Bella la foto, vero?
L’ho scattata dalla base delle Cime di Lavaredo e, per me, ha una grande importanza.
Perché è così che immagino la mia personale vallata delle storie.
Ti stai chiedendo cosa c’entra con il titolo che ho scelto per questo mensile appuntamento con i miei deliri narrativi (non letterari, attenzione; la letteratura è ben distante da tutt* noi): non temere, ci sto arrivando.
Non so se l’hai notato, ma LauraNews di giugno ha anticipato la polemica del mese, quella sulle presentazioni.
Ovvio che nessun* se ne sia accort*, visto che comunque io parlo a un gruppo ristretto di persone, ma questa è la dimostrazione che certi ragionamenti, alcune sensazioni, vivono nell’aria che noi – scribacchin* e imbrattacarte – respiriamo senza neanche rendercene conto.
Quello di cui, invece, mi sono resa conto è che potrei aver dato l’idea di volermi arrendere.
Ecco, NO. Ma proprio no.
Guarda la foto, guarda la vastità di quel panorama.
Per me quello è lo spazio metafisico occupato dalle storie che voglio ancora raccontare.
Un panorama insieme placido e turbolento.
Se scrivi, lo sai. Se leggi, magari non lo immagini.
C’è sempre qualcun* intenzionat* a dire, suggerire, indirizzare, criticare.
Perché non scrivi della crisi delle coppie, della genitorialità, del rapporto sentimentale?
Perché ce ne sono già molti (mi verrebbe da dire troppi) di libri che trattano questi argomenti;
libri, per inciso, che vincono premi, dominano classifiche, vendono copie.
Perché, volendo raccontare storie d’amore, preferisci che siano queer?
Perché mi ispirano di più.
Così discrimini i rapporti eterosessuali, te ne rendi conto?
Non credo proprio che i miei romanzi possano discriminare qualcun*, anzi.
Sai che se ti ostini a inserire schwa o asterischi finisci con inimicarti lettrici e lettori puristi?
Non inserisco schwa o asterischi nei miei testi narrativi, ma quando scrivo post o compilo la mia newsletter, preferisco rendere evidente che non ritengo il maschile sovraesteso rappresentativo di tutte le sfumature di genere e orientamento.
Se qualcun* se ne sente offes*, credo che ci sia ben poco nelle mie storie che possa interessarl*.
Ma quindi presentazioni non ne fai più, giusto?
Sbagliato, ne sto organizzando un paio di un certo livello tra settembre e ottobre, con annesse trasferte.
Così, però, sei incoerente…
No, sono umana. Spesso stanca e scoraggiata. E circondata da esempi di persone che, loro sì, hanno deciso di arrendersi, di lasciar spegnere la fiamma, di chiudere cuore e anima alle storie.
Non voglio unirmi al gruppo di quell* che hanno sempre un giudizio da esprimere.
Non so cosa abbia inaridito la fonte per le persone cui accennavo.
Di sicuro mi dispiace molto per loro e per tutte le voci cui avrebbero potuto dare spazio e pagine.
Pubblicare, oggi, è attività apparentemente alla portata di tutt*.
Le CE spuntano come i funghi, il self-publishing avanza come un caterpillar,
i titoli in uscita sono tanti, tantissimi… troppi?
No, da me questo non lo sentirai mai dire.
Per me chi crea libri crea mondi e le parole che raccontano storie non sono mai abbastanza.
I libri non sono troppi (come ben sanno le scaffalature di casa mia).
Le persone che leggono, invece, non sono abbastanza, soprattutto in quelle fasce d’età in cui si impara ad amare quel sentiero che conduce nella vallata delle storie.
E sentiamo: hai soluzioni tu?
No. Però ho storie da raccontare.
E continuerò a farlo per tutt* coloro che vorranno ascoltarle, senza badare a chi ama chi, senza porre limiti alla fantasia e alle ambientazioni, senza chiedere sempre e solo lo stesso intreccio declinato all’infinito. E se mi hai seguita fino a qui, ormai l’hai capito: non mi arrendo, non arretro.
Impugno il bastoncino, calzo gli scarponi e mi avvio nella vallata: vieni con me?
Se ti va, scrivimi su laurazgcostantini@gmail.com
Leggerti sarà un piacere e uno stimolo.
Grazie e ci si rilegge a settembre
Se vuoi interagire con me ti aspetto:
su FB sono Laura ZG Costantini
su Instagram sono laurazgcostantini
su TikTok sono LauraZG63
E questa è la Pagina Amazon nella quale trovare i miei libri.
Copertina: elaborazione Canva di materiale inviato da Laura Costantini. Immagine inserita nell’articolo inviata da Laura Costantini.


Commenti recenti