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Recensione: Inferno e paradiso chiavi in mano, di Federico Maria Rivalta

Una tentazione di troppo per il cronista più imprevedibile d’Italia.

A parte qualche sporadica visita al golf club, da diversi mesi Riccardo Ranieri passa le sue giornate a occuparsi del figlio Antonio e a schivare gli attacchi del diabolico gatto Ragù. Ogni tanto, a tempo perso, scrive un articolo per Il Mattino di Padova o per qualche quotidiano a tiratura nazionale. Per questo, quando Paola Grisutti gli telefona per convincerlo a indagare sulla figlia Sabrina, morta per overdose un anno prima, Riccardo non riesce a resistere alla tentazione di ficcarsi di nuovo nei guai. A poco serviranno i tentativi della sua compagna, il procuratore della Repubblica Giulia Dal Nero, di distoglierlo dai suoi folli propositi. La comunità di recupero che frequentava la ragazza nasconde infatti una serie di ombre che lui non potrà ignorare. Sarà un’indagine tutta al femminile quella nella quale Riccardo si troverà coinvolto. Accanto a lui non solo Giulia, ma anche Sonia Pechinese, la vicedirettrice sociopatica del carcere di Padova, e la troppo affascinante ex collega Cristina Santi…

Titolo: Inferno e Paradiso chiavi in mano.
Autore: Federico Maria Rivalta.
Genere: Giallo.
Editore: Amazon Publishing. Serie Riccardo Ranieri’s series volume VI.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 9,99 (copertina flessibile).

“Inferno e Paradiso, chiavi in mano” è un delizioso romanzo che vi terrà compagnia sotto l’ombrellone strappandovi molti sorrisi e qualche genuina risata.
In breve, Riccardo Ranieri, detto anche “bell’uomo”, giornalista free lance, compagno di Giulia-severo-magistrato, padre felice del piccolo Antonio e del gatto Ragù, si trova, tanto per cambiare, invischiato in una serie di situazioni disastrose ed esilaranti, nonostante sia impegnato nel risolvere un intricato delitto. Ma come è possibile?, chiederete voi. Bene, il perché di tale ossimoro, come lo stesso autore spiega nella postfazione, è contenuto nel titolo. Inferno e Paradiso, come Bene e Male, sono molto vicini, così tanto che a volte sono presenti nella stessa storia e nella stessa persona. In ognuno di noi, infatti, coesistono una parte buona e una cattiva, e non è detto che sia sempre la stessa a prevalere.
È anche questo il motivo per cui l’autore adotta uno stile leggero per trattare argomenti gravi, come quello della diffusione della droga tra i giovani o quello del reinserimento degli ex detenuti nel mondo del lavoro e nella società.
Tutto sommato, concordo, anche se credo che l’animo umano presenti le mille sfaccettature del grigio, senza mai arrivare al bianco abbagliante o al nero più scuro. I personaggi di Rivalta, invece, sono abbastanza stereotipati e, anche se qualcuno di loro cambia all’improvviso comportamento, passando dal bianco al nero e viceversa, manca in loro il contrasto interiore che è tipico di molti esseri umani.
Come giallista bacchettona e divoratrice di noir avrei preferito che il romanzo mi trasmettesse un po’ più di pathos, ma la tensione del racconto viene costantemente interrotta dalle malefatte di Ragù o dai disastri che Riccardo Ranieri riesce a combinare con malcelata nonchalance. Forse, però, è proprio tale contrasto tra la drammaticità del tema e la leggerezza con cui viene affrontato che rende la lettura del libro piacevole. Inoltre, l’autore è dotato di una bellissima scrittura, che scivola via come olio sulla pelle.
Consigliato a tutti coloro che desiderano leggere un libro ben scritto, divertente, con una punta di suspense, che li trascini via, almeno per qualche ora, dalla noia della vita quotidiana.
4 stelline.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

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