Babette aveva appoggiato il pacco sul tavolo con l’aria di chi sapeva già che, da lì a poco, sarebbe scoppiato il finimondo.
Baguette lo fissava con sospetto, le orecchie dritte come antenne. Maya, più stratega, faceva finta di niente… ma con la coda che tradiva un certo nervosismo.
«Ve lo dico subito» annunciò Babette con calma serafica, «niente alta moda. Quest’anno si punta su sobrietà, calore e portafoglio salvo.»
Il pacco si aprì. Due maglioncini invernali, morbidi, decorati, decisamente rispettabili.
Il silenzio durò mezzo secondo.

«Come sarebbe… Hai comprato questi?» protestò Baguette, oltraggiata. «Io avevo messo gli occhi su un modello francese. Fatto a mano. Con cachemire emozionale.»
Maya annuì, solidale: «E io su uno scandinavo. Minimal. Costoso. Molto costoso.»
Babette sorrise, quel sorriso che precede le grandi verità.
«Tesori miei, costavano come un weekend alle terme. A testa. E non siete neanche in grado di prenotarlo da sole.»
Le due complici si scambiarono uno sguardo. C’era aria di sommossa. Di rivoluzione pelosa.
Poi Babette, pacata come solo lei sa essere, concluse: «Prima di dichiarare la guerra civile… proviamoli.»

Maya, con l’aria di chi lo fa solo per dimostrare che ha ragione, infilò uno dei due maglioncini.
Silenzio.
Con passo lento si portò davanti allo specchio.
Poi un’espressione sorpresa.
«… Mi sta bene,» mormorò.
«Ti sta benissimo» ammise Baguette, con una punta di sincero rispetto. «Ti valorizza il torace. E il portamento.»

Maya fece mezzo giro su sé stessa. Il maglioncino era caldo, elegante, persino un po’ chic.
Baguette sospirò. «Va bene. Non è alta moda. Ma è… più che dignitoso. Senza parlare del fatto che, così colorato, distoglie lo sguardo dalla… ehm… rasatura.»
«Vero, non si nota proprio» ammise Maya, tastando con una zampetta la lana morbida.

Baguette, testa bassa, si sottomise al supplizio. Tira di qua, spingi di là… Inutile, il maglioncino era troppo piccolo.
La cagnolina tirò un sospiro di sollievo che si udì al piano di sotto. «Non ci entro» disse, facendo finta di essere rammaricata. «Sta giusto a  Maya.»
L’umana si arrese: «Lo restituirò, allora. Mi dispiace, ma non c’erano altri maglioncini di taglia più grande. Dovrai accontentarti di quello che ti ho comprato l’anno scorso.»

Baguette si rimirò allo specchio, dando un’occhiata compassionevole all’amica felina: «Sto bene così, al naturale!»
Babette si lasciò cadere sulla sedia, esausta ma vittoriosa.
«Salasso evitato» sospirò. «E pure la guerra civile.»

Per quella sera, la pace regnò.
Almeno fino al prossimo catalogo.

Copertina creata con ChatGPT.