L’argomento è stato proposto da Lucia Guida: Presentazioni sì, presentazioni no.
Che siano in presenza o online, oggi le presentazioni librarie attraversano un momento di criticità: scarse vendite, poca affluenza di pubblico, comunicazione non sempre efficace. Alcuni attribuiscono il problema all’eccessivo numero di libri pubblicati, altri a difetti organizzativi: target sbagliato, location e orari poco adeguati, conduzione ingessata e poco interattiva.
Domande aperte: è ancora utile organizzare presentazioni? Cosa le rende interessanti: l’autore, il relatore, la formula scelta? Meglio online o in presenza?
Ho preparato una sintesi della discussione per coloro che non hanno potuto seguire l’incontro online.
Grazia Maria Francese: ricorda esperienze positive in Italia, sia dal vivo sia con il blog tour online (molto impegnativo, ma efficace). Con la pandemia e il trasferimento in Giappone ha smesso; ora vorrebbe riprendere con presentazioni online.
Ilaria Carioti: non ha esperienza diretta, ma teme la scarsa partecipazione. Si sente poco adatta a presentare i suoi romance davanti a una platea distratta.
Patrizia Ferrando: da relatrice e organizzatrice sottolinea che il successo dipende da luogo, orario, impostazione e comunicazione. Meglio un piccolo gruppo coinvolto che una platea distratta.
Lisa Laffi: preferisce le presentazioni ai firmacopie. Propone incontri dinamici con letture, video, costumi storici, location speciali. Non considera un problema se i presenti non acquistano: conta la partecipazione.
Fernanda Romani: la sua esperienza è limitata; nota che i romanzi fantasy non attirano pubblico generalista. In provincia prevale l’interesse per temi locali o attuali.
E.C. Bröwa: presenta soprattutto in piccoli centri, dove il dialogo col pubblico è più diretto. Ritiene fondamentale la formula: interviste, collaborazioni con altri eventi. Online non funzionerebbe per lui, perché gli manca il contatto diretto con la platea.
Angelique Gagliolo: nel suo paesino e, in generale, nella Carnia le presentazioni sono organizzate da Comuni e biblioteche e funzionano bene, soprattutto se legate al territorio. Sono occasioni utili per farsi conoscere anche grazie alla visibilità su testate locali.
Babette Brown: osserva che nei piccoli centri il richiamo è forte anche per libri non locali, mentre nelle grandi città attrae soprattutto il nome famoso.
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