Gisa è una donna longobarda del VII secolo d.C. che, in questo oscuro periodo, attraversa il selvaggio e mutevole territorio europeo, dalla penisola italica alle Terre del Nord. Avrà la ventura di imbattersi in personaggi storici dell’Alto Medioevo mentre, accompagnata dal suo symbŏlum, procede lungo una sottile linea, quella dell’arte ‘astratta’ romano‐barbarica, che la condurrà verso una vita trascendente rispetto al proprio tempo, in un ‘mondo altro’ popolato dagli antenati e dalle forze della Natura. Lontano dagli stereotipi, ma rimarcando preconcetti e tabù, Elisabetta Sinibaldi racconta la storia di Gisa, che assurge a emblema di quella di tutte le altre donne dell’Europa cristianizzata, perseguitate, destinate alla vita claustrale oppure a matrimoni d’interesse, affossate e dimenticate dalla grande Storia, narrata solo dagli uomini e unicamente per loro. L’autrice ci lascia con un interrogativo quanto mai attuale: allora come ora, cosa significa essere l’ultima testimone vivente del proprio popolo?

Titolo: La croce di Gisa. Negli interstizi del tempo, storia di una donna indomita nell’Europa del VII secolo.

Autrice: Elisabetta Sinibaldi.

Genere: Romanzo storico.

Editore: Dei Merangoli Editrice.

Prezzo: euro 14,25 (copertina flessibile).

Per acquistarlo: fate clic qui.

Cinque stelle su cinque. Questo è un romanzo storico che sembra scritto in un’epoca distante dalla nostra. Pochissimi i dialoghi, molto ampio lo spazio dedicato al racconto di quanto sono chiamati ad affrontare i personaggi, a partire da Gisa, la bambina, poi fanciulla, poi donna, poi saggia anziana al centro della vicenda. Non è un caso se il sottotitolo di questo romanzo recita “negli interstizi del tempo storia di una donna indomita nell’Europa del VII secolo”. Sì, siamo negli interstizi di un’epoca poco frequentata dai libri contemporanei. E sì, Gisa è una donna che appartiene al suo tempo e lo sconfessa. Perché si ribella a un destino scritto e affronta una gravidanza proibita, la tortura di chi considera le donne create dal demonio al solo scopo di tentare gli uomini, un lunghissimo viaggio verso il profondo Nord d’Europa, da sola. Fino a trovare una popolazione semisconosciuta (anche dalle fonti storiche) che l’accoglie. Gisela, la saggia matriarca curatrice, l’accoglie come una figlia e accetta il sapere che Gisa porta in dono. Gisa, a sua volta, cresce, cambia, ama, genera la vita, di nuovo. Il racconto procede col passo di una favola antica, solo a tratta intercalata da momenti di riflessione in prima persona da parte dei personaggi chiamati sulla scena. Mentre leggevo pensavo che i brani dalle sacre scritture, i versi tratti da poesie e culture lontanissime da quelle nord europee del VII secolo, creavano la perfetta cornice per una storia universale nella quale – a mio parere – si potevano trovare paralleli col triste destino dei nativi americani. E, nella nota finale dell’autrice, ho scoperto che avevo ragione, che avevo colto gli spunti lasciati qua e là come briciole di Pollicino per capire che Gisa, i suoi figli, i suoi amori, le persone che ha considerato famiglia parlano a nome di tutti coloro che hanno dovuto affrontare la fine di un’epoca, di un mondo, di un sogno. Che si sono dovuti rimboccare le maniche e inventarsi un nuovo modo di vivere. Gisa è una donna in un mondo creato dagli uomini a uso esclusivo degli uomini. Studia per gentile concessione, si ribella al destino della clausura, scopre che la forza non è una questione di muscoli e che una mente fertile e luminosa non è privilegio dei maschi. Mentre le ultime vestigia della romanità lasciavano spazio a longobardi, franchi, alemanni, mentre il Cristianesimo distruggeva qualsiasi sapere che non fosse incasellabile secondo i dettami del Clero, Gisa vive e sopravvive, attraversa l’Europa, impara e insegna. In duecento pagine Sinibaldi condensa una splendida epopea, un viaggio dell’eroina che resta dopo aver chiuso il libro. Consigliato.

Rappresentazione dei tre personaggi della raccolta di racconti "Rise - Keep - Survive": tre giovani uomini racchiusi in tre sfere di vetro.

Questi cinque racconti più uno sono pensati per chi è già fan di KL and the Victorians e rispondono alle curiosità espresse da chi ha già letto la trilogia. Com’è partecipare a un talent e vincerlo a vent’anni? Fino a che punto il successo decide della tua vita, anche e soprattutto sentimentale? Cosa si prova quando una persona che ami è sotto i ferri e non sai se avrà, e quindi se avrai, un futuro? Quanto è facile deludere le aspettative di chi ha totale fiducia in te? Domande cui, forse, troverete risposte in queste pagine che approfondiscono le anime di Robert, di Kiran, di Stan, accompagnandoli fino a un Natale già lontano nel tempo: quello del 2019. Per acquistare la raccolta, fate clic qui.