Nel cuore del Risorgimento italiano, epoca di sogni, lotte e speranze di libertà, Giuditta Bellerio è una donna che rifiuta i limiti imposti dalla società.
Vedova del nobile Sidoli, una tragedia che l’ha segnata profondamente, Giuditta trova nel patriottismo una ragione di vita, una spinta che la trascina nel vortice delle cospirazioni e dei moti carbonari.
Determinata e coraggiosa, diventa una figura di riferimento per i patrioti, entrando in contatto con gli uomini più rivoluzionari della storia italiana, tra i quali Giuseppe Mazzini: il suo pensiero e la sua passione per la causa dell’unità nazionale le cambieranno per sempre la vita.
Pagherà duramente questa sua scelta, con sacrifici e sofferenze, perdendo tutto e rialzandosi ogni volta.
Sullo sfondo corrono anni di smarrimento e ideali in cui il sogno di un’Italia unita sembra prossimo a realizzarsi ma ogni volta si allontana  e la vittoria sarà in chi, come la Bellerio, ha creduto che un nuovo mondo fosse possibile.
Un intreccio di tensioni politiche, amori e tradimenti, che racconta la determinazione di una donna eccezionale, protagonista, contro ogni aspettativa, della storia del Risorgimento italiano.

Trovate QUI il romanzo di Sonia Morganti

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In Italia c’è la pessima abitudine di ignorare le figure più interessanti nella storia del paese. Giuditta Bellerio Sidoli è una di esse.
Questo bel romanzo di Sonia Morganti ne tratteggia con passione la figura: una donna tenera e nello stesso tempo forte, capace di fare in prima persona le sue scelte, sempre con il sorriso sulle labbra, eppure adamantina nel rimanere fedele a sé stessa.
In giapponese esiste l’espressione “gyaku-fu”. Vuol dire “vento contrario”.
Chi infrange le regole della società in cui si trova è trascinato da questo vento su percorsi imprevedibili. Se non si lascia spezzare, a un certo punto si ritrova in una sfera che chi sta alle regole del gioco non potrà mai comprendere, né immaginare: come una vela che il vento contrario porta via, verso terre incognite.
Mi piacerebbe incontrarla, Giuditta. Bere insieme un caffè, nella sala comune della sua pensioncina per esuli. Parlare magari di come è diventato questo paese che lei e tanti altri vollero costruire, a costo di pagare molto cara la scelta fatta.
Mi fermo per non rovinarvi il piacere della scoperta. Vale davvero la pena di immergersi nelle atmosfere che questo romanzo ci regala. Buona lettura!

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Di Grazia Maria Francese vi consigliamo ARDUHINUS, un romanzo storico.

Copertina del romanzo Arduhinus. In primo piano, a figura intera, una ricostruzione grafica del guerriero Arduhinus.

Alla fine del decimo secolo l’Italia è cosparsa di rovine. Bande di Saraceni, Ungari, Norreni l’hanno devastata e i discendenti di Carlo Magno si sono dimostrati deboli, incapaci di respingerne le scorrerie. La popolazione per sopravvivere è costretta a rifugiarsi in bastide e castelli, sotto la protezione dei signori feudali.
La situazione di disordine del Regno Italico ha attirato le mire dei sovrani Sassoni, che si sono impadroniti del titolo imperiale. Quando i Sacri Romani Imperatori calano verso Roma per farsi incoronare dal Papa, i loro eserciti si lasciano dietro una scia di saccheggi e soprusi che colpiscono ugualmente contadini e abitanti delle città.
Molti tra i nobili, di origine longobarda o franca, tentano di ribellarsi a quella che sta diventando una dominazione straniera imposta con la forza e spesso sostenuta dai Pontefici romani. Tra loro manca, però, qualcuno capace di unire le forze di grandi feudatari e piccola nobiltà contro lo strapotere dei Sassoni, rivendicando la corona del Regno Italico.
A Plumbia, un castello sul fiume Ticino, nasce nel 955 il secondo figlio del conte Daido. Sul volgere dell’anno Mille, nelle cronache compare sempre più spesso il nome di quest’uomo: Arduhinus.

Potete acquistare il romanzo QUI.