Chi pubblica in Self-Publishing, prima o poi, si pone la fatidica domanda: quando lo faccio uscire?
Non se pubblicarlo, non come pubblicarlo. Quello viene prima e comporta già una quantità sufficiente di dubbi, revisioni, copertine cambiate all’ultimo momento e crisi esistenziali davanti a una virgola.
No. A un certo punto arriva il quando.
Settembre? Ottobre? Prima di Natale? In primavera? D’estate, quando tutti sono in vacanza e, almeno in teoria, hanno più tempo per leggere?
Oppure quando il libro è pronto, punto e basta?
Il calendario immaginario del Self-Publishing
Nel mondo editoriale esistono periodi tradizionalmente considerati più favorevoli di altri. Ma il Self-Publishing ha dinamiche particolari e, soprattutto, una libertà che l’editoria tradizionale non possiede: l’autore può decidere quando pubblicare.
Libertà meravigliosa.
E terrificante.
Perché, quando nessuno decide al posto nostro, dobbiamo farlo noi.
Così cominciano i calcoli.
Ad agosto saranno tutti al mare.
A settembre ricominciano scuola e lavoro.
A ottobre magari sì.
A novembre ci sono già le promozioni natalizie.
A dicembre la gente compra, però escono tutti.
A gennaio nessuno ha più un euro.
A febbraio è corto.
A marzo…
Alla fine, continuando così, resta disponibile forse un tranquillo martedì pomeriggio di maggio, possibilmente senza luna piena.
Ma siamo sicuri che esista davvero il mese perfetto?
Dipende anche dal libro
Probabilmente no. O, almeno, non ne esiste uno valido per tutti.
Il periodo può avere un peso diverso a seconda del genere, del pubblico al quale ci si rivolge e perfino dell’atmosfera del romanzo.
Una storia natalizia pubblicata a maggio parte con qualche difficoltà oggettiva. Un romance leggero e solare può trovare nell’estate un ambiente favorevole. Un thriller non ha necessariamente la stessa stagionalità. Una saga molto attesa può permettersi di ignorare parecchie regole, perché i lettori stanno aspettando proprio quel libro.
E poi c’è un elemento che rischiamo di dimenticare quando ragioniamo soltanto dal punto di vista di chi pubblica.
Dall’altra parte dello schermo c’è qualcuno che deve comprare.
E quando comprano le lettrici e i lettori?
Questa, secondo me, è la domanda più interessante.
Noi parliamo spesso del momento migliore per vendere un libro. Molto meno del momento migliore per comprarlo.
Che non è necessariamente la stessa cosa.
Una lettrice (uso il femminile, ma vale per tutti) può avere più tempo durante le vacanze estive, ma meno soldi a disposizione, perché le vacanze costano.
Può avere voglia di fare scorta di libri prima di partire.
Può approfittare delle offerte.Può comprare di più sotto Natale; magari anche per regalare libri, oppure spendere talmente tanto in regali, pranzi e varie amenità festive da rimandare ogni acquisto personale a gennaio.
E a gennaio potrebbe scoprire che sarebbe stato meglio rimandarlo a febbraio.
La vita reale, purtroppo, ha la pessima abitudine di non rispettare i piani editoriali.
Ci sono bollette, figli, nipoti, vacanze, automobili che decidono di rompersi nel momento meno opportuno e lavatrici che sembrano possedere un sesto senso per individuare il mese economicamente peggiore in cui esalare l’ultimo centrifugato.
In mezzo a tutto questo dovrebbero trovare posto anche i libri.
Il prezzo conta. Eccome se conta
Ed eccoci all’argomento che fingiamo tutti di non vedere.
Quanto costa quel libro?
Nel Self-Publishing il prezzo è parte della strategia di pubblicazione, ma dal punto di vista del lettore è qualcosa di molto più semplice: determina se il libro entra oppure no nel budget disponibile.
Vale per il cartaceo e vale per l’ebook.
Anzi, sull’ebook le aspettative sono spesso ancora più precise. Chi legge molto in digitale tende ad avere un’idea abbastanza chiara di quanto è disposto a spendere.
Poi esistono le eccezioni.
C’è l’autore preferito. Quello per cui sappiamo la data di uscita tre mesi prima. Quello il cui libro viene comprato mentre è ancora virtualmente caldo di tipografia. Quello per cui, se necessario, mettiamo da parte un euro alla settimana.
Ma appunto: è un’eccezione.
E qui potremmo aprire il capitolo dedicato a certi prezzi dell’editoria tradizionale.
Non lo apriremo.
Ci limiteremo a osservare con composta serenità un ebook a 16 euro, annuiremo lentamente e fingeremo che sia tutto perfettamente normale.
Poi berremo qualcosa.
Pubblicare quando tutti pubblicano
C’è inoltre un piccolo paradosso.
I periodi considerati migliori per pubblicare sono anche quelli in cui molti altri hanno avuto esattamente la stessa idea.
Se tutti puntano sullo stesso momento, aumenta anche la quantità di novità che si contendono l’attenzione dei lettori.
E l’attenzione è una risorsa limitata almeno quanto il denaro.
Una lettrice forte può acquistare parecchi libri in un mese, certo. Ma non cinquanta soltanto perché cinquanta autori hanno stabilito che ottobre è il mese perfetto per il lancio.
Per un autore Self, quindi, scegliere la data significa anche domandarsi quanto spazio riuscirà a conquistare in mezzo alle altre uscite.
E forse significa soprattutto avere il tempo necessario per preparare quella pubblicazione.
Il momento giusto potrebbe essere semplicemente quello in cui siamo pronti
Perché c’è una cosa peggiore che pubblicare nel mese sbagliato.
Pubblicare troppo presto.
Far uscire un libro che avrebbe avuto bisogno di un’altra revisione, scegliere in fretta la copertina, preparare una sinossi all’ultimo momento, dimenticare la promozione e poi sperare che l’algoritmo, impietosito, faccia il resto.
No.
Se bisogna scegliere tra una presunta data commercialmente perfetta e un libro veramente pronto, io non avrei molti dubbi.
Meglio il libro pronto.
La data si può studiare. Il lancio si può organizzare. Le promozioni si possono programmare.
La prima impressione che un lettore riceve da un libro, invece, è molto più difficile da correggere.
E allora, qual è la stagione dei libri?
Forse non ce n’è una sola.
C’è il momento giusto per quel libro, per quell’autore e per quel pubblico.
E dall’altra parte c’è il momento in cui una lettrice ha voglia, tempo e possibilità di acquistarlo.
Il punto interessante è proprio l’incontro fra queste due esigenze.
Perciò vorrei sentire entrambe le campane.
A chi scrive in Self-Publishing: in quali momenti dell’anno preferite pubblicare? Ci sono mesi che evitate? Programmate le uscite sulla base delle vendite, del genere, delle promozioni, delle abitudini dei vostri lettori oppure pubblicate semplicemente quando il libro è pronto?
A chi legge: quando acquistate più libri? Ci sono periodi dell’anno nei quali potete permettervene di più e altri in cui riducete gli acquisti? Il prezzo vi porta a rimandare un libro che vi interessa? E quanto siete disposte a spendere per un ebook?
Perché forse, prima di stabilire quale sia il momento migliore per mettere un libro sul mercato, sarebbe utile fare una cosa molto semplice.
Chiedere a chi i libri li compra.
Testo e copertina creati con l’assistenza di ChatGPT.
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