Antonella Enrica Gramone è nata a Novara. Dopo il Master in Comparative Cultural Studies and Translation all’Università di Warwick e il dottorato (Ph.D) al Corpus Christi College di Cambridge, ha lavorato al Foreign and Commonwealth Office di Londra, presso istituzioni britanniche e per un periodo a Budapest.

Da sempre attenta agli studi di genere, Women’s studies  e al rapporto giornalismo-letteratura, ha pubblicato articoli in riviste accademiche internazionali e in monografie su autrici come Anna Maria Ortese, la Marchesa Colombi, Matilde Serao.
Appassionata di viaggi e di scrittura in tutte le sue declinazioni, collabora a periodici femminili e ha una rubrica sul mensile Quattrozampe. Ha pubblicato racconti in antologie (Morellini, Vanda Edizioni, Excogita, Marsilio) e sulla rivista letteraria Crack. Il suo romanzo La lettrice di nuvole è stato recentemente pubblicato da More Stories.
Vive oggi tra Milano e Novara occupandosi di coaching e formazione. Molto presente sui social su temi di viaggi e crescita personale, nei suoi podcast ‘I discorsi del krapfen‘ approfondisce i profili di donne che ci ispirano ed emozionano.

In rete la trovate qui:
Facebook: Antonella.Enrica.Gramone (pagina e profilo)
Instagram @lettricedinuvole

BUONGIORNO E BENVENUTA. COMINCIAMO SUBITO CON LA PRIMA DOMANDA: CHE GENERE SCRIVE?
Grazie per l’ospitalità sul blog. Che genere scrivo? Avendo vissuto tantissimi anni all’estero comunicando soprattutto in inglese, direi che scrivere è per me ‘tornare a casa’, per citare un’espressione di Anna Maria Ortese: riscoprire il piacere di usare la mia lingua madre, l’italiano, col suo imprinting emotivo e stilistico. Amo la scrittura in tutte le sue declinazioni, con particolare affinità con la dimensione della women’s fiction, la lente positiva del feel good, il rosa ‘con una sfumatura in più’, come mi piace definire il mio romanzo La lettrice di nuvole. Da grande viaggiatrice (sono stata in Namibia, Nuova Zelanda, Hong Kong, Groenlandia, eccetera) sento molto nelle mie corde anche la narrativa di viaggio.
Scrivo sia racconti che romanzi. Mi affascina nei racconti la ricerca di nitore, ogni singola parola ha un peso, una densità specifica nell’economia complessiva della storia e, nei romanzi, la possibilità di dare maggiore spazio narrativo alla costruzione di trame e ambientazioni di più ampio respiro. Mi piace molto la fase di documentazione (retaggio in parte anche del periodo trascorso a Cambridge per il mio dottorato  e delle mie attività giornalistiche).

COME SCRIVE? PENNA E QUADERNO? TECNOLOGIA A TUTTO SPIANO?
Da scrittrice-viaggiatrice adoro la qualità della carta dei Moleskine, ne ho una collezione, dalla cover nera classica ai colori più recenti! Ma uso anche post-it volanti e naturalmente computer dove conservare le versioni in progress dei testi su cui sto lavorando e i file dove raccolgo spunti e idee. Mi documento sempre moltissimo quindi ho faldoni sia cartacei che virtuali.

METODICA NELLA SCRITTURA, OPPURE “QUANDO-POSSO-NON-SO-SE-POSSO”?
Cerco di scrivere tutti i giorni, o comunque leggere o rileggere materiali in relazione a ciò che sto scrivendo, unendo disciplina e creatività. Compatibilmente con impegni di lavoro e familiari, mi piace alternare momenti di scrittura nella tranquillità della mia casa a momenti in cui esco alla ricerca di spunti e materiali o, semplicemente per riflettere sulla storia che sto scrivendo, magari su una panchina di un parco o di fronte al mare, la natura ispira sempre! Quando sono all’estero adoro fermarmi col mio portatile nelle caffetterie stile Starbucks. Amo molto anche scrivere nelle biblioteche, ho un ricordo speciale dell’immensa biblioteca dell’Università di Cambridge, col suo mix di fascino antico e di innovazione tecnologica.

AMA SEMPRE QUELLO CHE HA SCRITTO?
Rispetto sempre quello ho scritto (anche se talvolta sono necessari tagli e modifiche) per l’impegno  artigianale che metto nella scrittura. Ogni testo è sempre perfettibile; noi stessi come autori e lettori, a distanza di tempo, ci rapportiamo diversamente allo stesso testo. Lo scrivere in altre lingue oltre all’italiano mi dà sempre una lezione di umiltà e di costante percezione delle infinite sfumature che l’uso di una lingua ci offre e, attraverso la sua specificità, del mondo culturale che ci permette di veicolare.

QUANDO SCRIVE? ALLODOLA O GUFO?
Amo scrivere nei momenti più silenziosi della giornata: in particolare la mattina presto, quando cerco di iniziare la giornata con creatività e gratitudine (un viaggio in Kerala nell’India de Sud mi ha insegnato l’abitudine a questo breve raccoglimento mattutino) e il tardo pomeriggio.

COINVOLTA SEMPRE IN QUELLO CHE SCRIVE? OPPURE DISTACCATA?
Entrambi i momenti coesistono: il piacere della scrittura, il piacere del testo, ma anche la ‘sofferenza’ per la ricerca dell’espressione migliore e una giusta dose di ‘distacco’ critico. Mi piace pensare che ciò che scrivo abbia bisogno del suo tempo, per decantare, come un buon vino. Roland Barthes  parlava del piacere del testo, dove il testo è un continuo ‘tessuto’, un intreccio di aspettative che le parole creano, anche di ciò che non sarà mai scritto. La scrittura è ricerca di sogni e emozioni ma anche chiave di lettura di dinamiche storiche e sociali.

