Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. Il compito che esegue con scrupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli “normali”, siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile. Tutto cambia quando, inaspettatamente, viene convocato nell’ufficio della Suprema Dirigenza. È stato scelto per un compito inconsueto e top secret: dovrà recarsi su un’isola remota, Marsyas, e stabilire se l’orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto. Appena mette piede sull’isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto. Un’incantevole storia d’amore ambientata in una realtà fantastica, meravigliosamente narrata, su cosa significhi accorgersi che, a volte, si può scegliere la vita che si vuole. E, se si è abbastanza fortunati, magari quella vita ci sceglie a sua volta.


Titolo: La casa sul mare celeste.
Autore: T. J. Klune.
Genere: paranormal romance; romance M/M.
Editore: Mondadori.
Prezzo: euro 9,99 (eBook); euro 17,10 (cartaceo).
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Linus Baker è un quarantenne gay, sovrappeso, con pochi capelli e una vita solitaria. Fa l’assistente sociale e lavora per il Dipartimento della Magia Minorile.
Nel mondo distopico in cui è ambientata la storia le persone con poteri magici di qualche tipo non sono ben viste e vengono schedate. Inoltre, esistono orfanotrofi riservati ai bambini soprannaturali rimasti senza famiglia.  Linus sa fare bene il suo lavoro e il suo obiettivo è sempre ottenere ciò che è meglio per i bambini. Quando viene inviato a ispezionare un orfanotrofio avvolto da un’aura di segretezza, si predispone come sempre ad assolvere il proprio compito con freddo pragmatismo, non immagina che quanto troverà farà in modo che niente sia più come prima.
La storia procede con buffe situazioni ed episodi inquietanti.  Assistiamo alla progressiva evoluzione di un uomo che aveva trovato la propria tranquillità nel cieco rispetto delle regole. Ma l’aridità in cui Linus ha sempre vissuto era solo una comoda corazza, che viene incrinata poco alla volta da piccoli episodi quotidiani e dalla scoperta di segnali sempre più dolorosi circa l’atmosfera opprimente nella quale è immersa la società in cui vive.
La narrazione ha un registro ironico, adatto alla consapevolezza di stare raccontando una fiaba. Una fiaba sull’inclusione e l’accoglienza del diverso, sul razzismo che nasce dalla paura, sul grigiore dell’umanità che viene indottrinata dal pregiudizio. Ognuno dei ragazzi è adorabile e l’orfanotrofio sul mare è davvero la casa che meritano, una casa dove essere felici e al sicuro, ma aperti al mondo.
Una fiaba, ma non necessariamente un libro per ragazzi.
La grandezza dei sentimenti, la bellezza del guardare gli altri per quello che sono, la gioia del negare il destino e costruire il futuro giorno per giorno sono valori che non hanno età.
Cinque stelline
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