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Recensione: Il diavolo in primavera, di Lisa Kleypas

Londra, 1876. A differenza di tutte le debuttanti londinesi, la bellissima Lady Pandora Ravenel non sogna di frequentare balli e trovarsi un marito. Preferisce di gran lunga dedicarsi ai suoi affari. Ma la sua strada si incrocia con quella di Gabriel, Lord St. Vincent, impenitente libertino, altrettanto determinato a non essere ingabbiato in un matrimonio. E per entrambi sarà la scoperta di un brivido fino allora sconosciuto…

Titolo: Il diavolo in primavera.
Autrice: Lisa Kleypas.
Genere: Romance storico.
Editore: Mondadori. Collana Oscar Bestsellers.
Prezzo: euro 11,05 (copertina flessibile); euro 7,99 (eBook).

Lisa Kleypas ha combinato un matrimonio letterario, unendo la Serie Ravenel con quella delle Zitelle. Ne è uscito un romance piacevole, anche se -mi dispiace dirlo- non all’altezza dei volumi che ci hanno fatto sognare sulle avventure delle Wallflowers.

Gabriel, Lord St. Vincent, è figlio di Evie Jenner e di Sebastian, da dieci anni assurto al rango di duca. Nonostante il titolo (in originale, “Devil in Spring”), siamo molto lontani dal libertinaggio del padre, terrore di tutte le madri del Ton e idolo delle fanciulle da marito (il bad boy funzionava anche un paio di secoli fa). Il giovane aristocratico ha un solo grosso peccato sulla coscienza: è l’amante di una donna sposata, per la precisione, della moglie dell’ambasciatore statunitense. Donna bellissima e dai gusti “interessanti” fra le lenzuola, che riesce ad appagare le pulsioni del giovane aristocratico.

Pandora Ravenel è impacciata, affetta da semi-sordità a un orecchio (inciampa e non ha assolutamente equilibrio). In compenso, unisce alla bellezza un intelletto vivace e anticonformista: ha inventato un gioco da tavolo e si sta preparando per immetterlo sul mercato. Con tutte le difficoltà che l’epoca opponeva all’imprenditoria femminile.

Nella vita tutto sommato ordinata di St. Vincent, scoppia come una bomba l’incontro-scontro con Pandora Ravenel. Soccorrere la fanciulla in pericolo (non esageriamo… è rimasta incastrata in un divano!) significa comprometterla e… questo matrimonio s’ha da fare.

Come predica il romance, il lieto fine è d’obbligo e così sarà anche questa volta, nonostante i due caratteri opposti, le abitudini consolidate, un caso di terrorismo (ne avremmo fatto a meno, ma capiamo che occorre preparare il terreno per il prossimo volume). Tanto buon sesso, sentimenti nobili e, ciliegina sulla torta, una vampata di vetero-femminismo: Pandora è una donna che agogna all’indipendenza economica, al voto e alla parità di diritti. Insomma, per St. Vincent si tratterà di una scommessa che non può perdere.

Un’ultima annotazione: indecente il prezzo dell’eBook.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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