SCALETTA FERREA, O STURM UND DRANG? COTRONEO, O BREGOLA?
Per me è fondamentale  una riflessione approfondita sulla struttura prima di iniziare. Quale punto di vista è il più efficace per dare ‘voce’ a quella storia? Prima di cominciare a scrivere mi piace aver delineato i punti di svolta principali, avere un orizzonte temporale complessivo. Strada scrivendo c’è sempre spazio per modifiche e integrazioni  ma mi è di supporto avere stabilito dei  momenti-scene chiave e un possibile arco di trasformazione dei personaggi.

SA CHE CI SONO SCRITTORI CHE NON RILEGGONO MAI QUELLO CHE HANNO SCRITTO E PUBBLICATO? LEI COME SI COMPORTA?
Revisiono e rileggo infinite volte prima della pubblicazione. Accetto sempre volentieri commenti e osservazioni di lettori e editor. Cerco di vedere ciò che scrivo in una dimensione ‘ecologica’: un testo per ‘crescere’, come una pianta ha bisogno talvolta di essere sfoltito, tagliandone rami superflui o apportando modifiche e innesti. Una volta pubblicato, un libro inizia il suo percorso di condivisione pubblica. Amo moltissimo il confronto con le lettrici e i lettori, sia sui social che attraverso presentazioni e eventi che danno reciprocamente l’opportunità di cogliere connessioni o angolazioni nuove.

C’È QUALCOSA DI AUTOBIOGRAFICO IN CIÒ CHE SCRIVE? SIAMO CURIOSI.
Penso che ogni scrittura attinga in qualche modo alle esperienze dell’autore e alla sua visione del mondo. Nel mio romanzo La lettrice di nuvole, per esempio, c’è una giovane speaker radiofonica con cui condivido l’attenzione alla voce, all’aspetto sonoro della comunicazione, oltre a una certa autoironia e voglia di mettersi sempre in gioco per realizzare i propri sogni. Il personaggio di Michelle, che vive a Parigi nel sedicesimo arrondissement, è ispirato ai miei soggiorni in questa città che amo molto: Michelle è una donna che viaggia per osservare il cielo da latitudini diverse e rispecchia la mia passione per i viaggi e l’arte. La lettrice di nuvole è un romanzo che mi ha accompagnata in momenti e luoghi diversi della mia vita: è nato come prima idea al mio arrivo in Rue Thérèse, dove abita anche Michelle agli inizi della storia, mi ha seguita in vari viaggi in giro per il mondo e si è concluso, a livello di scrittura fisica, in una piccola mansarda sui tetti del centro storico nella mia città d’origine, che io chiamo affettuosamente ‘spazio Magritte’, osservando le nuvole da lassù.

LEGGE MOLTO? A NOI PIACCIONO I TOPI DI BIBLIOTECA.
Occupandomi di coaching e formazione, leggo molto i periodici, la saggistica, le biografie. Come narrativa cerco di leggere un paio di libri al mese, cercando un equilibrio tra le novità e la lettura o rilettura di certi classici che sono sempre di ispirazione (ho una predilezione per tutta l’opera di Calvino e Buzzati). Più recentemente mi è piaciuto molto Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin: ero in Francia quando il volume uscì e praticamente era ovunque, anche nelle edicole-librerie delle stazioni ferroviarie più piccole. Leggo con velocità diverse: nel caso di romanzi che mi stanno particolarmente a cuore, mi piace leggere lentamente, sottolineando frasi e passaggi che mi hanno colpita. Anche nel caso di e-book ritorno sul punto che mi interessa in modo particolare.

CONCORSI: NOTA DOLENTE. SÌ, O NO?
Sì, mi piace partecipare, lo faccio spesso, in molti casi con buoni piazzamenti e anche qualche podio. Soprattutto li considero un’occasione per mettersi in gioco, per confrontarsi con altri autori e il giudizio dei vari comitati di lettura e nel contempo imparare a sviluppare i propri testi secondo temi, scadenze e  lunghezze specifici. È un’ottima palestra di scrittura. Oltre ai concorsi, partecipo volentieri a progetti come, recentemente, la raccolta di testimonianze sul primo lockdown nazionale in forma di narrazioni o immagini poi edita da Marsilio Editore.

PROGETTI PER IL FUTURO?
Sto completando un romanzo ispirato da un mio viaggio. Come sempre ho dedicato moltissimo tempo alla documentazione.
Oltre alla scrittura di racconti, cerco di essere il più possibile presente sui miei canali social, proponendo contenuti e riflessioni che possano essere di interesse e utilità. Il mio progetto di podcast ‘I discorsi del krapfen’ (un dolce che io considero ‘ottimista’) è dedicato a profili di donne appartenenti a settori e periodi storici diversi e che ancor oggi ci ispirano e emozionano.

ALLA PROSSIMA, ANTONELLA!
Grazie, è sempre un piacere parlare di libri e di scrittura! A presto.

Mic, giovane speaker radiofonica, riceve in eredità il Petit carnet de nébulosité dell’eccentrica Michelle. Quali segreti del passato le svelerà il diario della zia francese per spronarla ad affrontare il suo affascinante collega e la sfida di una nuova trasmissione? La magia del cielo di Parigi l’aiuterà a realizzare il suo Cloud Factor?

“La lettrice di nuvole” è un romanzo sulla possibilità di trasformazione. Perché anche noi siamo come le nuvole, sempre in volo con le nostre emozioni verso i nostri sogni più belli.

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