Rimini, notte di Natale del 1988. È qui che tutto ha inizio.
Pensa a undici anni di silenzio. Pensa a una verità che qualcuno ha cercato di seppellire per sempre. Pensa alla Rimini dell’inverno del 1988.
Sofia ha quindici anni e scompare dopo una festa. Nessuna traccia. Nessuna spiegazione. Solo un vuoto silenzio che si allunga sempre di più. I delitti si ripetono, e la città comincia a sussurrare un nome: il Figlio del Tempo di Dopo. Un assassino metodico, capace di aspettare anni prima di colpire. Ogni scena del crimine è un messaggio. Ogni vittima è una firma.
Caterina Barone è una giovane funzionaria di polizia. Preparata. Razionale. Sa leggere le prove, sa collegare gli indizi, sa riconoscere uno schema quando lo vede.
Ma dentro di sé ha una frattura che non si è mai richiusa.
Arrivata a Rimini per dimenticare il proprio passato, si ritrova invece al centro di un’indagine che sembra parlare direttamente a lei. Più scava, più comprende che il killer non sta solo uccidendo. Sta completando qualcosa iniziata molto tempo prima. Le vittime condividono un legame invisibile.
Mentre l’ossessione cresce e le pressioni aumentano, Caterina resta lucida. Analizza. Deduce. Resiste. Ma ogni passo avanti la costringe a guardarsi dentro, dove la verità è più scomoda di qualunque pista investigativa.
Il Figlio del Tempo di Dopo non colpisce solo per rabbia, deve portare a termine una missione.
Lunga undici, insanguinati anni.
Titolo: Undici sorelle.
Autore: Piernicola Antonio Silvis.
Genere: Thriller.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 6,99 (eBook); euro 19,00 (copertina flessibile), euro 23,90 (copertina rigida).
Per acquistarlo: fate clic qui.
Da Palermo a Rimini, Caterina Barone si trova a subire un ingiusto trasferimento che non può rifiutare.
È infatti una poliziotta che non ha peli sulla lingua e si sa che chi non si uniforma e soprattutto è una donna, ha vita grama.
In quegli anni, e qui si parla del 1988, poche erano le persone di sesso femminile che entravano in Polizia e Caterina deve farsi strada con coraggio, ma anche con una caparbietà che non si lascia intimidire.
A Rimini, la notte di Natale, scompare una ragazzina quindicenne, Sofia, e le indagini fatte con tanta attenzione non portano a nulla: sembra che la giovane si sia volatilizzata.
Due anni dopo, un altro omicidio e un piccolo indizio, nonché una videocassetta delirante lasciati dall’assassino, mettono di nuovo in movimento Caterina e la sua squadra, ma anche stavolta senza risultati.
Il killer, nei suoi omicidi, mostra anche la propria perversione. Per altri anni, uccide e si vanta con scritti pieni di autoincensamento. Viene preso solo per un caso di associazione di idee, ed è questo un finale incredibile che ripaga undici anni di indagini e tanta solitudine che Caterina ha ormai accettato, sia per il passato che l’ha segnata fisicamente, sia per l’incapacità e il timore di andare oltre la semplice amicizia.
Il romanzo è avvincente; mi ha appassionato così tanto che l’ho letto in una giornata.
L’autore non solo ha lasciato che l’indagine proseguisse con i suoi tempi, ma ha arricchito la storia con avvenimenti sociali/politici/culturali di quegli undici anni che hanno causato anche gli alti e bassi della carriera della protagonista.
Caterina si fa amare perché, al contrario di qualche suo collega e superiore, riesce a instaurare un rapporto personale con chi le è accanto e con tutti coloro hanno perso un essere a loro caro, tanto che considera le vittime le “sue undici sorelle”.
Piera Nascimbene, che ora ha un cappellino rosa, è un’appassionata lettrice. Appassionata e onnivora. Potete fare amicizia con lei su Facebook, dove ha un profilo. Fate clic qui.

Commenti recenti