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Recensione: L’ultima luna, di Camillo Carrea

Nel romanzo agiscono tanti personaggi ma il vero protagonista è il paese, pervaso da un’aura misteriosa che echeggia di via in via. Sulle sue donne pende una maledizione: esse sono destinate a morire prematuramente nelle notti di luna nuova. Poche hanno un figlio. In un’atmosfera carica di oscuri segreti cresce Alessandro Attilio, il narratore: ha due nomi, il primo usato da quelli del Quarto Gliostro, il secondo dal resto del paese. Ha due nonni che si odiano a morte: Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e Bonifacio, apparentemente cinico e miscredente. E tre zii, frutto di uno strano parto plurigemellare. E c’è Zelda, la ragazza dei suoi sogni. Nel paese i pochi giovani vogliono divertirsi, ma gli anziani gridano allo scandalo. Toni vuole fare il ballerino. Virgilio, il pittore. Infinita parla poco e assomiglia al volto di donna dipinta sulla parete del bar della Luna nuova. Lodovico e Adelchi risalgono le scale della storia per capire da dove nasca il mistero che avvolge il paese, tra eretici, alchimisti e streghe. Intanto le donne continuano a morire alla luce della luna nuova accompagnate dal suono di un pianoforte.

Titolo: L’ultima luna.
Autore: Camillo Carrea.
Genere: Narrativa contemporanea.
Editore: Lettere Animate.
Prezzo: euro 2,99 (eBook); euro 8,99 (cartaceo).

Lo ammetto, se non avessi avuto una recensione da consegnare alla fine della lettura, probabilmente avrei mollato dopo le prime venti pagine e sarebbe stato un peccato. Tutta colpa di uno stile che, al primo impatto, sembra solo un’accozzaglia ben scritta di ricordi e pensieri, mentre invece l’autore impasta e mescola ingredienti in continuazione per far lievitare e crescere una storia piena di dettagli che si intrecciano.

In bilico tra la leggenda e la cronaca, tra il ricordo e il presente, questa storia si dipana con pazienza, grazie alla curiosità e al coinvolgimento che crescono lentamente ma inesorabili pagina dopo pagina. Avanti e indietro, nel tempo e nelle vite dei personaggi fino a chiarire e far tornare a posto ogni cosa. E i personaggi li vedi, sono lì che crescono, litigano, sperano e sognano, ora sotto la luna, ora nello Gliostro, tra i tavolini del bar o nelle trincee della guerra di Russia. Gli accenni a dettagli storici e di cronaca quotidiana rendono più intrigante e vera l’atmosfera del racconto.

È un libro che ti tiene compagnia senza fretta, che scorre placido anche quando il racconto si fa più emozionante, perché la lettura non smette mai essere avvolta in una strana aura, un po’ magia, un po’ sogno, un po’ malinconia.

Quattro stelle.
Copia fornita dall’Autore.

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Dalida Lorenzi

Dalida Lorenzi

Nell'attesa di arrivare viva a festeggiare quota 100, trascorro il mio tempo davanti ad uno schermo, che sia quello del pc (da Impiegata per necessità e da Grafica per hobby), della tv o del reader.
Cambierei volentieri il fiumiciattolo dietro casa con il Tamigi, ma devo accontentarmi di sublimare la mia passione per tutto quello che è british con l'aiuto di santa-subito BBC e consorelle.
Un sogno nel cassetto? Uscire dal cassetto!

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