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Recensione: Il sangue di Roma, di Massimo Giulio Tancredi

122 d.C. Dopo la scomparsa della Legio IX Hispana nelle oscure foreste della Caledonia, l’imperatore Adriano decide di visitare l’estremo confine della Britannia, dove viene aggredito dalle selvagge tribù dei pitti. A salvargli la vita è Marco Sestilio Annio, tribuno laticlavio, al quale l’imperatore affida un’impresa ai limiti dell’impossibile: costruire una barriera che separi la civiltà dalla barbarie. Ma la frontiera è selvaggia e pericolosa, una terra intrisa di sangue e superstizione, e la sete di vendetta di Drest, capo tribù pitta, per la morte della sua famiglia trascinerà Annio in una guerra che lo costringerà a mettere in discussione ogni certezza, scendendo a patti con sé stesso e con gli ideali di Roma. Una storia che cambierà per sempre il suo mondo, e con esso il nostro.

La storia di un’impresa epica: la monumentale costruzione del Vallo di Adriano, un’ardita opera di ingegneria che per anni ha visto le legioni di Roma impegnate in una guerra aspra e sanguinaria contro gli antichi abitanti delle Highlands scozzesi. Un progetto ai limiti dell’impossibile, in una terra di frontiera oscura e minacciosa, sulla quale il sangue dei legionari è stato versato a fiumi.

Titolo: Il sangue di Roma.
Autore: Massimo Giulio Tancredi.
Serie: Il Vallo di Adriano, Volume I.
Genere: Romanzo storico.
Editore: Fanucci.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 14.45 (cartaceo).

A diciannove secoli dalla sua costruzione, il Vallo di Adriano conserva ancora intatto tutto il suo fascino. Dal 1986 è considerato patrimonio dell’umanità ed è tutt’oggi una delle mete turistiche più gettonate della Gran Bretagna.
Fu costruito dall’imperatore Adriano nella prima metà del II secolo e. v. sia per segnare il confine tra la  romanizzata Britannia e la selvaggia Caledonia che per riparare la provincia romana dalle invasioni dei Pitti, che popolavano le regioni a nord della fortificazione, la più imponente che l’impero romano abbia mai costruito.
“Il sangue di Roma”, primo volume della serie edita da Fanucci, inizia il racconto con i Pitti che attaccano l’imperatore e la sua scorta, in visita alle estreme regioni della Britannia.  Adriano stesso sta per cadere vittima dell’agguato, ma viene protetto dal sacrificio di un giovane tribuno laticlavio, Marco Annio, che si pone tra lui e la lama del guerriero barbaro, perdendo un braccio e salvandogli la vita. Per premiarne l’atto di coraggio, Adriano nomina il giovane Annio legatus legionis, comandante della sesta legione Victrix: un incarico importante, che prevede anche il compito di sovrintendere alla costruzione del Vallo, un compito che il giovane legato porterà avanti con scrupolo, in mezzo a mille difficoltà.
Se Marco Annio è il vero protagonista del romanzo, però, accanto gli si muovono diverse figure di primo piano, il cui punto di vista ci viene spesso presentato nel corso della storia. In particolare, lo sguardo dell’autore si volge spesso dalla parte di Drest, il giovane capo di una tribù dei Pitti, divorato dal desiderio di vendicare i propri fratelli caduti nell’attacco ad Adriano con cui si apre il romanzo. Quello che Drest non sa è che sua sorella, Deidre, non è morta, ma è stata catturata dai nemici e si trova all’accampamento dei romani sotto la protezione dello stesso legato che desidera evitare che la giovane sia fatta oggetto di violenze da parte di alcuni dei suoi uomini che non hanno ben compreso il progetto civilizzatore di Roma.
“Il sangue di Roma” è un romanzo coinvolgente, che ci trasporta in epoche e mondi lontani, anche se, leggendolo, ci rendiamo conto che poi gli uomini non sono tanto cambiati. Ora come allora sono sempre guidati dalle stesse emozioni e dagli stessi sentimenti: odio, amore, sete di gloria, di potere e di vendetta, ma anche dalla pietà, dalla comprensione e dal desiderio di conoscere il diverso.
Da leggere se amate la storia e l’avventura, se vi piacciono i paesaggi magici e tenebrosi, ma anche se amate le storie d’amore complicate, perché nel romanzo ne esiste una davvero bella e romantica.

Consigliato.
5 stelline.

Copia acquistata.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

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