesa dalla sua.
Ero pronta a morire per mano dell’uomo che mi aveva distrutto.
Ero pronto a uccidere la donna che si era presa tutto me stesso.
Ma la mia sofferenza non è ancora terminata.
Ma me l’hanno portata via.
Sta venendo a riprendermi, lo sento.
Me la riprenderò, a qualsiasi costo.
E questa volta non potrò fermarlo.
E questa volta non fallirò.
A meno che non sia io a ucciderlo.

La serie Blood Bonds non è una lettura per tutti, dalle prime pagine del primo volume veniamo a contatto con una realtà con cui mai vorremo avere a che fare, ma che indubbiamente esiste. Cosa succede alla psiche di un bambino quando subisce violenze continuate da parte del proprio padre? E diventa nel corso della sua infanzia il divertimento di un gruppo di pedofili? Cosa accade a un fratello che farebbe di tutto per salvarne un altro, ma che viene puntualmente picchiato fino allo svenimento? Cosa accade a chi vede tutto ciò, ma non può in alcun modo fare nulla per impedirlo?

Henri Lamaze è il prodotto di anni di abusi sessuali, una persona che ha trovato nello stupro la sua valvola di sfogo per fuggire dai demoni del passato, un personaggio danneggiato, irrecuperabile, incapace di provare qualsiasi sentimento positivo, che vive con l’unico desiderio di vendicarsi. Nella speranza che la vendetta possa dissolvere i demoni che gli corrodono l’anima. Henri Lamaze non è in grado di amare nessuno tranne che i suoi fratelli, che come lui sono passati nell’inferno e ne sono usciti completamente plasmati.
Henri è un’arma affilata nell’odio e nel risentimento, che negli anni si è concentrata su un unico obiettivo, vendicarsi del secondo uomo che aveva abusato di lui. E per farlo decide di annientarne la figlia, Aleksandra Nikolayev.

Aleksandra è una donna dal carattere d’acciaio, indomita, ribelle, incapace di accettare un destino che altri hanno deciso per lei; non si spezza, nonostante tutte le angherie, le sevizie fisiche e mentali che subisce da parte di Henri e dei suoi uomini.
“Per un solo dannatissimo secondo, non seppi più dove mi trovavo. Non seppi più chi ero. Non vedevo altro che lui. Non sentivo altro che il suo corpo sul mio. Non respiravo altro che il suo odore selvatico.”

Non lasciatevi ingannare nemmeno per un istante: in questi tre libri non si parla d’amore, mai. Non è amore il legame che unisce Henri e Aleksandra, è ossessione, una malata ossessione che si insinua nelle loro menti, ingannandoli, portandoli a compiere una sorta di gara in cui nessuno dei due vuole piegarsi all’altro.
“Ci guardammo sconvolti. Fu allora che accadde. Fu allora che mi persi nei suoi occhi. Fu solo una microscopica frazione di secondo. Ma fu micidiale.”

Una lotta continua, nella quale la violenza fisica e psicologica la fa da padrona in tutta la trilogia, in un momento in cui la violenza sulle donne è all’ordine del giorno nella cronaca, devo dare atto all’autrice Chiara Cilli, di non aver mai, in nessun momento, snaturato la personalità di Henri, addolcendolo, redimendolo con un gesto o un’azione. In nessun momento chi legge vede in lui una vittima, nonostante il suo passato possa in qualche modo far comprendere come sia arrivato a diventare il mostro che è.

Altra storia il personaggio di Aleksandra: lei è un personaggio forte e volitivo, l’unica combinazione che poteva essere in grado di tenere testa a Henri. Nello stesso tempo, nasce nel lettore la domanda: ma come fa a provare anche la più piccola attrazione fisica per un uomo che abusa di lei?
È una domanda difficile, non tutti reagiamo allo stesso modo davanti a un sopruso, piccolo o grande che sia: c’è chi si ribella, c’è chi soccombe, c’è anche chi nonostante tutto prova qualcosa per il mostro. Che sia condivisibile o meno, resta il fatto che questa combinazione mi ha tenuta attaccata alle pagine della trilogia, quindi direi che l’autrice ha pienamente centrato il bersaglio.

Henri non è l’unico Lamaze la cui vita è stata distrutta sin dall’infanzia, i suoi fratelli Andrè e Armand sono allo stesso modo danneggiati e micidiali, e se il primo è letale quanto i suoi pugnali,  il maggiore dei Lamaze si dimostra altrettanto spietato, seppure con classe.

Una scrittura scorrevole, veloce, senza eccessive descrizioni ambientali, quel tanto che basta per creare un’immagine mentale d’aiuto al lettore. I personaggi sono molto ben caratterizzati, compresi i secondari, i colpi di scena sollecitano l’interesse del lettore, portandolo avanti nella lettura.

Voglio ribadire che questa non è una lettura adatta a tutti. Se vi aspettate una storia d’amore in cui il cattivo di turno si redime per amore, lasciate stare: questa è una storia cruda, violenta, dove non ci sono scuse dietro le quali nascondersi. Nonostante tutto, se le mie parole vi hanno incuriosito, vi consiglio di leggere questa prima trilogia dedicata ai fratelli Lamaze.

Voto: Consigliatissimo. Molto molto hot.

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3 Commenti

  1. 18 settembre 2016 at 8:42 — Rispondi

    Un GRAZIE gigantesco per questa bellissima recensione, collega! 😀 ♥

  2. Teresa Siciliano
    23 settembre 2016 at 13:18 — Rispondi

    La recensione della Cafaro è bellissima. Fa venire voglia di leggere i tre romanzi. Anche se… magari ne sarebbe bastato uno? Io sono nemica di questo genere di trilogia.
    Non ho mai letto niente della Cilli. Sembrerebbe che sia una scrittrice di buon livello. Ma i Dark non sono per me. Quindi seguirò il consiglio della recensora. Ma se l’autrice scrivesse qualcosa di diverso, prima o poi, mi toglierò la curiosità di leggerla.

    • 1 ottobre 2016 at 18:03 — Rispondi

      Ciao Teresa 🙂 Ho scritto altri romanzi di generi diversi, dal fantasy all’erotic suspense, prima di arrivare al dark contemporaneo. Forse potrebbe piacerti un racconto erotico, molto tranquillo rispetto alle altre storie che ho scritto, che pubblicai nel 2014 per Sperling Privé. Il titolo è Sei sempre stato tu.

      Un caro saluto!

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