Leggere sempre gli stessi generi è una coccola, ma ogni tanto arriva quella vocina: “E se provassi qualcosa di diverso?”
C’è chi ama esplorare, cambiare, lasciarsi sorprendere. E chi, invece, difende con decisione le proprie scelte di lettura: perché il tempo è poco e va speso bene.
Uscire dalla comfort zone può aprire porte inattese… oppure portarci dritti verso libri che non fanno per noi.
E allora la domanda è semplice: voi ogni tanto cambiate strada, oppure restate fedeli ai vostri generi del cuore?

Dal confronto emerge una varietà di approcci alla lettura, che si distribuiscono lungo un asse che va dalla curiosità esplorativa alla difesa consapevole della propria comfort zone.

Lettori senza veri confini (o quasi)
Alcuni interventi mettono in discussione l’idea stessa di comfort zone.
Maria Masella legge senza schemi rigidi, guidata più dalla disponibilità del momento che da un genere preciso, pur alternando curiosità e bisogno di rilettura.
Valentina Piazza conferma questa libertà: nessun genere dominante, ma scelte guidate dall’ispirazione e dall’umore, con incursioni anche in territori nuovi.

Curiosi ma realistici
Diversi lettori dichiarano di muoversi tra i generi, ma con equilibrio.
Eward C. Bröwa legge seguendo la curiosità, accettando sia le sorprese positive sia i flop: uscire dalla comfort zone è utile, anche per capire meglio ciò che si ama davvero.
Rossella D’Arcy alterna radicamento emotivo (nelle storie di relazioni e donne) a esplorazioni in altri ambiti, lasciandosi guidare soprattutto dall’impatto iniziale del libro.
Sabrina Tezzele cambia spesso genere, ma resta selettiva: apertura sì, ma non indiscriminata.

Onnivori selettivi
Molti interventi mostrano una disponibilità ampia, accompagnata però da limiti chiari.
Antonella Sacco legge molti generi ma evita ciò che le provoca disagio; per lei la scelta è guidata dalla sintonia personale con il libro.
Isabel White legge in base allo stato d’animo, spaziando ma con esclusioni nette (come lo splatter).
Luana Troncanetti privilegia temi (i conflitti familiari) più che generi, mantenendo comunque una certa apertura.

Confini netti e “no” dichiarati
Emergono anche rifiuti condivisi, soprattutto verso specifici sottogeneri (come mafia romance e mpreg), citati da più lettori.
Questi “no” non sono percepiti come limiti, ma come scelte consapevoli legate al gusto personale.

La comfort zone come scelta consapevole (e protettiva)
Molti interventi sottolineano un cambiamento nel tempo: con meno tempo a disposizione, la selezione diventa più rigorosa.
Fernanda Romani, Elizabeth Rose, Roberta Martinetti, Olivia Spenser e Veronica Reburn evidenziano una tendenza a restare nei territori conosciuti per non “sprecare” tempo di lettura.
Elizabeth Rose aggiunge un elemento importante: uscire dalla comfort zone sì, ma con autori affidabili.
Giovanna Barbieri introduce una dimensione emotiva: nei momenti difficili, la comfort zone diventa rifugio necessario.

Libertà di scelta come valore condiviso
Al di là delle differenze, emerge una convergenza forte: non esiste un modo “giusto” di leggere. C’è chi esplora, chi seleziona, chi resta fedele ai propri generi — e tutte queste scelte sono legittime.
La vera linea comune è una: leggere deve restare un’esperienza personale, libera e significativa.

Il parere di Babette Brown

Uscire dalla propria comfort zone di lettura è una splendida idea… ma non è una religione. Non è obbligatorio, non è sempre utile, e soprattutto non è sempre piacevole. Sta tutto nell’equilibrio.

C’è un momento, nella vita di ogni lettore, in cui qualcuno – o qualcosa – suggerisce “Dovresti leggere altro. Cambiare genere. Uscire dalla tua comfort zone.”
Un consiglio che suona saggio, quasi inevitabile. Ma è davvero così semplice?

SÌ: perché uscire dalla comfort zone può far bene
1. Allarga lo sguardo
Leggere sempre gli stessi generi è rassicurante, ma rischia di creare una sorta di “bolla narrativa”. Cambiare significa incontrare nuovi stili, nuove voci, nuovi modi di raccontare il mondo.
2. Sorprese inaspettate
Quanti lettori hanno scoperto un amore tardivo per un genere che avevano sempre ignorato? Il giallo, la fantascienza, il romance storico… A volte basta un libro “giusto” per ribaltare un pregiudizio.
3. Migliora lo spirito critico
Confrontarsi con ciò che non è familiare ci rende lettori più consapevoli. Capiamo meglio cosa ci piace davvero – e perché.
4. È una piccola sfida personale
Uscire dalla comfort zone è anche un esercizio di curiosità. Un modo per non fossilizzarsi.

NO: quando forzarsi non ha senso
1. La lettura non è un dovere
Se leggere diventa uno sforzo, qualcosa non funziona. Non stiamo parlando di studio, ma di piacere.
2. Non tutto è per tutti
Ci sono generi, temi o stili che semplicemente non fanno per noi. E va benissimo così. Non esiste una “lista obbligatoria” del buon lettore.
3. Il rischio di perdere tempo (e voglia)
Insistere su un libro che non ci coinvolge può portarci a leggere meno, o peggio: a smettere temporaneamente.
4. Le fasi della vita contano
Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno di certezze: storie familiari, autori amati, trame rassicuranti. In quei momenti, uscire dalla comfort zone può essere una forzatura inutile.

Il punto di equilibrio
Forse la domanda giusta non è “Devo uscire dalla mia comfort zone?”, ma piuttosto “Quando ha senso farlo?”
Una possibile risposta è semplice: sì, quando siamo curiosi e quando ci sentiamo aperti al nuovo; no, quando leggiamo per rifugiarci e quando abbiamo bisogno di qualcosa che ci faccia stare bene
In fondo, leggere è scegliere: un lettore non si misura da quanto si “spinge oltre”, ma da quanto sa ascoltarsi.
C’è valore nell’esplorazione, certo, ma c’è altrettanto valore nel tornare, ancora e ancora, a ciò che amiamo.
E forse la vera libertà sta proprio qui: poter scegliere, ogni volta, senza sensi di colpa.

Elenco in ordine alfabetico delle persone intervenute:

  • Antonella Sacco
  • Aurora R. Corsini
  • Babette Brown
  • Cathlin Bø
  • Down Blackridge
  • Edward C. Bröwa
  • Elizabeth Rose
  • Fernanda Romani
  • Fiorenza Borgia
  • Giovanna Barbieri
  • Isabel White
  • Luana Troncanetti
  • Maria Masella
  • Olivia Spenser
  • Piera Nascimbene
  • Roberta Martinetti
  • Rossella D’Arcy
  • Sabrina Tezzele
  • Valentina Piazza
  • Veronica Reburn

Copertina creata con ChatGPT