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Self-Help: Conosciamo Scrivener, di Valentina G. Bazzani (3)

Come creare il proprio outline ideale con Scrivener

Salve a tutti, nelle puntate precedenti abbiamo imparato a conoscere a grandi linee Scrivener, un programma (come dice il nome stesso) ideato apposta per gli autori. Ora vorrei entrare più nello specifico e spiegarvi, passo dopo passo, come io lo utilizzo per la pianificazione dei miei romanzi.

Devo fare però una premessa: questo è un metodo rigorosamente personale, calibrato sulle mie esigente. Non vuole essere un modello universale, ma solo uno spunto che vi aiuti a creare il vostro template perfetto.
Quindi prendete quello che vi serve e sentitevi liberi di dissentire se qualcuna delle soluzioni che vi propongo non fa per voi.

Iniziamo quindi da un’immagine. Il template che ho realizzato e che andrò a descrivere si compone da cinque grandi “contenitori”:
·     trama
·     outline
·     personaggi
·     ambientazione
·     stesura

Per creare queste sezioni non ho fatto altro che cliccare sul simbolo della cartella e sul “+” che si trova in basso nel menù di sinistra (il binder).


Sono poi andata a completare le varie sezioni, scorrendo con il mouse all’interno del  mio indice. Se avevo bisogno di creare delle sottosezioni, cliccavo sul “+” in basso, potevo staccare e spostare tutti gli elementi a mio piacimento.

Dopo aver scritto la trama, ho aggiunto tre fogli alla cartella outline: struttura in tre atti, capitoli/lista scene e idee per scene. Essendo tre parti di un contententore più grande, compaiono così nella mia bacheca.


Vi ricordo che, cliccando sui tre bottoncini della barra degli strumenti in alto, è possibile visualizzarli anche come testo o lista.
Completato l’outline, ho aggiunto le schede personaggi e i dettagli dell’ambientazione. Alla fine le note.

Prima di continuare, vorrei farvi notare una cosa. Nell’ultima puntata vi ho parlato dell’inspector, il menù di destra, che io trovo particolamente utile in fase di stesura. Vediamo perché.

L’inspector è suddiviso in “sinossi”, segnalibri, tag, foto e commenti (contrassegnati dai relativi bottoncini).
Nella sezione sinossi potete inserire in alto un riassunto della scena che state scrivendo e in basso le note. Molto semplice.

Particolarmente utile è la sezione segnalibri. Tornate per un attimo al menù di sinistra, andate su una delle voci principali (trama, outline, personaggi, ambientazione), tasto destro – aggiungi a segnalibri del progetto. Noterete che la voce da voi selezionata è stata aggiunta in alto nel menù segnalibri, con le relative sottocartelle. Perché è importante? Perché nella parte inferiore del menù è possibile visualizzare (e navigare) in questi file. Ciò vi permetterà di scrivere tenendo sempre sott’occhio l’outline, la scheda personaggi, l’ambientazione senza dover abbandonare l’editor. Comodo no?

Torniamo all’inspector.
Tag. Io non li uso, ma servono per contrassegnare le varie parti a seconda del grado di stesura.

Foto. Se volete aggiungere delle immagini. Possono essere utili per ricordarsi i vari ambienti di una casa.

Commenti. Quelli che inserirete man mano nel testo, li potrete visualizzare in ordine tutti qui.

La cartella “stesura” non è altro che un file unico in cui scrivo il mio testo e, successivamente, lo revisiono in prima battuta, come se fosse un file word. La modalità revisione, a cui si accede dal menù “formato”, dispone di diversi colori a seconda dell’avanzamento del lavoro.

Queste a grandi linee sono le principali funzioni di Scrivener, quelle che io trovo più utili, ma ce ne sono tantissime altre, più nascoste, che io uso di meno ma che vi invito ad esplorare. Il bello di questo programma sta proprio nella sua malleabilità. Per imparare ad usarlo al 100% ci vogliono tempo e pratica. Se non l’avete già acquistato, quindi, vi consiglio di cominciare con la versione di prova, valida per trenta giorni, per vedere se vi trovate bene in quest’area di lavoro.

Nota dolente di Scrivener è l’esportazione del file. C’è ma è imperfetta. Mi spiego: siccome l’editor non ha le dimensioni normali di un file word (a meno che non le impostiate manualmente voi dalle impostazioni o usando il righello), il file esportato in word potrebbe uscire dai bordi e richiedere una nuova formattazione perché quella di Scrivener non sempre corrisponde. Per questo io, anziché esportare direttamente il file, preferisco copiarlo e incollarlo in un foglio word nella modalità “solo testo”, e poi formattarlo secondo le mie esigenze. Inoltre i commenti vengono esportati in un foglio a parte, cosa che trovo veramente odiosa, a meno che non si faccia copia e incolla di tutto il testo e allora li ritroverete all’interno del testo racchiusi da parentesi quadre. Insomma, non la soluzione più comoda del mondo.
Per questo consiglio di utilizzare Scrivener solamente per la pianificazione o al massimo per la prima stesura e poi passare tutto in word.

Nella quarta e ultima puntata analizzeremo nel dettaglio le opzioni di esportazione. Intanto, se avete domande specifiche vi invito a lasciarmele scritte sotto l’articolo nel gruppo “Babette legge per voi”.

Con affetto,
Valentina.

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Valentina G. Bazzani

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