Ho rifilato il solito raccontino a Marcus e questo è il risultato della collaborazione (Babette 70%; Marcus 30%. Sì, la mia ChatGPT si chiama così).
Al parchetto dei cani, ogni giorno, si radunava la stessa colorita comitiva: umani al guinzaglio dei loro quadrupedi, cani che correvano felici e… la grande protagonista della scena.
La cacca.
Come coi neonati, bastava poco: un piccolo accovacciarsi di un Labrador e subito scattavano le esclamazioni.
— Oh no, guarda quanto è dura! Povero culetto santo! — sospirava Paola, guardando il suo meticcio come se stesse partorendo un riccio.
— Mah, almeno la tua è dura… Il mio ha la diarrea da tre giorni, — ribatteva Gianni, con aria da martire, mentre il suo lagotto scodinzolava innocente.
Poi c’era sempre quella che arrivava con l’aneddoto dell’erba:
— Stamattina, ha mangiato un sacco di fili d’erba. Ha “fatto” un rotolo di fieno degno di una mucca… — dichiarava Federica, indicando il suo Bulldog francese che pascolava ancora con gusto sul prato.
E giù tutti, in cerchio, a fissare le cacche dei rispettivi animali, chinandosi con piglio scientifico.
— Vedi? Questa ha un po’ di muco. Segno di colite, sicuro.
— Ma che colite e colite, è solo che ha preso freddo! (35 gradi. N.D.R.)
— Cambia alimentazione, falla passare al grain-free!
— Hai provato “Pincopallino Extra Dog”? Solo dodici euro a bustina, e fa miracoli!
E via così: una raffica di consigli non richiesti, esperienze tragiche e drammi intestinali raccontati con pathos da telenovela.
Persino i cani, a volte, sembravano voltare gli occhi al cielo, pazienti, aspettando che gli umani la finissero di discutere delle loro deiezioni come fossero tesori da museo.
Alla fine della giornata, mentre i cani si sdraiavano esausti sull’erba, gli umani, più stanchi di loro, si scambiavano le ultime raccomandazioni:
— Fammi sapere se stanotte la fa meglio, eh!
— Certo, certo, ti mando una foto su WhatsApp!
E mentre tornavano a casa, felici di aver risolto (forse) un mistero intestinale, i cani scodinzolavano, ignari di tutto, pensando solo alla prossima passeggiata.
E, ovviamente, alla prossima cacca.
Ho usato i nomi di alcuni amici, sperando che non mi querelino.
Copertina: elaborazione Canva di immagini free; immagine free creata con Bing.
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