È buffo come funzionino i fuggitivi, padre: prima o poi trovano sempre una chiesa. Che sia per cercare rifugio o solo un posto dove nascondersi, gli uomini con le mani sporche di sangue sembrano attratti dalla terra consacrata come falene dalla fiamma.
Elijah Moore è un giovane predicatore che vive da solo ai margini del mondo civilizzato, consumato da un senso di colpa che non sa nominare. Inseguito da desideri proibiti e da una fede che punisce più che consolare, ha imparato a nascondersi.
Ma quando un fuorilegge ferito bussa alla sua porta durante una tempesta, tutto cambia.
Silas Wade è pericoloso, armato, e irresistibilmente vivo. Lontano dagli occhi del mondo, i due uomini si scoprono a poco a poco — tra sguardi rubati, segreti condivisi e una passione che nessuno dei due può più negare.
Ma il passato non si dimentica e la legge è in arrivo.
E quando il sangue verrà versato, Elijah dovrà scegliere: la salvezza dell’anima o quella del cuore.
Titolo: Finché avrò il tuo nome.
Autrice: Daniela Barisone.
Genere: Romance male to male; Western.
Serie: Shorts (92 pagine).
Editore: Lux Lab.
Prezzo: euro 1,69 (eBook); euro 10,39 (copertina flessibile).
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OoO
Daniela Barisone si avventura ancora una volta nel genere western e io, da vecchia appassionata del West, non potevo lasciarmi scappare questo romanzo breve.
Da ottima narratrice qual è, ci immerge subito nella vita tormentata di Elijah, giovane sacerdote che gestisce una parrocchia in un paesino ai margini del deserto e si sforza di non pensare ai desideri peccaminosi che lo tormentano. L’impatto con il fuorilegge ferito che si trova a dover soccorrere durante una tempesta lo metterà di fronte a scelte drastiche.
Ho usato il verbo immergere perché questa è la scrittura di Barisone: ci fa vivere all’interno della storia senza usare metodi come il presente o la prima persona, tecniche oggi molto di moda. Dettagliata senza essere prolissa, evocativa, piena di similitudini azzeccate. Sa creare atmosfera, sensazioni, emozioni. Noi che leggiamo siamo lì, con Elijah. Sentiamo nelle narici l’odore del legno con cui è stata costruita la chiesa, che lui pulisce e lustra ogni giorno. Ci infastidisce la polvere del deserto che invade ogni fessura. Tremiamo circondati dai rumori della tempesta.
La storia è raccontata interamente dal punto di vista di Elijah ed è toccante assistere alla sua evoluzione mentre Silas gli fa scoprire la gioia di vivere la propria natura.
Nel delineare la figura del fuorilegge, Daniela Barisone ha evitato lo stereotipo e ha raccontato un uomo non privo di ombre, eppure facciamo il tifo per lui.
Un racconto che si legge con piacere e ci lascia con la sensazione di aver vissuto una bella storia, dove ogni parola è stata ben misurata e usata con abilità.
Cinque stelline.
Copia acquistata.
OoO
Di Fernanda Romani vi segnaliamo l’ultimo romance uscito: LA TORRE CHE CANTA. Ne abbiamo parlato QUI.
Tristan, studente universitario, è entusiasta dell’idea del suo amico Alexander Merlin, aspirante druido, di passare a Stonehenge la notte del solstizio di primavera per un esperimento magico.
L’incantesimo riesce: la Torre-che-canta è davanti ai loro occhi, splendida emanatrice di armonia.
Quando Tristan ci cade dentro, però, l’entusiasmo scema, lasciando il posto a un vago senso di inquietudine.
Uscito dalla torre, il giovane scopre con terrore che il mondo dov’è arrivato non è il suo.
O, forse, non lo è ancora.
Mentre si guarda attorno incontra Mador, abiti medievali e sorriso sensuale. Il nuovo venuto potrà aiutarlo a tornare a casa?
E… Un momento! Cosa ci fa lì un certo Merlin?
L’epoca di re Arthur non era una leggenda?

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